Archivi del mese: febbraio 2014

Corti d’Argento 2014: i finalisti

untitledSono stati annunciati oggi, venerdì 28 febbraio, i finalisti dei Corti d’Argento 2014, fra i quali risaltano anche i nominativi di tre attori che nell’ultima stagione hanno affrontato la regia nell’ambito del cortometraggio.
La selezione è stata effettuata dai Giornalisti Cinematografici del SNGCI tra i film (realizzati nel 2013) presentati in una trentina di Festival (specializzati e non) che danno sempre maggiore attenzione al mondo del cinema “breve” o vagliati comunque dal Sindacato. Ecco quindi i nomi di Valentina Carnelutti (Recuiem), Pino Quartullo (Io…donna) e Paolo Sassanelli (Ammore) ai quali, tra le molte curiosità della “dozzina” finalista, fra i 100 titoli presi in considerazione, si aggiungono, dalla Puglia, Vito Palmieri (Matilde), Pippo Mezzapesa (Settanta), Emilio Cretella (Emilio), oltre ad Adriano Valerio, che con il suo più internazionale 37°4S ha conseguito la Menzione Speciale dalla Giuria del 66mo Festival di Cannes, presieduta da Jane Campion.
Gli altri finalisti sono: Max Croci (La fuga), Alessandro Grande (Margerita), Dario Samuele Leone (Dreaming Apecar), Enzo Piglionica (Bella di papà), Alessandro Porzio (Rumore bianco).

Valentina Carnelutti (Movieplayer)

Valentina Carnelutti (Movieplayer)

Nei prossimi giorni il Direttivo del SNGCI annuncerà la cinquina superfinalista che verrà scelta tra questi titoli più quelli selezionati per il Premio riservato all’animazione ed eventuali riconoscimenti o menzioni speciali.
Il Sindacato inoltre, grazie alla rinnovata collaborazione con Studio Universal annuncerà anche i nomi dei finalisti fra i quali il canale della tv “del cinema per chi fa cinema” sceglierà il vincitore del Cinemaster 2014, prestigioso riconoscimento assegnato d un autore giovane, particolarmente promettente (che partirà in primavera per uno stage di trenta giorni ad Hollywood). Il Nastro al miglior corto, i premi speciali, il vincitore dell’animazione e del Cinemaster, saranno annunciati la mattina dell’11 marzo prossimo, a Roma, presso la Casa del Cinema, insieme a Studio Universal, alle ore 12, dopo una mattinata dedicata ai finalisti, con un incontro coordinato, per il Direttivo SNGCI, da Maurizio di Rienzo.

L’elenco dei 12 finalisti:37°4S (Adriano Valerio); Ammore (Paolo Sassanelli); Bella di papà (Enzo Piglionica); Dreaming Apecar (Dario Samuele Leone); Emilio (Emilio Cretella); Io… donna (Pino Quartullo); La fuga (Max Croci); Margerita (Alessandro Grande); Matilde (Vito Palmieri); Recuiem (Valentina Carnelutti); Rumore bianco (Alessandro Porzio); Settanta (Pippo Mezzapesa).

“Ca’ Foscari Short Film Festival” IV Edizione: Igort firma l’immagine ufficiale

Locandina-webNell’attesa che il programma della Quarta Edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, kermesse dedicata al cortometraggio organizzata dall’Università Ca’ Foscari di Venezia (19-22 marzo, Auditorium Santa Margherita), venga svelato nel corso della conferenza stampa di presentazione (martedì 11 marzo), è stato reso noto il manifesto di quest’anno, firmato da Igort, il quale ha donato al Festival la copertina del suo pluripremiato lavoro Sinfonia a Bombay, recentemente rieditato con una nuova veste grafica, frutto di un connubio di stili e richiami che ben rappresentano la natura poliedrica del Festival.
In occasione della prestigiosa collaborazione, il pubblico avrà modo di confrontarsi direttamente con Igort nel programma speciale che Short dedicherà all’artista e alla sua sfaccettata opera.
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Igort (Repubblica.it)

Igort (Repubblica.it)

