Archivi del mese: dicembre 2014

Il ricco, il povero e il maggiordomo

(Movieplayer)

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Milano, oggi. Giacomo (Poretti) è un disinvolto intermediatore finanziario con la passione per il golf e i testi rari, il quale sta mettendo in atto un affare a suo dire colossale, che vede coinvolto lo stato africano del Burgundi. Accanto a lui vi è il fidato maggiordomo tuttofare, Giovanni (Storti), cultore del Giappone ed amante della colf venezuelana Dolores (Guadalupe Lancho), ormai da tempo in attesa di matrimonio. Aldo (Baglio), venditore ambulante abusivo, escogita vari modi per sbarcare il lunario, truccandosi anche da extracomunitario godendo intanto della “momentanea ospitalità” della madre Calcedonia (Giuliana Lojodice).
Causa il tracollo finanziario subito da Giacomo ed un incidente incorso fra l’auto guidata da Giovanni e il traffichino “apolide maculato”, questi tre individui così diversi fra loro per trascorsi e problematiche di vita finiranno col divenire amici e trovare un punto d’incontro in comune per dare una svolta alle loro esistenze.
A quattro anni dal complessivamente riuscito La banda dei Babbi Natale (Paolo Genovese), Aldo, Giovanni e Giacomo fanno ritorno al cinema con Il ricco, il povero e il maggiordomo, film del quale sono anche sceneggiatori (insieme a Valerio Bariletti, Morgan Bertacca, Pasquale Plastina) e registi, con la collaborazione al riguardo del citato Bertacca, che li ha già diretti in alcuni precedenti lavori teatrali. Continua a leggere

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Milano, MIC – Museo Interattivo Del Cinema: omaggio a Philip Seymour Hoffman

 Philip Seymour Hoffman

Philip Seymour Hoffman

Da domani, sabato 27 dicembre, e fino a domenica 4 gennaio 2015, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi 121, Milano), Fondazione Cineteca Italiana presenterà Omaggio a Philip Seymour Hoffman, rassegna cinematografica in sette film volta ad offrire una panoramica sul grande attore, scomparso lo scorso febbraio a soli 46 anni, il quale ha offerto tutta una serie di valide interpretazioni da caratterista, per lo più personaggi sgradevoli o non particolarmente simpatici, delineati, giocando sul filo dell’ambiguità, con una certa efficacia, fino al “colpo grosso” del 2005, quando ottenne l’Oscar come Miglior Attore Protagonista per la grande prova offerta nel personificare Truman Capote in Truman Capote – A sangue freddo di Bennett Miller, cui si aggiunsero altri riconoscimenti mondiali. E sarà proprio il suddetto titolo ad aprire la rassegna, al quale seguiranno, fra gli altri, La Spia – A Most Wanted Man, adattamento cinematografico del romanzo A Most Wanted Man di John Le Carré, una spy story anomala, che all’azione preferisce l’introspezione, al dinamismo il gioco intellettuale. Continua a leggere

Il cuore che ride, ovvero Buon Natale da Sunset Boulevard

df(…) (…) Scrooge fece più che mantenere la parola. Fece tutto quanto, e infinitamente di più: e per Tiny Tim, il quale non morì, fu un secondo padre. Divenne un amico, un padrone, un uomo così buono, come poteva mai averne conosciuto quella buona vecchia città, o qualunque altra buona vecchia città, borgata o villaggio di questo buon mondo. Alcuni ridevano, vedendo il suo cambiamento; ma egli era abbastanza saggio da sapere che su questo globo niente di buono è mai accaduto, di cui qualcuno non abbia riso al primo momento. E sapendo che in ogni modo la gente siffatta è cieca, pensò che non aveva nessuna importanza se strizzavano gli occhi in un sogghigno, come fanno gli ammalati di certe forme poco attraenti di malattie. Il suo cuore rideva e questo per lui era perfettamente sufficiente. Non ebbe più rapporti con gli spiriti; ma visse sempre, d’allora in poi, sulla base di una totale astinenza; e di lui si disse sempre che se c’era un uomo che sapeva osservare bene il Natale, quell’uomo era lui. Possa questo esser detto veramente di noi, di noi tutti! E così, come osservò Tiny Tim, che Dio ci benedica, tutti!

Estratto dalla Strofa Quinta (Come andò a finire) del racconto Un canto di Natale (A Christmas Carol, 1843), di Charles Dickens (1812-1870): lo condivido con voi cari amici lettori di Sunset Boulevard, abituali o di passaggio, per augurarvi un Lieto Natale. Che i nostri cuori possano essere abbastanza sgombri per accogliere gioia e serenità, a partire da questi giorni di festa e “per sempre nonostante tutto”. Un abbraccio,
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Antonio

