“25mo Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina”: i vincitori

Riporto di seguito i nominativi dei vincitori del 25mo Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, la cui Cerimonia di Premiazione si è svolta sabato 9 maggio a Milano, presso l’ Auditorium San Fedele. Madrina della serata è stata la cantante Malika Ayane.

kkkkConcorso Lungometraggi Finestre Sul Mondo: la Giuria composta dal regista Abderrahmane Sissako, Presidente, Antonella Antonelli, giornalista, Joan Bardeletti, fotografo, ha assegnato il Premio Comune di Milano – Miglior Lungometraggio Finestre sul mondo (10.000 €) al film The Storm Makers: Ceux qui amènent la tempête (Guillaume Suon, Cambogia, Francia – 2014), “Per la sensibilità e la semplicità con cui racconta tutta l’umanità di un di fronte ad un dramma universale”.
Menzione speciale a En la estancia, di Carlos Armella, “un film che oscilla con tenerezza tra fiction e documentario, mettendo in primo piano il linguaggio delle emozioni”.

vConcorso Miglior Film Africano: la Giuria composta composta dal presidente Giancarlo Zappoli, direttore responsabile di MYmovies.it, Anna Praderio, giornalista, Simona Spaventa, giornalista freelance e collaboratrice di La Repubblica, ha assegnato il Premio Duomo Viaggi e Turismo – Miglior Lungometraggio Africano (2.000 €) al film Le Challat de Tunis (Kaouther Ben Hania, Tunisia, Francia, Canada, Emirati, 2014), “Per la sua grande ironia e per la capacità di far riflettere sulla condizione delle donne nel mondo arabo, sulle violenze e sui pregiudizi di cui sono vittime. Per la forma originale di mockumentary adottata, che caratterizza un debutto alla regia di notevole interesse. Per la sua capacità di essere un cinema sul cinema, in una maniera che è insieme assolutamente credibile e profondamente”.

Concorso Cortometraggi Africani:la Giuria composta dal presidente Giancarlo Zappoli, direttore responsabile di MYmovies.it, Anna Praderio, giornalista, Simona Spaventa, giornalista freelance e collaboratrice di La Repubblica, ha assegnato il Premio MoneyGram al Miglior Cortometraggio Africano (2.000 €) al film 4 Avril 1968 (Myriam Gharbi, Francia, Guadalupa, 2014), “Perché riesce a parlare della lotta per i diritti civili, in un periodo storico molto complicato, attraverso la storia di una bambina e quindi con uno sguardo poeticamente rivolto verso il futuro. Racconto a un tempo poetico e sociale, riesce a essere anche di grande attualità, visto il riaccendersi delle tensioni razziali negli Stati Uniti in questi mesi, e ci ricorda che l’esperienza di Martin Luther King è sempre viva e necessaria”.

locandinaConcorso Extr’a:Premio Fondazione ACRA-CCS (1.000 €) al film Looking for Kadija (Francesco G. Raganato, Italia, 2014), “Per l’originalità estetica che, contaminando fiction e documentario e mostrando allo spettatore anche ciò che avviene su un set cinematografico, riesce a offrire un ritratto toccante dell’Eritrea di oggi e di ieri e a riportare con efficacia la storia e la ricerca sociale attraverso una pluralità di volti donne. L’eccellente realizzazione descrive, con tocco leggero, ma profondo, la condizione femminile nell’Eritrea odierna, sia urbana che rurale, della quale si scoprono aspetti e realtà insospettabili”. Il premio è assegnato al miglior film italiano che si confronta con altre culture e con le tematiche dell’immigrazione da una Giuria composta da accompagnatori interculturali con cui ACRA- CCS collabora nell’ambito del progetto Migrantour e da un rappresentante di ACRA-CCS, in qualità di presidente. Giurati: Nadiya Radchenko (Ucraina), Diana Carolina Leon Freire (Ecuador), Margarita Clement Missaglia (Argentina), Mariela Lara (Ecuador), Maria Luisa Gutierrez (Perù), Maria Eugenia Esparragoza (Venezuela). Presidente Patrizia Canova.

