Archivi del mese: febbraio 2016

Oscar 2016: “Spotlight” miglior film, premiati DiCaprio e Morricone

Leonardo DiCaprio accepts the Oscar for Best Actor for the movie The Revenant at the 88th Academy Awards in Hollywood, California February 28, 2016.  REUTERS/Mario Anzuoni      TPX IMAGES OF THE DAY

Leonardo DiCaprio accepts the Oscar for Best Actor for the movie The Revenant at the 88th Academy Awards in Hollywood, California February 28, 2016. REUTERS/Mario Anzuoni TPX IMAGES OF THE DAY

Si è conclusa presso il Dolby Theatre di Los Angeles la cerimonia di premiazione, condotta da Chris Rock, relativa all’88ma edizione degli Academy Awards.
Miglior Film è risultato Spotlight, di Tom McCarthy, Miglior Regista Alejandro G. Iñárritu per The Revenant, film che vede (finalmente) premiato Leonardo DiCaprio come Miglior Attore Protagonista ed Emmanuel Lubezki per la Miglior Fotografia.
A portarsi a casa il maggior numero di statuette, sei, tutte “tecniche”(montaggio, trucco, sound editing, sound mixing, costumi, scenografia), è Mad Max: Fury Road, che forse avrebbe meritato maggiore considerazione dai membri dell’Academy, considerando che, ad avviso di chi scrive, George Miller ci ha offerto un film capace di restituire l’essenza del cinema più puro e genuino, al di là della, pur concreta, fantasmagoria visiva ed emozionale.
Ugualmente può scriversi per The Hateful Eight di Quentin Tarantino, che vede comunque premiato il Maestro Ennio Morricone, autore dell’intrigante e funzionale colonna sonora. Brie Larson è la Miglior Attrice Protagonista (Room, di Lenny Abrahamson), Miglior Film d’Animazione è risultato Inside Out, Miglior Film Straniero Son of Saul di László Nemes.
Di seguito, l’elenco dei premi assegnati. Continua a leggere

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Taxi Driver (1976)

Robert De Niro e Martin Scorsese

Robert De Niro e Martin Scorsese

Martin Scorsese (1942, Flushing, New York) rientra fra gli esponenti della New Hollywood, quell’ondata di rinnovamento che, a partire dalla metà degli anni ’70, riscoprì l’essenzialità del cinema come messaggio e come concetto, non limitandosi semplicemente a dare una rinfrescata alle consuete tematiche o ai vari generi.
Questi ultimi divennero oggetto di una profonda revisione, così da adattarli a sottolineare un’inedita narrazione della nazione americana.
Ottimismo, perfezione, eroismo venivano infatti sostituiti da dubbio, voglia di fuga, disadattamento e, con il procedere degli anni Settanta, da angoscia, paura, senso di amara sconfitta. Dopo una breve esperienza in seminario, Scorsese frequentò la Scuola di Cinematografia della New York University, laureandosi in regia.

taxi_driver_5-620x487Iniziò quindi a girare una serie di cortometraggi (come The Big Shave, 1967), dove iniziava già ad intravedersi il suo stile, che traeva ispirazione dai cineasti francesi della Nouvelle Vague ma anche dal Neorealismo italiano e da registi indipendenti quali John Cassavetes. Nel 1969 diresse il suo primo lungometraggio Who’s That Knocking at My Door (Chi sta bussando alla mia porta?), cui fece seguito, una volta che Scorsese entrò nella factory di Roger Corman, Boxcar Bertha (America 1929- Sterminateli senza pietà, 1972). L’attenzione di pubblico e critica arrivò però con i successivi Mean Streets, 1973, Alice Doesn’t Live Here Anymore (Alice non abita più qui, 1975) e, soprattutto, Taxi Driver, Palma d’Oro al 29mo Festival di Cannes nel 1976: da qui in poi, con qualche discontinuità, la carriera di Scorsese proseguirà fino ai giorni nostri. Continua a leggere

