Archivi del mese: maggio 2016

Nastri d’Argento 2016: le candidature

EiIB5okaForte di 10 candidature, La pazza gioia di Paolo Virzì è il titolo più nominato ai Nastri d’Argento 2016, seguito da Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti (9), Suburra di Stefano Sollima (7), Per amor vostro di Giuseppe Gaudino (6). 5 candidature a testa per Alaska di Claudio Cupellini e Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese (per quest’ultimo vanno però considerati in aggiunta le nomination per il cast, 7 Nastri, e il Premio Casting Director 2016, Barbara Giordani), mentre a quota 4 troviamo Io e lei di Maria Sole Tognazzi, Quo vado? di Gennaro Nunziante e Non essere cattivo, film dell’anno per il SNGCI, che vede inoltre un Nastro già assegnato a Valerio Mastandrea e ai due attori protagonisti, Luca Marinelli e Alessandro Borghi, insieme ad una menzione collettiva alla produzione, alla sceneggiatura, alle attrici, rappresentanti un set speciale anche per la capacità di sostenere intorno a Mastandrea il progetto del film, uscito dopo la morte del suo autore, Claudio Caligari. Continua a leggere

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Unlearning- Storie di famiglie che cambiano il mondo

maxresdefaultLucio Basadonne, regista di spot, documentari e videoclip, Anna Pollio, insegnante di grafica e pianificazione pubblicitaria presso una scuola superiore di Genova, Gaia, 5 anni, loro figlia: una famiglia come tante, il lavoro, le ambasce quotidiane, bollette varie e il mutuo ad attenderli inesorabilmente con le loro scadenze, la stanchezza di fine giornata che li porta dopo la cena a rendersi un tutt’uno col divano, inebetiti di fronte alla tv.
Tutto procede in automatico, ogni gesto sembra seguire un ferreo rituale con minime varianti, almeno fino al giorno in cui la piccola Gaia non disegnerà un pollo a 4 zampe, lasciando basiti i suoi genitori.
Vi è un preciso perché in quella apparentemente bizzarra illustrazione: l’unica gallina vista finora dalla bimba è … la confezione da 4 cosce in vendita al supermercato … Lucio ed Anna si chiedono allora se sia possibile venir fuori da un modus viventi omologante, dall’idea imposta di un progresso buono per tutti ma non accompagnato da una reale evoluzione, tentare di porre in atto dei cambiamenti idonei a trasmettere alla figlia l’idea di un mondo diverso, il darsi da fare perché quest’ultimo diventi sia qualcosa di “proprio”, sia uno spazio aperto a possibili condivisioni e scambievole accoglienza, facendo affidamento su di sé e i propri simili. Detto fatto: i tre decidono di mettersi in viaggio, l’ autostop per le brevi distanze o sfruttando il carpooling per quelle più lunghe, alla ricerca di quei nuclei familiari, spesso vere e proprie comunità, che hanno scelto differenti modalità d’esistenza, offrendo forza lavoro in cambio di vitto e alloggio. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2016: Premio Speciale a “Fiore” di Claudio Giovannesi

Fiore-di-Claudio-Giovannesi-Locandina-210x300Premio Speciale dai Giornalisti Cinematografici al film Fiore di Claudio Giovannesi, accolto con grande successo alla Quinzaine des Réalizateurs del 69mo Festival di Cannes e appena uscito in sala a Roma e Milano (in tutta Italia dal 1° giugno), che i Nastri d’Argento segnalano per la sua freschezza, la capacità di costruire, innanzitutto sui due ragazzi autenticamente protagonisti della storia, un racconto che emoziona, confermando il talento del regista di Alì ha gli occhi azzurri e Wolf nel raccontare le difficoltà, il disagio, la solitudine ma anche la capacità unica degli adolescenti di seguire a volte solo i propri impulsi e di voler vivere senza la costruzione di un progetto; Fiore, che esce in sala oltre la scadenza prevista dal SNGCI per la selezione dei Nastri 2015-2016 potrà concorrere nelle categorie del Premio il prossimo anno.

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “I colori dell’Iran contemporaneo”

Abbas Kiarostami

Abbas Kiarostami

Dal 31 maggio al 30 giugno a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi, 121), Fondazione Cineteca Italiana presenterà I colori dell’Iran contemporaneo, una rassegna che comprende oltre trenta titoli di cinema iraniano fra classici, inediti e cortometraggi che spaziano dalla Nouvelle Vague al cinema di animazione, con due eventi speciali per inaugurare il MIC Rooftop, la nuova terrazza del museo: domenica 19 giugno alle ore 21 concerto di musiche mediorientali e domenica 26 giugno alle ore 20.30 proiezione all’aperto con i cortometraggi di Abbas Kiarostami (Il coro + La ricreazione + Il pane e il vicolo + Due soluzioni per un problema). In rassegna anche alcuni dei più significativi lungometraggi di Kiarostami, come Sotto gli ulivi, ambientato su un set di un film dove si intrecciano vicende vere e di finzione, Il sapore della ciliegia, uno dei suoi film più essenziali, asciutti e rigorosi, Il vento ci porterà via dove la storia di un ingegnere che deve girare un documentario sui riti funebri che si tengono in un villaggio del Kurdistan iraniano diventa l’occasione per approfondire segni antropologici e psicologici e altri due titoli, Dieci e Qualcuno da amare. Continua a leggere

