26mo Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina: i vincitori

PSX1441651079PS55edd9877e673Riporto di seguito i premi della 26ma edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, la cui cerimonia di assegnazione si è svolta a Milano, presso l’Auditorium San Fedele, lo scorso sabato, 9 aprile.

Concorso Lungometraggi- Finestre sul mondo:la Giuria composta da Emanuela Martini, Presidente – Critico, saggista cinematografico e direttore del Torino Film Festival, Alessandra De Rossi – Attrice italo-filippina, Alex Moussa Sawadogo, Direttore di Afrikamera, Berlino, ha assegnato il Premio Comune di Milano – Miglior Lungometraggio Finestre sul mondo (8.000 €) ex aequo ai film Madame Courage, di Merzak Allouache, Algeria, Francia, 2015, “Per la bellezza della struttura narrativa e l’efficacia di personaggi che parlano alla vita di tutti” e We’ve Never Been Kids, di Mahmood Soliman, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Libano, 2015, “Perché, attraverso un lavoro di documentazione durato più di tredici anni, il regista ci restituisce la forza della realtà e le emozioni della finzione”. Menzione speciale a: La delgada linea amarilla, di Celso R. Garcia, “Per la leggerezza con cui sviluppa i rapporti tra i personaggi su uno sfondo visivamente abbagliante”.

untitled545Concorso Cortometraggi Africani:la giuria composta da Angela Calvini (presidente), Marco Cacioppo e Marta Perego ha conferito il Premio Duomo Viaggi e Turismo come Miglior Cortometraggio (2.000 €) al film The Mocked One, Lemohang Jeremia Mosese (Lesotho).
“In un contesto ancestrale e fuori dal tempo, prende vita la storia di Lesotho, che lotta per la fattoria del padre. Un film che mostra gli equilibri di una vita semplice, fusa con i ritmi della natura. Una favola vera e a tratti dolorosa, che sottolinea come sia necessario, per tutti, perseguire i propri sogni mantenendo fede ai propri principi, con intelligenza”.
Menzioni speciali a This Migrant Business, di Ng’endo Mukii (Kenya), “Breve corto animato dallo spirito giornalistico che ha il pregio di proporre l’attualità in modo conciso e originale, ponendo l’attenzione sul traffico di migranti in Africa e il dramma sin troppo taciuto delle nuove schiavitù” e ad Aya Goes To The Beach, di Maryam Touzani (Marocco) “Per l’intimità e dolcezza con cui è narrata la storia della piccola Aya, bimba segregata in casa costretta a diventare adulta prima del tempo, ma che non dimentica la sua infanzia che si manifesta nel potere della sua immaginazione, nel gioco e nel rapporto con la vicina di casa”.

manifesto-dustur-60x91-ridConcorso Extr’a/ Il Razzismo è una brutta storia: l’associazione Il razzismo è una brutta storia e le Librerie laFeltrinelli hanno assegnato un riconoscimento al miglior film attraverso il giudizio della giuria composta da Angela Calvini (presidente), Marco Cacioppo e Marta Perego. Premio Razzismo brutta storia (1.000 €) al film Dustur, di Marco Santarelli “Un film necessario nell’attuale drammatico periodo storico che documenta il prezioso lavoro educativo all’interno del carcere Dozza di Bologna e che avvince grazie ad un dibattito “alto” ma appassionante sulla Costituzione Italiana, dove si confrontano e incontrano culture diverse sui temi della religione, del diritto e della dignità dell’essere umano”. Menzioni speciali all’unanimità a: Il Murran. Masai sulle Alpi, di Sandro Bozzolo e Loro di Napoli, di Pierfrancesco Li Donni.

Premi Speciali

La_delgada_l_nea_amarilla-288736136-largePremio del pubblico Città di Milano: La delgada linea amarilla, di Celso Garcia. Premio Arnone – Bellavite Pellegrini Foundation: Un métier bien, di Farid Bentoumi (Francia – Algeria), “Per il suo messaggio complesso e attuale. Per l’originalità con cui affronta tematiche a noi molto vicine come la disoccupazione e l’integralismo di stampo religioso attraverso l’inversione di ruoli tra prime e seconde generazioni; per la sua capacità di aprire dibattiti evitando di fornire facili risposte ma stimolando molte domande”.
Menzione speciale a: This Migrant Business, di Ng’endo Mukii (Kenya) “Per la semplicità e la chiarezza con cui è in grado di presentare la situazione la reale del traffico dei migranti, spesso oggetto di speculazione mediatica”.
Il premio, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, viene assegnato da una Giuria di studenti al miglior cortometraggio che affronti i temi della globalizzazione, della governance, della legalità e del dialogo interculturale, composta da: Sara Amico, Ivan Ataco, Kelly Bernavis, Davide Cinque, Alberto Cogliati, Giorgio Coletti, Andy Del Rio, Pasqual e Flauto, Cristopher Gnaniem, Ivan Kovachev, Giulia  Mannarelli, Rocco Maresca, Ciro Marinosci, Beatrice Mombelli, Riccardo Nardin, Danilo Notaristefano, Massimiliano Ortu, Andrea Porta, Filippo Prandi, Karen Saggese, Dana Tescari, Jean Vahid.