César 2016: “Fatima” miglior film

489736Si è svolta ieri sera, venerdì 27 febbraio, presso il Théâtre du Châtelet di Parigi, la cerimonia di premiazione, condotta da Florence Foresti, relativa alla 41ma edizione dei Premi César, istituiti nel 1976 e conferiti con i voti espressi dai membri dell’Académie des arts et techniques du cinéma ai migliori film usciti nelle sale cinematografiche francesi fra il 1º gennaio e il 31 dicembre dell’anno precedente. Nulla di fatto per i nostri Sorrentino (Youth- La giovinezza), Moretti (Mia madre) e Morricone, quest’ultimo candidato per la colonna sonora originale del film En mai, fais ce qu’il te plait di Christian Carion: a conseguire il César per il miglior film straniero è stato Birdman di Alejandro González Iñárritu, mentre Warren Ellis ha ottenuto quello relativo alla migliore musica originale, per Mustang, film diretto dalla regista franco-turca Deniz Gamze Erguven che rappresenterà la Francia agli Oscar e che si è aggiudicato anche i César per la miglior opera prima, il miglior montaggio e la miglior sceneggiatura originale. Il titolo di miglior film è andato a Fatima di Philipe Faucon, opera estremamente attuale, incentrata sul racconto delle difficoltà di integrazione di una donna franco-algerina immigrata in Francia, interpretata da Zita Hanrot (miglior promessa femminile).
Miglior regista è risultato Arnaud Desplechin (Trois souvenirs de ma jeunesse), migliore attrice protagonista Catherine Frot (Marguerite), mentre il César per il miglior attore protagonista è andato a Vincent Lindon (La loi du marché). César d’honneur a Michael Douglas. Di seguito, l’elenco di tutti i premi. Continua a leggere

Nastri d’Argento Doc 2016: i vincitori

logosngci_53Louisiana (The other side), Bella e perduta, Alfredo Bini ospite inatteso sono i migliori documentari dell’anno, diretti nell’ordine da Roberto Minervini, Pietro Marcello, Simone Isola e rispettivamente nelle sezioni Cinema del Reale, Docufilm, Film sul Cinema. I Giornalisti Cinematografici ne hanno dato annuncio oggi, giovedì 25 febbraio, ricordando che questa sera presso la Casa del Cinema di Roma saranno inoltre consegnati i Nastri speciali a Gianfranco Rosi per Fuocoammare e a Paola e Silvia Scola autrici del film Ridendo e scherzando, ritratto di un regista all’italiana, Ettore Scola. Nell’ambito dei riconoscimenti speciali, ecco i Premi dei 70 anni che vanno a Gianfranco Pannone, autore de L’esercito più piccolo del mondo, e a Antonietta De Lillo, che ha curato nel 2015 il progetto collettivo di Oggi insieme, domani anche, per la loro storia appassionata e coerente con la narrazione del cinema del reale. E, ancora, a Il segreto di Otello di Francesco Ranieri Martinotti (lo ritirerà con Andrea Sisti produttore del film ma soprattutto erede di Otello, trattoria storica che ha visto nascere alcuni capolavori del cinema) e Filmstudio mon amour di Toni D’Angelo, un altro film su un luogo speciale per la storia del cinema a Roma. Continua a leggere

Bologna, al via la 22ma edizione di “Visioni Italiane”

Visioni Italiane - edizione 2016Prende il via oggi, mercoledì 24, per concludersi domenica 28 febbraio, a Bologna, la 22ma edizione di Visioni Italiane, un festival che fin dalla sua nascita, risalente al 1994, ha inteso offrire una ribalta ai registi del futuro, concentrando il proprio programma su quelle opere di formato irregolare realizzate da giovani autori italiani (cortometraggi, documentari, film sperimentali, film d’esordio) destinate spesso a rimanere per lo più invisibili e in cerca di una distribuzione. Oltre al tradizionale Concorso per corto e mediometraggi, anche quest’anno diverse le sezioni competitive saranno dedicate al documentario, ai temi dell’ambiente, del paesaggio urbano e dell’acqua, oltre a prevedere spazi riservati alle produzioni emiliano-romagnole e ai giovani autori sardi. Continua a leggere

