Archivi del mese: febbraio 2015

Un ricordo di Leonard Nimoy

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L’ultimo tweet di Leonard Nimoy (fonte: repubblica.it), il popolare Signor Spock di Star Trek, una delle più esemplari identificazioni fra uomo e maschera, personaggio pubblico e ruolo interpretato, che ci ha lasciato ieri, venerdì 27 febbraio.

Nimoy fu attore in numerosi film a partire dagli anni ’50 (Assalto alla terra, Them!, ’54, Gordon Douglas), nonchè regista (il titolo più famoso, ne diresse dodici, resta Tre scapoli e un bebè, 3 Men and a Baby, ’85, remake del francese Tre uomini e una culla, Trois hommes et un couffin, ’85, Coline Serreau).

A life is like a garden. Perfects moments can be had, but not preserved, except in memory. LLAP. (Live Long and Prosper, il celebre saluto accompagnato dal gesto della mano a dita unite, NdR).

Non ci resta che piangere (1984)

1Tornerà nelle sale dal 2 al 4 marzo in versione restaurata e rimasterizzata, grazie all’apporto di Mediaset, Melampo, Film&Video e Lucky Red, Non ci resta che piangere, vero e proprio film di culto nell’ambito della cinematografia di casa nostra, almeno ad avviso di chi scrive, una di quelle pellicole capaci di sfidare il tempo, mantenendo salda l’invidiabile capacità di permearsi nell’immaginario collettivo, fra battute e situazioni difficili da dimenticare, con le prime ormai entrate a far parte del lessico comune, spesso in guisa di ironico contrappunto. Il compianto Massimo Troisi e il folletto Roberto Benigni, autori di regia, soggetto e sceneggiatura (quest’ultima ha visto anche la collaborazione di Giuseppe Bertolucci), oltre che principali interpreti, diedero vita, ben 30 anni addietro (l’uscita nelle sale ebbe luogo il 21 dicembre 1984), ad una realizzazione sinceramente divertita e divertente, allegra, spensierata, genuinamente folle, mai volgare, libera da schemi o sovrastrutture, da valutare, oggi come ieri, mettendo da parte qualsivoglia disquisizione squisitamente cinematografica. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2015: le cinquine dei documentari

ffasfasIl SNGCI, Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, ha comunicato nei giorni scorsi le cinquine dei documentari in concorso per il Nastro d’Argento, che verrà assegnato martedì 3 marzo presso la Casa del Cinema di Roma.
I premi dell’anno, incentrati sulla fotografia del paese che il cinema del reale ha scattato attraverso società, quotidianità, memoria, non solo politica, sono stati attribuiti a Italy in a Day (Gabriele Salvatores), Felice chi è diverso (Gianni Amelio) e Quando c’era Berlinguer (Walter Veltroni).
Un premio speciale sarà attribuito a Jacopo Quadri per La scuola d’estate, documentario sulla formazione teatrale con Luca Ronconi.
I titoli sono stati selezionati dal Direttivo Nazionale del SNGCI, che ha concluso il proprio mandato con la fine dello scorso anno, mentre premi e finalisti sono stati in seguito decisi dal nuovo Direttivo, nell’ambito dei documentari presentati nei più importanti festival (poi usciti in sala o in dvd, o andati in onda su una rete tv) fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2014. Continua a leggere

“Miss(ing) Italia (Immagine della donna)”, secondo appuntamento su YouTube per le lezioni-concerto di Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Appuntamento sabato 28 febbraio sul Canale CLDclaudeproductions di YouTube (con rinvio via link al sito dell’autore e a quello del Liceo Mascheroni di Bergamo) per la seconda parte delle lezioni -concerto sull’Unità d’Italia tenute dal Prof. Claudio Sottocornola con gli studenti del Liceo scientifico L. Mascheroni nel 2011, presso l’Auditorium della Provincia di Bergamo, nell’ambito del corso Una notte in Italia per la Terza Università di Bergamo, recentemente pubblicate su chiavetta USB.
Dopo La chiamavano Bocca di Rosa (Cantautori) del 31 gennaio scorso, ora è la volta di Miss(ing) Italia (Immagine della donna), performance incentrata sull’evoluzione della femminilità nel costume e nella società attraverso la canzone e le sue interpreti.