Un ricordo di Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Giorgio Albertazzi

Attore, e uomo, dalla prorompente personalità, unita ad un talento naturale che gli ha consentito di spaziare con disinvoltura e sensibilità tra cinema, teatro e televisione, forte di un’elegante presenza scenica e di un timbro vocale indimenticabile, Giorgio Albertazzi, morto ieri, sabato 28 maggio, a Roccastrada (FI), lascia un grande vuoto, probabilmente incolmabile, nel panorama culturale italiano e nel settore del teatro nello specifico, cui si era dedicato con particolare dedizione a partire dalla metà degli anni Settanta. Nato a Fiesole nel 1923, Albertazzi debuttò sul palcoscenico nel 1949 (Troilo e Cressida, William Shakespeare, per la regia di Luchino Visconti), dopo aver fondato ad Ancona, nell’inverno del 1945, insieme con Titta Foti, il primo teatro anarchico italiano. Due anni più tardi l’esordio al cinema, con Lorenzaccio, nelle vesti del protagonista Lorenzo de’ Medici, per la regia di Raffaele Pacini; rilevante anche il suo apporto nell’ambito dei primi sceneggiati Rai tratti da famosi romanzi come L’idiota di Fëdor Dostoevskij (1869), diretto da Giacomo Vaccari, che lo stesso Albertazzi, interprete del principe Myškin, adattò nel 1959 per la televisione dall’opera originaria, o Jekyll, 1969, splendida rilettura in chiave moderna de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di R. L. Stevenson (Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886), da lui scritta e diretta, ancora oggi attuale nel visualizzare i conflitti etici della scienza e l’insuperabile dualismo fra Bene e Male, entità con le quali siamo costretti a fare i conti nel nostro incedere terreno, senza riuscire a scindere l’una dal’altra. Continua a leggere

Nastro d’Oro a Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli

Assegnandole un Nastro d’Oro, conferito nella storia del Premio solo altre cinque volte (Sophia Loren, Alberto Sordi, Michelangelo Antonioni in occasione dei 50 anni dei Nastri; Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per il loro successo internazionale), i Giornalisti Cinematografici Italiani festeggeranno a Roma, martedì prossimo, 31 maggio, Stefania Sandrelli, 55 anni di carriera, un’attrice i cui personaggi interpretati hanno sempre trovato buon albergo nel cuore del pubblico, ancora prima dell’attenzione che le è stata rivolta dalla stampa specializzata.
Un omaggio davvero speciale nella serata evento dedicata al 70mo compleanno dei Nastri d’Argento e del SNGCI.

“La diva fragile”, una rassegna dedicata a Gene Tierney

Gene Tierney (Wikipedia)

Gene Tierney (Wikipedia)

Arriva nelle sale italiane da oggi, giovedì 26 maggio, a cura di Lab80, la rassegna La diva fragile: quattro film restaurati dedicati a Gene Tierney, (1920-1991), donna dall’innegabile fascino, con un volto ed uno sguardo difficili da dimenticare, attrice dall’insinuante modalità di porsi in scena, particolarmente abile nell’adattare queste sue doti ad interpretazioni sempre diverse, assecondando i vari ruoli che le venivano offerti con un’innegabile versatilità, dall’esordio nel western di Fritz Lang The return of Frank James (Il vendicatore di Jess il bandito, 1940) al melodramma a tinte emotivamente forti Leave Her to Heaven (Femmina folle, 1945, John M. Stahl), senza dimenticare il ritratto di moglie paziente e premurosa offerto in Heaven Can Wait (Il cielo può attendere, Ernst Lubitsch, 1943), la carica sensuale, misteriosa, unita ad una fragilità appena lasciata percepire, che appare nel noir Laura (Vertigine, 1944, Otto Preminger), o la soave leggiadria nel lasciarsi trasportare dai toni surreali dello splendido The Ghost and Mrs. Muir (Il fantasma e la signora Muir, 1947, Joseph L. Mankiewicz), “saltando” fra i titoli più famosi della sua filmografia. Problematiche familiari, che la spinsero verso il dramma della depressione, fecero sì che l’attrice lasciasse per un lungo periodo le scene, dal 1954 al 1962, quando girò Advise And Consent (Tempesta su Washington, Otto Preminger).
Il suo ultimo film fu The Pleasur Seekers (Mentre Adamo dorme, Jean Negulesco, 1964). Continua a leggere