Magic In The Moonlight

83433_jpg_1400x0_q85Berlino, 1928. In un teatro va in scena lo straordinario spettacolo di magia che vede protagonista l’illusionista cinese Wei Ling Soo con i suoi incredibili numeri, fra i quali il più eclatante prevede la sparizione di un elefante in scena. Dietro il trucco, ma sono in pochi a saperlo, come il suo vecchio amico e collega Howard Burkan (Simon McBurney), si cela l’identità dell’inglese Stanley Crawford (Colin Firth), uomo estremamente razionale, particolare mix di cinismo ed arroganza, tanto da far palesare una sorta di “complesso di superiorità” nell’evidente sforzo di spiegare ogni piega del quotidiano peregrinare alla luce di un’asettica concretezza, lontana da qualsivoglia spiritualità o spontaneo afflato magico. Il nostro ha inoltre smascherato tutta una serie di ciarlatani che si vantavano di possedere particolari fluidi o doti naturali, come la comunicazione con le anime dei trapassati, per cui rappresenta il classico invito a nozze la proposta del citato Howard di recarsi nella Riviera francese, presso la tenuta della facoltosa famiglia Catledge, dove tale Sophie Baker (Emma Stone) sembra ormai risiedere in pianta stabile insieme alla madre. E’ infatti in procinto d’impalmare Brice (Hamish Linklater), figlio della signora Grace (Jacki Weaver), cui ha promesso di mettersi in contatto col defunto marito. Ma nella vita di ogni essere umano vi sono misteri che vanno al di là di una spiegazione razionale e possono dare un forte impulso vitale se accettati in quanto tali … Continua a leggere

Oscar 2015, termine della corsa per Paolo Virzì

gfdgdfL’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha comunicato la shortlist di 9 titoli tra i quali verranno scelti i 5 candidati all’Oscar per il miglior film in lingua non inglese. Nulla di fatto per Paolo Virzì e il suo Il capitale umano che non è rientrato nella selezione, al pari di titoli come Ida del polacco Pawel Pawlikowski o Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne e Mommy di Xavier Dolan. Di seguito, l’elenco dei film che andranno incontro alla definitiva composizione delle cinquine, come sarà annunciata il prossimo 15 gennaio 2015, in diretta dal Samuel Goldwyn Theater di Los Angeles, mentre l’87ma cerimonia di consegna degli Academy Awards avrà luogo ad Hollywood (Dolby Theatre, presso Hollywood & Highland Center) il 22 febbraio 2015.

Storie pazzesche (Damián Szifrón, Argentina); Tangerines (Zaza Urushadze, Estonia); Corn Island (George Ovashvili, Georgia); Timbuktu (Abderrahmane Sissako, Mauritania); Accused (Paula van der Oest, Olanda); Ida (Paweł Pawlikowski, Polonia); Leviathan (Andrey Zvyagintsev, Russia); Force Majeure (Ruben Östlund, Svezia); The Liberator (Alberto Arvelo, Venezuela).

Milano, Spazio Oberdan: “Pop, Rock, Cinema”

3e3Da ieri, giovedì 18 dicembre, a Milano, grazie a Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con Nexo Digital, ha preso il via, per proseguire fino al 6 gennaio 2015, presso Spazio Oberdan (Sala Alda Merini, Viale Vittorio Veneto 2), Pop, Rock, Cinema, un percorso tematico, come da titolo, attraverso due film appena realizzati, David Bowie Is che consacra il “Duca bianco” e 20.000 Days on Earth dedicato a Nick Cave, cui sia affianca, a 35 anni dalla prima uscita in sala, un classico come Quadrophenia, presentato nella versione restaurata e digitalizzata per festeggiare i 50 anni di carriera degli Who. David Bowie Is è la versione cinematografica dell’omonima mostra che nel 2013, al Victoria and Albert Museum di Londra, ha fatto segnare un record di spettatori. Sulle ali di una fantastica colonna sonora, il film ci guida tra i 300 oggetti esposti, che includono filmati, fotografie, testi scritti a mano, storyboard per i video, bozzetti di costumi e scenografie. Un patrimonio di memorabilia legati al mondo di David Bowie, un artista che è stato in grado di cambiare la nostra cultura, dalla musica alla moda, dalle performance al design. Continua a leggere

Berlino 2015, i primi titoli della sezione Panorama

76Sono stati resi noti nei giorni scorsi i primi titoli di Panorama 2015, la sezione della Berlinale (5-15 febbraio 2015) dedicata alle novità delle produzioni indipendenti e Art-house, undici opere di finzione e sette documentari.
Rilevante la presenza dell’Estremo Oriente, grazie ad opere come Paradise in Service, del cineasta taiwanese Doze Niu Chen-Zer, Ode to My Father di JK Youn, filmaker e produttore sudcoreano, ma non di minore importanza appare la presenza del cinema americano: ecco Hal Hartley, che con Ned Rifle conclude una trilogia avviata con Henry Fool, 1997, e proseguita con Fay Grim, 2006, il debutto di Justin Kelly con I Am Michael, protagonista James Franco, 54 – The Director’s Cut, versione originale senza tagli del celebre film diretto nel 1998 da Mark Christopher, Studio 54, dedicato al celebre night club di New York; il collettivo satirico The Yes Men, creato da Jacques Servin e Igor Vamos, a presentare The Yes Men Are Revolting, mentre Raoul Peck porterà Murder in Pacot. Di seguito, l’elenco dei film già selezionati. Continua a leggere