Archivi del mese: marzo 2016

69mo Festival di Cannes: apertura con l’ultimo film di Woody Allen

 Jesse Eisenberg, Kristen Stewart e Woody Allen

Jesse Eisenberg, Kristen Stewart e Woody Allen

Il film d’apertura del 69mo Festival di Cannes (11-22 maggio) sarà Café Society di Woody Allen, come reso noto in data odierna dall’ufficio stampa della kermesse francese, che verrà presentato fuori concorso e in anteprima mondiale. Girato tra Los Angeles e New York, Café Society narra di un giovane uomo che arriva nella Hollywood degli anni ’30 con la speranza di lavorare nell’industria cinematografica, si innamora di una donna, e viene travolto dalla “società bene” di allora. Protagonisti principali Kristen Stewart e Jesse Eisenberg, cui vanno ad affiancarsi Steve Carell, Parker Posey, Blake Lively, Corey Stoll, Jeannie Berlin e Ken Stott. Con il suo 46mo film Woody Allen è l’unico regista al mondo ad avere aperto Cannes tre volte, dopo Hollywood Ending (2002) e Midnight in Paris (2011); nel novero potrebbe trovare posto anche l’apertura del 1989, New York Stories, film a episodi co-diretto da Allen, Francis Ford Coppola e Martin Scorsese.

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Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Alida Valli, la diva”

Alida Valli

Alida Valli

Da oggi, martedì 29 marzo e fino a giovedì 17 aprile a Milano presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi, 121), Fondazione Cineteca Italiana presenta Alida Valli, la diva, una rassegna cinematografica che ripercorre la straordinaria carriera cinematografica della divina attrice italiana, a dieci anni dalla sua scomparsa. Alida Maria Laura von Altenburger all’anagrafe, la Valli è stata fra le nostre più grandi interpreti, apprezzata anche a livello internazionale, dall’invidiabile presenza scenica, fortemente espressiva ed esaltata dall’innegabile bellezza, il cui fascino era esaltato dallo splendido sguardo, sensuale ed altero al contempo; la retrospettiva ne ripercorrerà la carriera ricordando uno dei suoi primi film, Il feroce saladino di Mario Bonnard, fino al thriller soprannaturale del maestro del giallo Dario Argento, Suspiria passando poi attraverso altri grandi capolavori, primo fra tutti Senso di Luchino Visconti, e fra i film in costume anche Piccolo mondo antico di Mario Soldati, girato nel 1941 e oggi considerato un classico della cinematografia italiana, entrambi interpretati con toccante adesione da parte della grande attrice. Continua a leggere

Alfredo Bini, ospite inatteso

A Milano, presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana nei giorni martedì 29 marzo (ore 21.15), mercoledì 30 marzo (ore 19.15) e sabato 2 aprile (ore 17.30) proporrà in anteprima per il capoluogo lombardo il documentario di Simone Isola Alfredo Bini, ospite inatteso, presentato alla 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e recente vincitore del Nastro d’Argento come Miglior Documentario sul Cinema.
Alla proiezione di martedì 29 marzo il regista Simone Isola sarà presente in sala. Di seguito, la mia analisi del film.

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alfredo-bini-3763C’era una volta in Italia un cinema capace di elargire spazio a registi esordienti, magari ancora acerbi nella resa visiva del loro stile ma capaci di far intuire attraverso la propria opera la volontà di comunicare una personale visione, artistica e relativa al sociale.
Lo stesso può scriversi riguardo opere di autori già affermati ma dalla portata certo innovatrice, anche a livello contenutistico, volta a scuotere una realtà in continua mutazione dopo la tragicità del secondo conflitto, intuendone i cambiamenti in atto e visualizzandoli sul grande schermo.
E il pubblico, attratto o comunque incuriosito dalle inedite modalità narrative, consapevole tanto della qualità quanto della novità, ne decretava spesso il successo.
Il merito di questo felice connubio fra autorialità e freddo calcolo commerciale è da attribuire alla lungimiranza di produttori consapevoli che “l’arte di fare cinema è l’arte di trovare i soldi per fare il cinema” (Bernardo Bertolucci) ma soprattutto determinati nel mettere in campo una loro intima percezione, libera da qualsivoglia preconcetto, idonea ad accogliere anche le idee di quanti erano ben distanti dal proprio modo di vedere e considerare tanto la quotidianità quanto l’espressione artistica da rendere cinematograficamente. Continua a leggere