Menzioni speciali all’unanimità a: Sexy Shopping, (Antonio Benedetto e Adam Selo, Italia, 2014).“Il film mette in luce, con leggerezza, freschezza e simpatia, che trapelano nelle immagini, la tematica della migrazione, evidenziando la condivisione possibile tra persona filmata e regista. Grazie a un personaggio urbano ormai quotidiano, un venditore ambulante dotato di videocamera, si svelano molti aspetti della sua vita, del suo lavoro, viene descritto in modo efficace e divertente il mondo notturno della città e le nuove forme di comunicazione nelle famiglie trasnazionali basate anche sull’utilizzo di nuove tecnologie”. Umudugudu! Rwanda 20 ans après (Giordano Cossu, Italia, 2014). “Per il contributo a mantenere viva la necessaria memoria e a sollevare la questione morale su questo ed altri genocidi in luoghi lontani, sotto i riflettori solo nei momenti di massima crisi. Per il coraggio e la forza nel ricordare le pesanti conseguenze sui singoli, soprattutto i colpevoli, in un momento di estrema violenza nel continente africano e in altre parti del mondo”.

gPremi Speciali. Premio Del Pubblico Città Di Milano: Letters from Al Yarmouk (Rashid Masharawi, Palestina, 2014). Premio Atalanta Bergamasca Calcio E Unigasket Srl: The Crow’s Egg (M. Manikandan, India, 2014). “Per lo sguardo minuzioso ed intenso sulle discriminazioni sociali di una metropoli indiana nello scenario attuale della globalizzazione e per la vitalità e la caparbietà dei giovanissimi protagonisti del racconto filmico, che superano le barriere dell’esclusione e dell’omologazione, restando uniti e condividendo saperi, affetti, fatiche, impegno costante e consapevolezza critica dei propri autentici bisogni”. Il premio consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia ed è assegnato al miglior film che contribuisce a favorire il dialogo interculturale giovanile.

Premio Arnone – Bellavite Pellegrini Foundation: Lazy Susan (Vassoio girevole, Stephen Abbott, Sudafrica, 2015). “Per l’originalità delle riprese che mettono in scena le usanze del mondo del lavoro nel contesto sud africano, per il tema dell’alienazione dell’individuo e perché secondo noi dice che sono le esperienze negative a insegnare”. Premio CINIT e Premio CEM – Mondialità: The Dream of a Scene (Yasser Shafiey, Egitto, 2014). “Per un’intrigante combinazione di meta-film, nella quale la poesia, inattesa e sorprendente, si sviluppa a partire da un impianto in apparenza documentaristico e che invece innesta nella vicenda interrogativi che coinvolgono culture e generazioni: il tutto sospeso tra verità e immagine, tra sostanza e illusione. Per le testimonianze dei due protagonisti principali, i quali con atteggiamenti decisi, motivano fortemente la loro sfida esistenziale con un gesto che accresce a dismisura la loro ricerca di identità”.

bPremio ISMU: 4 avril 1968 (4 aprile 1968, Myriam Gharbi, Francia, Guadalupa. 2014. “Piccolo racconto di formazione. Nel film la grande storia (il 4 aprile del 1968 viene ucciso Martin Luther King a Menphis), appena evocata dalla voce della radio, entra nell’esistenza di una bambina inconsapevole, che la mattina di quella giornata fatale, nella periferia del mondo in cui vive, si perde nel bosco e non arriva a scuola, ma conosce un affascinante guerrigliero delle pantere nere, disponibile a diventare suo mentore. Il racconto convince perché trova un buon equilibrio tra fiaba e storia ed è ricco di spunti di riflessione”. La Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) assegna un premio al miglior cortometraggio del Festival con valore pedagogico. Il Premio consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia ed è assegnato da una giuria composta di docenti.

