Archivi del mese: gennaio 2015

“But I Am Not”, una produzione indipendente per parlare di guerra, uomini e valori

locandinabutBut I Am Not è un film scritto, diretto e prodotto da Luigi Alberton e nasce come una produzione indipendente del centro di ricerca Immaginario Sonoro.
Il film non si limita a raccontare solo la guerra, ma parla anche di uomini: narra forme di “guerra” più profonde, introspettive, dolorose e inevitabili.
Una lettera-testamento e una battaglia quasi sconosciuta avvenuta all’inizio della Grande Guerra sono stati per il regista la scintilla per raccontare una storia di uomini e valori e dar vita al lungometraggio.
Il protagonista Alessio è un giovane inquieto, irrisolto, che lavora come guida storica al museo della Grande Guerra vicino Cortina.
Questo mestiere ha provocato in lui un conflitto interiore che pian piano lo ha sconvolto. Una notte, incapace di controllare le sue azioni, il giovane si impossessa di un oggetto da una teca del museo e scappa sul Sasso della Strega.

Federico Rossi

Federico Rossi

Qui Alessio rivive l’incubo di una battaglia accaduta un secolo prima, avvenuta nell’ottobre del 1915, una delle tante battaglie dimenticate.
But I Am Not è un intreccio di diverse linee temporali: presente, ottobre 1915, e Primo Novecento, dove, si intrecciano le storie delle famiglie approdate nel nuovo secolo che vanno incontro ad un conflitto epocale. Tra gli interpreti: Francesco Roder, Antonio Pauletta, Federico Rossi, Paola Masciadri e Sara Tamburello.
But I Am Not arriverà nel 2016, ma le premesse, i primi successi e la fattura del teaser che potete vedere qui fanno ben sperare.
Un film che parla di una “battaglia dimenticata” della Prima Guerra Mondiale allo scopo di ridare vita a un pezzo importante della nostra storia.
Per chi volesse partecipare o contribuire al progetto, può consultare il sito del film.

César 2015: le candidature

Fanny 118,5x174.inddSono state rese note lo scorso mercoledì, 28 gennaio, le nomination relative ai premi César 2015 (quarantesima edizione), i cosiddetti “Oscar francesi”, assegnati annualmente dall’Académie des arts et techniques du cinéma alle migliori pellicole e alle principali figure professionali del cinema transalpino. Piuttosto curiosa la lotta fra due film biografici dedicati alla figura dello stilista Yves Saint Laurent, per quanto declinati con diverse modalità: quello incline all’“ufficialità” diretto da Jalil Lespert, che consegue sette candidature, e l’altro, più irriverente, a firma di Bertrand Bonello, il quale ne ottiene ben dieci.
Seguono Les combattants, esordio registico di Thomas Cailley (9), Timbuktu (Abderrahmane Sissako, 8), Sils Maria (Olivier Assayas) e Hippocrate (Thomas Lilti) sono a quota 7, mentre La famille Bélier (Eric Lartigau) se ne vede assegnate 6. Kristen Stewart è la prima interprete americana a ricevere una nomination come miglior attrice non protagonista (Sils Maria); la cerimonia di consegna avrà luogo il prossimo 20 febbraio a Parigi, presso il Théâtre du Châtelet. Di seguito, riporto l’elenco delle candidature nelle varie categorie. Continua a leggere

Le lezioni concerto di Claudio Sottocornola approdano su You Tube

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

L’imminente apertura di Expo 2015, manifestazione che vede l’Italia, pur fra contraddizioni e polemiche, presentarsi ancora una volta sul palcoscenico internazionale con le proprie eccellenze, appare come l’occasione più idonea per riproporre le lezioni-concerto sull’unità d’Italia tenute dal Prof. Claudio Sottocornola con gli studenti del Liceo scientifico L. Mascheroni nel 2011, presso l’Auditorium della Provincia di Bergamo, nell’ambito del corso Una notte in Italia per la Terza Università di Bergamo.
Recentemente pubblicate su chiavetta USB le suddette lezioni saranno ora diffuse sul Canale CLDclaudeproductions di You Tube e rinviate via link al sito dell’autore e a quello del Liceo Mascheroni di Bergamo: sono previsti tre appuntamenti a scansione mensile, a partire dal 31 gennaio con La chiamavano Bocca di Rosa (Cantautori), mentre il 28 febbraio sarà la volta di Miss(ing) Italia (Immagine della donna), ed infine il 31 marzo sarà proposto Adorable Sixties (Anni ’60). Con il ciclo Una notte in Italia si era inteso celebrare l’anniversario dell’unificazione nazionale parlando di “identità italiana” a partire dal basso della cultura popolare, da quella canzone “leggera” che fra rock, pop e cantautori aveva plasmato un senso di appartenenza, generando una prima, condivisa unità linguistica, e poi un immaginario trasversale a società e territorio. Continua a leggere