Igort, nome d’arte di Igor Tuveri (Cagliari, 1958), è uno dei fumettisti italiani più apprezzati a livello nazionale e internazionale, le cui opere sono state distribuite in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone.
Come autore di fumetti ha iniziato a lavorare sul finire degli anni ’70, alcune delle sue prime storie comparvero sulla rivista Il pinguino, da lui fondata, alla quale presero parte anche Giorgio Carpinteri, Lorenzo Mattotti, Daniele Brolli, Roberto Baldazzini, mentre nel corso degli anni ’80 vennero pubblicate sulle pagine di varie riviste, nazionali ed internazionali. Nel 2000 ha fondato la casa editrice Coconino Press, con la quale ha pubblicato alcuni dei suoi lavori più acclamati come 5 è il numero perfetto (2002), Dimmi che non vuoi morire (2007) e Quaderni ucraini (2010). Parallelamente a quella di fumettista, Igort ha coltivato le attività di musicista (dal ’78 ai giorni nostri) e autore radiofonico (Radio città del Capo-Popolare network e Radio 2 RAI).

Belle & Sébastien

1Presentato, fuori concorso, all’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione autonoma e parallela Alice nella Città, dedicata alle nuove generazioni, Belle & Sébastien, diretto da Nicolas Vanier (anche sceneggiatore insieme a Juliette Sales e Fabien Suarez) rappresenta la prima trasposizione sul grande schermo, con rilevamenti adattamenti, dell’omonima raccolta di novelle scritte da Cécile Aubry, sulla cui base era già stata realizzata nel 1965 in Francia una serie televisiva (13 puntate in bianco e nero), alla quale seguì il più noto anime giapponese della Mk Company, 1981 (52 puntate, credo che molti, ragazzini all’epoca, sì, scrivente compreso, ricordino ancora i versi della sigla cantata da Fabiana: Belle è un cagnolone delicato, ma la gente spesso non lo sa- Sébastien un giorno l’ha incontrato, più nessuno li dividerà). Confesso di essermi accostato alla visione un po’ prevenuto, temevo in particolare la non remota possibilità di trovarmi dinanzi ad uno di quei film vagamente ricattatori sul piano sentimentale, che conducono lo spettatore, all’interno di un calcolato percorso a tappe, verso il sentiero della facile commozione, ma già dalla prima sequenza, un uomo cala con una fune un bambino da un crepaccio per recuperare un cucciolo di camoscio, la cui madre è stata uccisa da cacciatori senza scrupoli, ogni dubbio al riguardo si è subito piacevolmente dissolto. Continua a leggere

Il ritorno de “La grande illusione”

Locandina_La_Grande_illusionRestituito alla sua forma originaria grazie al nuovo restauro basato sul rocambolesco ritrovamento del negativo originale, a partire da lunedì 3 marzo La grande illusione, film del 1937 diretto da Jean Renoir, arriverà in 70 sale cinematografiche italiane, nell’ambito del progetto di distribuzione dei classici restaurati Il Cinema Ritrovato. Al cinema, promosso dalla Cineteca di Bologna e Circuito Cinema.
Nel Centenario della Prima Guerra Mondiale (1914-2014) torna il film che nel raccontare la Grande Guerra metteva in scena La grande illusione di un auspicabile “mai più”, nel dolente presagio dell’inevitabilità di un imminente secondo conflitto, ormai alle porte al tempo in cui la pellicola era in lavorazione. Un’esperienza, quella della Prima Guerra Mondiale, vissuta dallo stesso Renoir, ispiratosi infatti alla storia del capitano Armand Pinsard, che nel 1916 lo aveva salvato (allora il regista era pilota di ricognizione) dall’attacco di un caccia nemico e le cui evasioni dal carcere militare erano state documentate nel 1917 dal volume La guerre aérienne illustrée.

Jean Renoir (cinematografo.it)

Jean Renoir (cinematografo.it)

Una dura prova quella affrontata da Renoir, tanto pregnante nei suoi ricordi fino a determinarne il dichiarato pacifismo: “Per lungo tempo si è rappresentato il pacifista come un uomo dai capelli lunghi, dai pantaloni sgualciti, il quale, appollaiato su una cassa di sapone, profetizzava senza tregua le calamità che sarebbero sopraggiunte e cadeva nell’angoscia alla vista di un’uniforme.
I personaggi della Grande illusione non appartengono a questa categoria. Essi sono l’esatta replica di quel che noi eravamo, noi, la Classe 1914.
Perché ero ufficiale durante la guerra e ho conservato un vivo ricordo dei miei compagni. Non eravamo animati da alcun odio contro i nostri avversari.
Erano dei buoni tedeschi come noi eravamo dei buoni francesi… Sono convinto di lavorare a un ideale di progresso umano presentando sullo schermo la verità non mascherata. Attraverso il ritratto di uomini che compiono il loro dovere, secondo le leggi della società, nel quadro delle istituzioni stabilite, credo di aver portato il mio umile contributo alla pace del mondo”. Continua a leggere