Premio CINIT: Aya Goes To The Beach di Maryam Touzani (Marocco), “Per l’arcobaleno di colori e di spunti offerti da una fiaba solo apparentemente semplice, capace di unire in un unico destino due donne sole che, opposte per età, condizione fisica e sociale, si scoprono in piena sintonia per il medesimo sguardo sul mondo che si muove sotto i loro balconi e per il comune bisogno di libertà e di amore; e per la straordinaria prova della giovanissima attrice protagonista nel restituire la profondità interiore del suo personaggio, una bambina in grado di perseguire un sogno andando oltre la propria condizione, i divieti e gli ostacoli”. Il premio, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, è assegnato ad un cortometraggio africano per la promozione della cultura del dialogo e della solidarietà.
La Giuria era composta da Massimo Nardin, Neda Furlan, Michela Manente e Massimo Caminiti.

B7eiI_vIcAAsn-vPremio ISMU: Terremere, di Aliou Sow (Francia/Senegal), “Il cortometraggio racconta il lungo, difficoltoso e intenso viaggio dalla Francia alla Mauritania di un gruppo di ragazzi che accompagnano verso la sepoltura nella terra di origine un loro fratello morto in Francia per un incidente.
Il film affronta in modo coinvolgente e appassionante tematiche umane e spirituali permettendo riflessioni e approfondimenti sui cambiamenti che l’emigrazione produce , sul modo di vivere la propria cultura d’origine e sul senso, il rispetto e il significato dei riti legati alla morte e alla sepoltura.
Il viaggio fisico per trasportare la salma prende le valenze di un viaggio che permette di scandagliare il tema dell’identità attraverso le tematiche dell’amicizia , della solidarietà e dei diversi sguardi sulla propria cultura tra generazioni diverse. Di grande impatto e bellezza, la frase finale: Nel cuore del niente, piuttosto che nelle periferie degli altri”.

Premio CUMSE. La Fondazione CUMSE assegna un premio al miglior cortometraggio del Festival che promuove il dialogo fra le culture, consistente nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia ed è assegnato da una giuria CUMSE: It’s My Road, di Nantenaina Fifaliana (Madagascar) “Per l’umanità e l’attenzione dimostrata nella rappresentazione degli ultimi, per l’accurata descrizione di una vita e della comunità che la circonda e per la scelta di un tema, l’acqua, universale e dall’alto valore simbolico”.
Premio Sunugal: The Mocked One, di Lemohang Jeremia Mosese (Lesotho) “Per il coraggio, l’impegno e lo spirito d’iniziativa della protagonista nel farci vivere una storia semplice e coinvolgente; per una regia curata nei minimi dettagli tecnici (fotografia, luci paesaggio) che aiutano alla comprensione della storia stessa”. Il premio, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, è assegnato ad un cortometraggio africano da una giuria composta dal Presidente e dai membri dell’Associazione (Paola Deldebbio, Olivier Elouti, Rufin Doh e Modou Gueye).

6__poster_empreintesPremio Polis: Les empreintes douloureuses, di B. Auguste Kouemo Yangho (Francia/Camerun) “Con linguaggio asciutto e implicito prende vita un racconto intimo e sofferto di un contrasto generazionale tra madre e figlia in un contesto di migrazione. Il film fa sentire la profondità delle ferite del cuore dettate dalla non accettazione di sé e dal non sentirsi integrati né in contesti familiari né in quelli sociali e apre spiragli a un cambiamento positivo solo quando le due protagoniste sono disponibili a un riconoscimento reciproco delle proprie fragilità”. Il premio, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, è assegnato a un cortometraggio che favorisce l’integrazione e la coesione sociale.

poster_w185Premio SIGNIS (OCIC e UNDA): Mina Walking, di Yosef Baraki (Afganistan/Canada). “La bravissima giovane protagonista viene seguita in tempo reale dall’occhio documentaristico del regista in un film di grosso impatto emotivo. Mina, in un mondo di uomini violenti e prevaricatori, se la cava con la tenacia dei suoi 12 anni e con l’energia di chi vuole sopravvivere in una società allo sbando, come è quella dell’oggi in Afghanistan”. Il premio è assegnato dalla The World Catholic Association for Communication. La Giuria era composta da Vanessa Lanari, Gaetano Liguori e Marianna Ninni.

Premio Zooppa – Lenovo: #Italy2050: CHD Animations (autori di Matter of Edges), Pablo Apiolazza e Federica Raffin (autori di Italia 2050), Stefano Silvestri e Andrea Zauli (autori di Sulla nostra pelle).
I premi per i tre selezionati consistono in 1000 euro e una mobile workstation Lenovo. Inoltre, Sulla nostra pelle di Stefano Silvestri, selezionato da una giuria composta da Felice Cappa e Massimiliano De Serio, docenti della Civica Scuola di Milano, vince anche la partecipazione gratuita ad un corso della Summer School della Civica.

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