Un ricordo di Paolo Poli

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Paolo Poli

Sfrontato, irriverente, arguto, forte di un’ironia mista ad una certa malizia mai esibita, anzi mitigata dall’apporto di una grande cultura (era laureato in Letteratura francese) e da quell’aria candida propria di un eterno fanciullo alla giocosa scoperta del mondo, del quale sottolineava vizi e virtù, Paolo Poli, nato a Firenze nel 1929 e morto a Roma lo scorso 25 marzo, è stato un grande attore teatrale, interprete di spettacoli dalla caratura brillante ai quali non erano estranei “voli” surreali e onirici, spesso sottolineati da suggestivi e raffinati calembour.
Poli iniziò la sua attività sul finire degli anni ’40, partecipando ad alcune trasmissioni radiofoniche della Rai di Firenze e prendendo parte a spettacoli in vari teatri cittadini (quali La borsa di Arlecchino a Genova o La cometa a Roma), evidenziando tanto la sua vena sarcastica volta allo sberleffo quanto la grazia e la naturalezza nel portare in scena quella finezza interpretativa che gli era propria. Continua a leggere

The Danish Girl

1Presentato, in Concorso, alla 72ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (dove ha conseguito il premio Queer Lion) ed insignito alla recente notte degli Oscar con il riconoscimento di Alicia Vikander come Miglior Attrice Non Protagonista, The Danish Girl, diretto da Tom Hooper e sceneggiato da Lucinda Coxon adattando l’omonimo romanzo di David Ebershoff, è un film che trae la sua forza, narrativa e visiva, da un’estrema e composta classicità idonea a mettere in scena con grazia, tatto e sensibilità la storia, vera, del pittore danese Einar Wegener (interpretato con camaleontica efficacia da Eddie Redmayne), il suo viaggio verso la riappropriazione, esteriore e mentale, della propria identità più intima e naturale, mortificata, fino ad essere annientata, da costrizioni ed incomprensioni nell’ambito familiare e sociale.
Ma la prorompente e primigenia natura femminile avrà modo di destarsi dal suo sonno innaturale ed imporsi definitivamente, anche ricorrendo, primo caso nella storia, ad un rischioso intervento chirurgico, necessario per affermare con vivida forza la vera essenza di sé, Lili Elbe. Al suo fianco in questo particolare cammino avrà accanto l’innamoratissima moglie Gerda (Vikander), anch’essa pittrice, pur se inizialmente di minore fama, che sarà l’artefice della fuoriuscita di Lili dallo spesso bozzolo della conformità omologante, dove l’arroganza del giudizio umano dimentica, spesso e volentieri, come l’eguaglianza di tutti poggi sulla diversità propria di ogni essere umano. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “L’ultima parola – la vera storia di Dalton Trumbo”

Lultima-parola-Dalton-Trumbo-locandinaA Milano presso Spazio Oberdan (Viale Vittorio Veneto, 2), dal 26 marzo al 4 aprile, Fondazione Cineteca Italiana riproporrà un film di recentissima uscita che rievoca la storia di Dalton Trumbo, negli anni Quaranta uno degli sceneggiatori hollywoodiani più pagati al mondo che, alla fine di quel decennio, entrò nella lista nera del senatore McCarthy, l’artefice della “caccia alle streghe” sulle attività comuniste negli Stati Uniti che rovinò la vita a molte persone. Fra queste anche il geniale sceneggiatore, che per la scrittura nutriva un’autentica passione, il quale fu costretto per anni a occuparsi di insignificanti copioni o, al limite, a firmare con un nome falso i suoi lavori, fino al riscatto, che avvenne alla fine degli anni 50’, quando Kirk Douglas volle a ogni costo affidargli la sceneggiatura di Spartacus. Il film L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo ricostruisce con esattezza ma con toni quasi da commedia quella vicenda, potendo contare anche su un cast di attori eccezionali, a partire da quel Bryan Cranston, qui nei panni di Trumbo, già pluripremiato protagonista della serie televisiva Breaking Bad. Il programma prevede anche tre film di retrospettiva: due, Vacanze Romane di William Wyler e Ho sposato una strega di René Clair, dei quali Trumbo firmò rispettivamente il soggetto e la sceneggiatura, e il mitico E Johnny prese il fucile (1971), una delle opere cinematografiche più crude e coraggiose contro l’orrore della guerra e unica regia dello stesso Trumbo. Continua a leggere

69mo Festival di Cannes: Valérie Donzelli presiederà la Giuria della Semaine de la Critique

Valérie Donzelli

Valérie Donzelli

La regista francese Valérie Donzelli presiederà la giuria della 55ma edizione della Semaine de la Critique, sezione autonoma del Festival di Cannes dedicata alle opere prime e seconde, che avrà luogo dal 12 al 20 maggio; fanno parte della Giuria: Alice Winocour, David Robert Mitchell e Santiago Mitre.