“Continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”

gfgfLa gioventù in, in fondo è più solitaria della vecchiaia.
Questa massima che ho letto in qualche libro mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera; è vero che qui gli adulti trovano maggiori difficoltà che i giovani? No, non è affatto vero. Gli anziani hanno un’opinione su tutto, e nella vita non esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio. Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno una vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero di problemi che ci assillano, problemi per i quali forse noi siamo troppo giovani, ma ci incalzano di continuo sino a che, dopo lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti, che la annullano.

(ildiscorso.it)

(ildiscorso.it)

Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà.
È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili.
Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.
Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.”

(Da Il diario di Anna Frank, Het Achterhuis, 1947)

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3 risposte a ““Continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”

  1. Rileggo e medito su questo profondo appello alla speranza, nonostante tutto, rivolto all’ umanità immeritevole e indifferente. Mi commuove se penso che Anna era poco più di una bambina. Un saluto. Marisa

    • Ciao Marisa. E’ a mio avviso, una delle pagine più toccanti del Diario di Anna, pregna di speranza, come appunto fai notare, pur nel rendere evidente come l’uomo non sappia apprendere dalla sua stessa Storia. E’ commovente la sua partecipazione al dolore, il suo attaccamento alla vita, alla salvaguardia dei propri ideali in nome di un’attuabilità futura nonostante si avverta “sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure”. Stamane mentre sfogliavo il libro mi sono soffermato più volte su questa pagina e ho deciso di trascriverla, sia per ricordare la Shoah sia ogni crimine perpetrato dall’uomo contro l’uomo. Grazie, un saluto anche a te.

      Antonio

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