“Pas Qui- Storia di un uomo prima della sua nascita”, un interessante progetto

Ricevo e pubblico con piacere il seguente comunicato inviatomi da Giacomo Pugliese riguardo la realizzazione del cortometraggio Pas Qui- Storia di un uomo prima della sua nascita, che necessita di un opportuno sostegno finanziario per essere realizzato con la professionalità richiesta dall’interessante soggetto, le cui potenzialità espressive e contenutistiche, ad avviso di chi scrive, sono già rinvenibili nel promo che potete visionare qui. Grazie dell’attenzione e un caloroso in bocca al lupo a tutto il team di Pas Qui.

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o_332601Pas Qui è un cortometraggio nato da un sogno, non il sogno di fare un film, proprio un sogno di quelli che si fanno la notte. Nel 2014 tre amici, Giacomo, Mariano e Simone, costruiscono una storia intorno a quel sogno.
Travolti da una pioggia di uova, questo era il sogno da cui è nata la storia di Pas Qui, nel film il simbolo della creazione si scopre oggetto feticcio da cui può nascere una rivelazione.
Pas Qui diventa quindi la storia di uomo minacciato dalla sua stessa nascita; un semplice conflitto lo attraversa, quello con una voce che gli ricorda costantemente la sua origine e il suo destino inequivocabile.
Puoi distinguere cosa percepisci da cosa hai imparato a percepire?
Da questa domanda, che insiste sul tema dell’educazione e della determinatezza, si spiega la narrazione mostrando, con un linguaggio onirico atto proprio a sottolineare quanto possa distorcersi la percezione, la lotta di Pas Qui contro la propria storia e il proprio destino. Attraverso un potente linguaggio simbolico e un’estetica basata esclusivamente sull’utilizzo del bianco e nero, il tentativo di Pas Qui è quello di coinvolgere i suoi autori e il suo pubblico per mantenere accesa una luce su interrogativi sempre attuali.

Ideato da Simone Carlo, Toniato Toso, Giacomo Pugliese e Mariano Zorio, il progetto prende vita anche attraverso il lavoro dei giovani professionisti del Laboratorio Artistico Pietra: scenografi, illustratori, pittori, tecnici delle luci, del suono e dei nuovi media, già impegnati in diversi progetti che coinvolgono le arti performative e il teatro. Per creare Pas Qui, servono 5.000 euro.
Il film ha bisogno anche del tuo sostegno per essere realizzato in modo professionale, in modo che il suo valore artistico e tecnico sia all’altezza della storia che vuole raccontare. Ogni donazione servirà a ricompensare chi ha offerto le proprie competenze artistiche, tecniche e per coprire tutti i costi di realizzazione del film. La campagna crowdfunding è in corso!

Milano, Spazio Oberdan: “Ritorni al futuro”

futuro_presente_passatoA Milano, presso Spazio Oberdan (Viale Vittorio Veneto, 2) da oggi, mercoledì 24 febbraio e fino a venerdì 4 marzo, Fondazione Cineteca Italiana presenta Ritorni al futuro, il nuovo palinsesto di attività ideato dal Comune del capoluogo lombardo per la primavera 2016, il cui tema è l’idea di futuro che abbiamo oggi e quella che ha alimentato il pensiero umano in altre stagioni della storia. Il palinsesto comprende anche la rassegna in programma presso Spazio Oberdan che si compone di dieci titoli, altrettanti capolavori, capaci di testimoniare la capacità del cinema di essere precursore o premonitore di accadimenti, scoperte o teorie destinate in seguito ad avverarsi, e quella di raccontare per immagini un futuro prossimo o avveniristico, confinato inizialmente nel campo dell’utopia ma con il passare del tempo sempre più vicino al mondo reale. Perché quello che il cinema aveva immaginato ed era stato definito “fantascienza” si sta rivelando invece il punto di arrivo di un percorso che sotto molti aspetti sembra già iniziato. Di seguito, il calendario della rassegna. Continua a leggere