Una stella per Morricone

Ennio Morricone (theguardian.com)

Ennio Morricone (theguardian.com)

Il prossimo 26 febbraio sulla celebre Walk of Fame di Hollywood vi sarà la cerimonia d’assegnazione di una stella, la numero 2574, per il Maestro Ennio Morricone, in occasione dell’undicesima edizione di Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Fest che si svolgerà al Teatro Cinese dal 21 al 27 febbraio, dedicata proprio a Morricone; invitato, in qualità d’oratore, il regista Quentin Tarantino, per il quale Morricone ha composto le musiche di The Hateful Eight, già premiate con un Golden Globe Award e un BAFTA, in attesa di conoscere, nella notte di domenica 28 febbraio, il responso della 88ma edizione degli Academy Awards®, nell’ambito dei quali il celebre compositore, che vanta all’ attivo 450 colonne sonore dal 1960 (Il federale, Luciano Salce) ad oggi, ha ricevuto una candidatura, sempre per le musiche del citato film di Tarantino.

2 risposte a “Una stella per Morricone

  1. Un riconoscimento meritatissimo, uno dei veri pochi artisti dei nostri tempi che crea in continuazione capolavori, facendo sempre emozionare. Le sue musiche nei film (forse l’unico compositore a riuscirci ancora) vanno oltre il valore del film e vivono di vita propria e, in molti casi nella sua lunga carriera, sono decisamente maggiori per qualità al film stesso. E per quanto riguarda la musica che ha fatto per Tarantino è senza dubbio imponente e strutturalmente perfetta, ma ha poco di evocativo e di emozionante, credo che lo sia per un’adesione alla storia. Più interessante è “La corrispondenza”. Comunque speriamo che continui a comporre ancora e molto di più. Un saluto!

    • Ciao Fabio, concordo con il tuo bel commento. Morricone ha saputo creare per ogni film di cui ha composto la colonna sonora un emozionante fluire di note capace di solleticare mente e cuore, suscitando svariate emozioni. Riguardo la colonna sonora di “The Hateful Eight”, Morricone ha ripreso quanto da lui ideato per “La cosa” di Carpenter (“The Thing”, 1982) e quindi un suono, più che evocativo, almeno a mio avviso, funzionale a sostenere quel senso di sinistra inquietudine che serpeggia fin dall’incipit del film di Tarantino. Grazie della visita e del commento, un saluto.

      Antonio

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