Grazie a dei veri propri classici moderni come Quello che le donne non dicono (Ruggeri –Schiavoni), resa nota dall’intensa interpretazione di Fiorella Mannoia, o di un passato neanche poi tanto lontano (Grazie dei fior, Panzeri-Testoni-Seracini, cantata da Nilla Pizzi al Festival di Sanremo del ’51), verrà offerta una particolare analisi relativa all’evoluzione dell’immagine femminile, nell’affabulante confluenza di cui è capace il filosofo del pop fra canzoni e dissertazione storica. Nell’imminenza della data dell’8 marzo, ecco dunque la proposizione di approfondimenti relativi alla mutazione sociale e del costume nel Secondo Novecento, fra testi, melodie, interpreti, che sono diventate vere icone dell’immaginario collettivo femminile, cui si sono ispirate donne di diverse generazioni nel ripensare la propria immagine, il proprio vissuto, il proprio modo di raccontarlo. Continua a leggere

Festival Internazionale del Film di Roma: Antonio Monda è il nuovo Direttore Artistico

Antonio Monda

Antonio Monda

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cinema per Roma, composto dal Presidente Piera Detassis (in rappresentanza del Comune di Roma) e da Laura Delli Colli (in rappresentanza della Regione Lazio), Giancarlo Cremonesi (Camera di Commercio), Carlo Fuortes (Musica per Roma), Roberto Cicutto (Istituto Luce Cinecittà), ha nominato ieri, lunedì 23 febbraio, Antonio Monda, scrittore e docente universitario, curatore di celebri retrospettive presso le più prestigiose istituzioni culturali americane, Direttore Artistico del Festival Internazionale del Film di Roma che quest’anno giunge alla decima edizione.

9yu9yu9“Sono molto lusingato e onorato per questa nomina e ringrazio tutti coloro che hanno avuto fiducia in me – ha detto Antonio Monda – Mi aspetta un’avventura impegnativa e bellissima. D’accordo con Piera Detassis ho l’intenzione di riportare questa magnifica realtà all’idea originaria di Festa: non festival, quindi, ma una celebrazione appassionata del cinema, nella sua duplice realtà di arte e industria. In questa occasione un pensiero pieno di affetto e gratitudine va a Gillo Pontecorvo, che venti anni fa ha avuto fiducia in me e mi ha chiesto di organizzare le prime retrospettive al MoMA, il Lincoln Center e il Guggenheim“.

Oscar 2015: “Birdman” miglior film, quarta statuetta per Milena Canonero

Alejandro G. Inarritu

Alejandro G. Inarritu

Si è conclusa circa un’ora fa presso il Dolby Theatre di Los Angeles la cerimonia di premiazione, condotta da Neil Patrick Harris, relativa all’87ma edizione degli Academy Awards. Miglior film è risultato Birdman, di Alejandro G. Inarritu, cui sono state assegnate anche altre tre statuette, Miglior Regia, Miglior sceneggiatura originale e Miglior Fotografia. Lo stesso numero di premi va a Grand Budapest Hotel, per quanto riservati essenzialmente al settore tecnico (da segnalare la statuetta per i costumi assegnata a Milena Canonero, che va ad aggiungersi a quelle conseguite per Barry Lindon, Stanley Kubrick, 1976; Momenti di gloria, Hugh Hudson, 1982; Marie Antoinette, Sofia Coppola, 2007).
Julianne Moore è la miglior attrice protagonista (Still Alice, di Richard Glatzer), mentre Eddie Redmayne consegue il titolo di miglior attore protagonista per La teoria del tutto, diretto da James Marsh. Miglior Film d’Animazione, Big Hero 6. Di seguito, l’elenco dei premi assegnati. Continua a leggere

Il compromesso dell’orsacchiotto

Lello Arena e Massimo Troisi

Lello Arena e Massimo Troisi

Vince’, io mi uccido.
No, non voglio pietà, non voglio compassione … Io mi uccido … Meglio un giorno da leone … Vince’… Eh? Insomma … Meglio cento giorni da pecora? Meglio un giorno da leone, no?

“Sì. No … Tonino … Ma che ne saccio io… A pecora e u leone… Fai cinquanta giorni da orsacchiotto… Almeno stai in miezzo e non fai a figura i m***a da’ pecora … e nemmeno u leone ca però campa nu jornu, che t’aggia a dicere…”

tyuyuuDialogo fra Tonino (Lello Arena) e Vincenzo (Massimo Troisi) dal film Scusate il ritardo, 1983, seconda regia di Troisi a due anni di distanza dal felice esordio con Ricomincio da tre.
Una pellicola che, pur potendo apparire di primo acchito meno brillante e coinvolgente rispetto alla citata opera prima, delinea, con modalità più sicure ed un maggiore senso di compiutezza, le tematiche proprie dell’autore, tra autobiografia, introspezione e minimalismo.