Unlearning- Storie di famiglie che cambiano il mondo

maxresdefaultLucio Basadonne, regista di spot, documentari e videoclip, Anna Pollio, insegnante di grafica e pianificazione pubblicitaria presso una scuola superiore di Genova, Gaia, 5 anni, loro figlia: una famiglia come tante, il lavoro, le ambasce quotidiane, bollette varie e il mutuo ad attenderli inesorabilmente con le loro scadenze, la stanchezza di fine giornata che li porta dopo la cena a rendersi un tutt’uno col divano, inebetiti di fronte alla tv.
Tutto procede in automatico, ogni gesto sembra seguire un ferreo rituale con minime varianti, almeno fino al giorno in cui la piccola Gaia non disegnerà un pollo a 4 zampe, lasciando basiti i suoi genitori.
Vi è un preciso perché in quella apparentemente bizzarra illustrazione: l’unica gallina vista finora dalla bimba è … la confezione da 4 cosce in vendita al supermercato … Lucio ed Anna si chiedono allora se sia possibile venir fuori da un modus viventi omologante, dall’idea imposta di un progresso buono per tutti ma non accompagnato da una reale evoluzione, tentare di porre in atto dei cambiamenti idonei a trasmettere alla figlia l’idea di un mondo diverso, il darsi da fare perché quest’ultimo diventi sia qualcosa di “proprio”, sia uno spazio aperto a possibili condivisioni e scambievole accoglienza, facendo affidamento su di sé e i propri simili. Detto fatto: i tre decidono di mettersi in viaggio, l’ autostop per le brevi distanze o sfruttando il carpooling per quelle più lunghe, alla ricerca di quei nuclei familiari, spesso vere e proprie comunità, che hanno scelto differenti modalità d’esistenza, offrendo forza lavoro in cambio di vitto e alloggio.

Il pollo a 4 zampe disegnato da Gaia

Il pollo a 4 zampe disegnato da Gaia

In 6 mesi percorreranno 5.821 km, per 600 euro di spesa, si troveranno alle prese con i mestieri più disparati, per poi far ritorno nella propria abitazione, nel frattempo affidata a più famiglie a rotazione (in totale saranno 70, provenienti da 12 paesi), con la maturata convinzione che, pur all’interno di un sistema ormai declinato in forma stabile, sia ancora possibile una forma alternativa di vita, andando oltre il gretto individualismo e riscoprendo parole come fiducia e comprensione reciproca nell’ambito di un cammino, volenti o nolenti, comunque condiviso. Girato (e sceneggiato) direttamente dai tre protagonisti (sì, anche la piccola Gaia) con la camera a mano, senza l’ausilio di alcuna troupe, Unlearning è un documentario dalla piacevole visione, con un felice ritmo narrativo assicurato da un valido montaggio ma soprattutto dalla curiosità di conoscere, mano a mano che la storia va avanti, tutto ciò cui andranno incontro Lucio, Anna e Gaia nel loro peregrinare attraverso la penisola, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia, o fuori dagli italici confini, come la trasferta in Austria.
Ciò che viene visualizzato, nella sua graduale concretizzazione, non è alcuna imposizione di un modello di vita alternativo o il voler prospettare le varie modalità esistenziali come qualcosa di totalmente giusto e valido, bensì la semplice prospettiva di poter assecondare diversi ritmi e differenti soluzioni anche all’interno di un apparato verso il quale ci si sente estranei, senza “aggredirlo” o provare a demolirlo, bensì servendosi di quanto esso può offrire in maniera del tutto diversa e più oculata (l’automobile come semplice mezzo di trasporto, il web quale opportuno mezzo di conoscenza della propria attività, possibile e reale aggregatore, al di là del mero cazzeggio social).

Lucio, Gaia e Anna

Lucio, Gaia e Anna

Si mettono in discussione anche le tante contraddizioni a volte presenti (il lodevole impiego dei pannelli solari da parte di una comunità, pur sapendo che la loro costruzione è affidata alla manodopera infantile, per esempio). Ci si pone poi al di fuori del “normale ordine delle cose” riguardo l’istruzione dei figli, spesso incentrata su metodi pedagogici quali quello previsto dalla scuola steineriana, la sua “arte dell’educazione” che tiene conto delle necessità proprie dell’erudizione infantile, senza imposizioni programmatiche calate dall’alto. L’essenza cardine di Unlearning la si ritrova nelle parole di Gaia, vera protagonista del documentario con il suo sguardo incuriosito e la gioia di apprendere giorno per giorno qualcosa di nuovo, disimparando ogni certezza che le è stata impartita: alla domanda come le piacerebbe vivere risponde:
“Io vorrei che questo… la casa, rimane sempre la stessa, con l’altalena… Così… Però quando apri la porta c’ è tutto un prato”.
Un altro mondo dunque è possibile, al di fuori di comode convenzioni e illusorie sicurezze, ricordando l’avvertimento espresso da John Michael Abeiar: Potrebbero volerci anni per convincerti a cambiare e poi potrebbero volerci anni per agire di conseguenza. Spero solo ti rimanga il tempo sufficiente.

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Unlearning è attualmente in proiezione a Milano presso Spazio Oberdan, dove è stato presentato in anteprima, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, lo scorso 27 maggio. Questo il calendario: Martedì 31 maggio ore 17 / Venerdì 3 giugno ore 21.15 / Domenica 5 giugno ore 19.

Ascolta il podcast su GiovanniCertoma.it

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