I giurati della 65ma Berlinale

Darren Aronofsky

Darren Aronofsky

Sono stati resi noti ieri, martedì 27 gennaio, nel corso della conferenza stampa di presentazione, i nomi dei giurati del 65mo Festival del Cinema di Berlino (5 – 15 febbraio), che andranno ad affiancare il presidente Darren Aronofsky: l’attore tedesco Daniel Brühl, il regista e sceneggiatore sudcoreano Bong Joon-ho, la regista, sceneggiatrice e produttrice peruviana Claudia Llosa, l’attrice francese Audrey Tautou, Matthew Weiner, regista, sceneggiatore e produttore televisivo, e Martha De Laurentiis, fondatrice insieme a Dino della casa di produzione De Laurentiis Company. Film d’apertura sarà Nobody Wants The Night, diretto dalla regista canadese Isabel Coixet, con Juliette Binoche, mentre l’Orso D’Oro alla carriera sarà conferito al regista tedesco Wim Wenders.

Milano, “Spazio Oberdan”: “Omaggio a Wim Wenders”

Wim Wenders

Wim Wenders

Dal 3 al 27 febbraio presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenterà uno speciale Omaggio a Wim Wenders, in occasione della consegna del riconoscimento alla carriera al Festival del cinema di Berlino (5-15 febbraio).
Verrà proposto l’ultimo lavoro di Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, Il sale della terra, insieme ad alcuni dei migliori lungometraggi del regista tedesco, un autore che per coerenza tematica e rigore stilistico ha pochi eguali. Fra i titoli in programma, da segnalare le edizioni appena restaurate di due capolavori immortali: Il cielo sopra Berlino, sinfonia della città tedesca, sfiorata da immagini delicatissime nelle sue ore più buie, che racconta la storia di un angelo che vola sopra la metropoli all’indomani della seconda guerra mondiale e che per amore decide di rinunciare all’immortalità; Paris, Texas, film osannato dalla critica ed ultimo del “periodo americano” di Wenders, pellicola malinconica e silenziosa che ci conduce dentro il rapporto fra un padre scomparso per anni in un isolamento sofferto seppur consapevole e un figlio che lentamente torna a fidarsi di lui e a volergli bene.
Questi due film saranno proposti anche presso Area Metropolis 2.0, mercoledì 18 e 25 febbraio alle ore 21. Continua a leggere

“Continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”

gfgfLa gioventù in, in fondo è più solitaria della vecchiaia.
Questa massima che ho letto in qualche libro mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera; è vero che qui gli adulti trovano maggiori difficoltà che i giovani? No, non è affatto vero. Gli anziani hanno un’opinione su tutto, e nella vita non esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio. Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno una vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero di problemi che ci assillano, problemi per i quali forse noi siamo troppo giovani, ma ci incalzano di continuo sino a che, dopo lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti, che la annullano.

(ildiscorso.it)

(ildiscorso.it)

Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà.
È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili.
Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.
Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.”

(Da Il diario di Anna Frank, Het Achterhuis, 1947)

Roma: “Girando a Cinecittà 1937-1989”

untitledSi apre oggi, sabato 24 gennaio, nella Capitale, Girando a Cinecittà 1937-1989, la nuova mostra ospitata negli storici studi volta a raccontare 70 anni di storia del cinema attraverso i generi più importanti e significativi che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo: i grandi film delle origini, il drammatico periodo della guerra e del Neorealismo che ne seguì, l’arrivo delle produzioni americane e il fenomeno del divismo. Dalla Hollywood sul Tevere, avvolti dalle immagini, fotografie e costumi dell’epoca, si arriva al periodo dei film sulla Roma antica, quando a Cinecittà le produzioni in corso erano Quo Vadis?, Cleopatra, Ben Hur, ma anche quei tanti peplum italiani dedicati alle fatiche di Ercole e alle imprese di Maciste. Oltre 120 titoli realizzati dal 1937 agli anni ‘90, otto nuovi ambienti dedicati ai periodi storici fondamentali del cinema italiano e internazionale a Cinecittà: attraverso la suggestione di scenografie che arricchiscono e caratterizzano ciascun ambiente, si arriva al periodo della commedia italiana e in una scenografia che richiama il film I soliti ignoti, ci si immerge in uno dei più prolifici periodi di produzione filmica italiana che ha visto fiorire i nomi di tanti comici e interpreti quali Aldo Fabrizi, Totò, Alberto Sordi, Walter Chiari, e le straordinarie dive italiane Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Silvana Pampanini, Sylva Koscina, Marisa Allasio. Continua a leggere