Premio Sunugal: Père (Lotfi Achour, Tunisia, Francia, 2014). “Per la semplicità di linguaggio e il modo diretto con cui ha trattato tematiche di attualità nel contesto dei paesi in via di sviluppo come la paternità, le ragazze madri, il diritto dei bambini. L’imprevedibile è sempre all’angolo”. Il premio, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione in Italia, è assegnato ad un cortometraggio africano da una giuria composta dai membri dell’Associazione.

fPremio Razzismo Brutta Storia: Sexy Shopping (Antonio Benedetto e Adam Selo, Italia, 2014). “Per l’uso originale della camera che, attraverso un sapiente gioco di sguardi, permette allo spettatore di immedesimarsi nel protagonista; per aver affrontato in modo ironico e incisivo una situazione che riguarda la nostra quotidianità, e per averci raccontato la genialità e la perseveranza di Miah che nella difficoltà ha saputo reinventarsi, la Giuria Il Razzismo è una brutta storia – Spazio Università premia il film Sexy Shopping di Adam Selo. Chi negherebbe di fare fatica a relazionarsi con le molte persone che vendono rose per le strade di Milano? La storia di Miah – venditore ambulante con la Partita Iva, che ha sognato l’Italia e vende gadget a ragazze e ragazzi che sognano l’Australia – ci dà degli strumenti in più per vivere tutti i giorni questi incontri? Forse sì, anche se Miah ci lascia con più domande che risposte. Sicuramente però ci ricorda che non è semplice guardare in faccia, vedere l’umanità e cercare di capire le persone che come noi cercano di costruire per sé e la propria famiglia un futuro migliore (e comprare una bicicletta!). E di quanto sia importante farlo per restare umani”.

La Giuria Giovani assegna due Menzioni Speciali a: Asmarina (Medhin Paolos & Alan Maglio). “Per la capacità di restituire profondità storica e complessità culturale della comunità Eritrea in Italia, creando intimità con lo spettatore e promuovendo i valori di pace e integrazione fra i popoli”; Limbo (Matteo Calore e Gustav Hofer). “Per averci fatto riflettere su come quelle categorie che nella vita quotidiana contribuiscono ad escludere le persone siano frutto di una costruzione sociale ed istituzionale e di come occultino percorsi fatti di rapporti umani, scelte e difficoltà”.

336558Premio SIGNIS (OCIC E UNDA): Letters from Al Yarmouk (Rashid Masharawi, Palestina, 2014). “Per aver reso cinematografico, la drammatica attualità del conflitto siriano. Attraverso il contatto del regista con un giovane fotografo palestinese si avviano in modo originale una serie di considerazioni sull’amore, sull’accoglienza e la solidarietà umana”. Il premio è assegnato da The World Catholic Association for Communication. Menzione speciale: “Per il soggetto e la realizzazione brillante e audace, per aver saputo trattare un argomento così difficile e complicato, come la condizione femminile, in modo leggero e frizzante, senza mai banalizzare il soggetto, la giuria Signis premia Le Challat de Tunis di Khaouter Ben Hania”.

Premio Lenovo: Medhin Paolos (Asmarina). Il premio consiste in uno Yoga Tablet 2 Pro assegnato al miglior regista emergente che utilizza la tecnologia per raccontare la società interculturale. “Lenovo, azienda leader nella tecnologia, consapevole che un elemento fondamentale del suo successo – da azienda di origine cinese a compagnia globale – è stato proprio la valorizzazione delle diverse culture presenti nella sua compagine, riconosciute come una ricchezza e un valore anche in senso economico, ha deciso di premiare la regista Medhin Paolos con il film Asmarina per li suo contributo alla multiculturalità e per l’attenzione all’uso della tecnologia come strumento abilitatore in tal senso”.

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