Un ricordo di Paolo Poli

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Paolo Poli

Sfrontato, irriverente, arguto, forte di un’ironia mista ad una certa malizia mai esibita, anzi mitigata dall’apporto di una grande cultura (era laureato in Letteratura francese) e da quell’aria candida propria di un eterno fanciullo alla giocosa scoperta del mondo, del quale sottolineava vizi e virtù, Paolo Poli, nato a Firenze nel 1929 e morto a Roma lo scorso 25 marzo, è stato un grande attore teatrale, interprete di spettacoli dalla caratura brillante ai quali non erano estranei “voli” surreali e onirici, spesso sottolineati da suggestivi e raffinati calembour.
Poli iniziò la sua attività sul finire degli anni ’40, partecipando ad alcune trasmissioni radiofoniche della Rai di Firenze e prendendo parte a spettacoli in vari teatri cittadini (quali La borsa di Arlecchino a Genova o La cometa a Roma), evidenziando tanto la sua vena sarcastica volta allo sberleffo quanto la grazia e la naturalezza nel portare in scena quella finezza interpretativa che gli era propria.

Pino Strabioli e Poli

Pino Strabioli e Poli

Doti che restavano inalterate anche quando recitava en travesti ed esaltate in particolare negli spettacoli da lui stesso allestiti (La nemica di D. Niccodemi, 1966; Il suggeritore nudo di F. T. Marinetti, 1967; Rita da Cascia, 1969; Carolina Invernizio, 1970; Soirée Satie, 1982; Il coturno e la ciabatta da A. Savinio, 1990), spesso con la collaborazione di Ida Omboni.
Si spaziava dalla rappresentazione affabulante di antologie o testi musicali alla temeraria rielaborazione di autori del Novecento, ai quali veniva spazzata via la polvere del mito per una lettura giocata sempre sul filo di un giocoso sarcasmo, espresso da un attore capace d’ironizzare in primo luogo su se stesso, in equilibrio tra una sotterranea malinconia ed una certa amarezza esistenziale che a volte confluiva, per un reciproco scambio, dalle scene alla quotidianità; di Poli si possono ricordare infine anche alcune interpretazioni cinematografiche (per esempio Le braghe del padrone, 1978, Flavio Mogherini; Felice chi è diverso, 2014, Gianni Amelio) e trasmissioni televisive (come la miniserie I tre moschettieri, Sandro Sequi, 1976, o la recente E lasciatemi divertire. I vizi e le virtù secondo Paolo Poli, andata in onda nel 2015 su RaiTre, dove Poli colloquiava con Pino Strabioli).

“Sapevo fin dall’inizio di essere gay. Entrai in una panetteria, e vidi che mi garbava il fornaio. Andai al cinema, davano King Kong, avevo cinque anni, e vidi che mi garbava pure il gorilla” (Paolo Poli)

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