Riace in Festival 2015: i vincitori

riace-in-festival-iii-edizione-L-5pYiBwSi è conclusa lo scorso mercoledì, 29 luglio, l’edizione 2015 di Riace in Festival, manifestazione culturale- cinematografica che vede la direzione artistica di Vincenzo Caricari (Asimmetrici Film) e Chiara Sasso (Rete dei Comuni solidali). Il concorso cinematografico, suddiviso in due sezioni, Migranti e culture locali e Condizione femminile, ha inteso offrire spazio a produzioni indipendenti inerenti le tematiche delle migrazioni, della multiculturalità, del rapporto tra paesi ricchi e paesi poveri con una particolare attenzione a opere ambientate o riguardanti il bacino del Mediterraneo, luogo privilegiato di intreccio e confronto tra culture, lingue, religioni, estendendosi in questa edizione al tema legato alle pari opportunità e alla lotta contro ogni discriminazione sociale.

“Gas Station”, Alessandro Palazzi.

Il film vincitore nella prima sezione è risultato Gas Station di Alessandro Palazzi, con la seguente motivazione espressa dalla Giuria (Mimmo Gangemi – scrittore; Yosonu- musicista; Michele Tarzia – regista; Antonio La Rosa – giornalista Ciavula; Enzo Caserta- dirigente regionale Sviluppo e economico e Politiche sociali; Maria Teresa D’Agostino, giornalista): Ha particolarmente colpito l’aspetto ironico e contemporaneo nel focalizzare in modo semplice eppure efficace il disagio dell’integrazione. Colpisce la sintesi filmica che pone al centro il distributore di benzina, elemento che paradossalmente è legato al mondo del consumo occidentale. Un modo riuscito per restituirci un’atmosfera di disagio e di sogni infranti che ci ha visto vittime in un passato non tanto lontano.
Secondo posto per A Ciambra (Jonas Carpignano).

Copia-di-AMMORE-locandina_A4Riguardo la seconda sezione, la Giuria (Raffaella Rinaldis – Fimmina Tv; Antonella Scabellone – Lente Locale; Lidia Zitara – giornalista; Silvana Fagnani – Legambiente; Giuseppe Mazzaferro – editore Telemia; Jacopo Giuca – Riviera; Francesco Cirillo – “operaio della cultura”) si è adoperata per un ex aequo fra A Woman di Adel Oberto e Ammore di Paolo Sassanelli, valutando nelle motivazioni la prima opera come Corto di grande impatto che in pochi secondi delinea una condizione di annientamento dell’identità e rimarcando della seconda la capacità di raccontare una vicenda di alienazione, violenza e solitudine con toni di grande gentilezza. Secondo posto per La casa di Ester (Stefano Chiodini).

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