Bologna: la 20ma Edizione di “Visioni Italiane” dedicata a Carlo Mazzacurati

Visioni_Italiane_immagine_2014“In un paese incapace di premiare il merito, per venti anni abbiamo creato uno spazio dove mostrare le opere selezionate, esponendole al giudizio del pubblico e di autorevoli giurie.
Certamente non abbiamo scalfito un sistema impenetrabile, corti, medi, documentari e animazione continuano a faticare ad trovare un pieno riconoscimento, ma almeno abbiamo dato vita, con continuità, ad uno spazio di libertà e di confronto che poi è proseguito nella programmazione del Cinema Lumière”. Così si è espresso il direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, nell’evidenziare lo spirito di un festival, Visioni Italiane, che quest’anno festeggia la sua 20ª edizione, dal sapore certo particolare, sia per l’anniversario che simboleggia, sia per la dedica con cui la Cineteca ha voluto omaggiare Carlo Mazzacurati, suo presidente da quando si trasformò in Fondazione agli inizi del 2012, fino alla prematura scomparsa, lo scorso 22 gennaio. “Quando il festival Visioni Italiane è nato, nel 1994, Carlo aveva già al suo attivo tre lungometraggi, Notte italiana, Il prete bello, Un’altra vita”, ricorda Farinelli, “Certamente il suo esempio fu importante per molti giovani filmmaker che videro in Carlo un giovante indipendente, studente del Damssdi Bologna”. Continua a leggere

Ricordando Harold Ramis: Animal House (National Lampoon’s Animal House, 1978)

Harold Ramis (vanityfair.com)

Harold Ramis (vanityfair.com)

E’ morto ieri, lunedì 24 febbraio, a Chicago (città dove era nato nel 1944) Harold Ramis, nome legato, tanto in qualità di attore quanto di regista e sceneggiatore, al mondo della commedia americana, alla quale in tali ultime vesti ha conferito nel corso degli anni diverse connotazioni.
Si parte dalla comicità anarcoide ed irriverente della sua prima sceneggiatura (scritta insieme a Douglas Kenney e Chris Miller), National Lampoon’s Animal House, 1978, film diretto da John Landis ispirato, come si evince dal titolo, alla rivista National Lampoon, che negli anni ‘70 traeva linfa vitale dal mondo del pop e della contro-cultura (dalla quale era già stato derivato nel ’73 uno spettacolo teatrale, al cui interno il nostro iniziò a farsi le ossa, insieme a Chavy Chase, Dan Aykroyd, Bill Murray, John Belushi) per giungere a quella più “composta”, felicemente alternata a toni surreali e poetici, propria di Ricomincio da capo (Groundhog Day, scritto e diretto da Ramis nel 1993), oggetto nel 2004 di un remake italiano, È già ieri, per la regia di Giulio Manfredonia ed interpretato da Antonio Albanese. Continua a leggere

I vincitori della Seconda Edizione de “Il Mese del Documentario”

1947953_599758636771073_1220823858_nSi è svolta ieri sera, venerdì 21 febbraio, presso la Casa del Cinema di Roma, la cerimonia di premiazione dei vincitori della Seconda Edizione de Il Mese del Documentario, condotta dai registi Gustav Hofer (Italy Love It or Leave It) e Giulia Amati (This Is My Land Hebron).
La kermesse ha avuto svolgimento attraverso cinque settimane di proiezioni, relative ai dieci documentari finalisti, cui hanno partecipato quasi 10.000 spettatori, coinvolgendo il pubblico di ben 13 città, ottenendo un notevole successo non solo in Italia (Roma, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Nola, Nuoro, Palermo, Torino) ma anche in quattro capitali europee (Barcellona, Berlino, Londra, Parigi).
“Accanto al proposito di rendere visibili film di alto livello tecnico e narrativo, tra gli scopi della manifestazione c’è quello di dimostrare che, avendone la possibilità, il pubblico va volentieri in sala a vedere film documentari”, hanno spiegato i direttori del Festival, Christian Carmosino e Emma Rossi Landi. Continua a leggere