Archivi del mese: novembre 2013

Torino Film Festival 2013: vince “Club Sandwich”, di Fernando Eimbcke

untitlednSono stati da poco comunicati i premi assegnati al Torino Film Festival, la cui 31ma edizione, diretta da Paolo Virzì, coadiuvato da Emanuela Martini, non solo ha visto realizzarsi un felice connubio tra popolarità e autorialità, con i film a farsi veri protagonisti, ma è stata anche premiata da un notevole successo di pubblico, registrando negli otto giorni un incremento degli incassi pari al 34% rispetto al 2012.
Di seguito, l’elenco dei premi assegnati.

Fernando Eimbcke

Fernando Eimbcke

Torino 31 – Concorso Internazionale Lungometraggi, la giuria presieduta da Guillermo Arriaga e composta da Stephen Amidon, Aida Begic, Jorge Perugorrìa, Francesca Marciano ha assegnato i seguenti premi: Miglior Film (€ 15.000), Club Sandwich di Fernando Eimbcke; Premio speciale della Giuria, 2 Automnes, 3 hivers di Sébastien Betbeder; Premio per la Miglior Attrice, Samantha Castillo (Pelo malo, Mariana Rondón); Premio per il Miglior Attore, Gabriel Arcand (Le demantelement, Sébastien Pilote).
Premio per la miglior sceneggiatura: Pelo malo di Mariana Rondón.
Premio del Pubblico: La mafia uccide solo d’estate di Pif (Pierfrancesco Diliberto).

untitledfLa Giuria di Internazionale.doc, composta da Cíntia Gil, Jean-Charles Hue e Gabe Klingerha ha premiato come Miglior Film (€ 5.000) A Spell to Ward Off the Darkness (Ben Rivers e Ben Russell, Francia/Estonia, 2013); Premio Speciale della Giuria, Stop the Pounding Heart di Roberto Minervini.
La Giuria di Italiana.doc, composta da Jasmin Basič, Esmeralda Calabria e Salvatore Mereu, ha conferito il premio di Miglior Film in collaborazione con Persol (€ 5.000) a I fantasmi di San Berillo di Edoardo Morabito (Italia, 2013); Il Premio Speciale della Giuria si risolve in un ex-aequo, Striplife di Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa, Andrea Zambelli e Wolf di Claudio Giovannesi (Italia/Repubblica Ceca, 2013).
La Giuria ha assegnato inoltre una Menzione Speciale a Il segreto di cyop&kaf (Italia, 2013).

Premio Chicca Richelmy per il Miglior film: Recuiem di Valentina Carnelutti (Italia, 2013); Premio Speciale della Giuria, No More Lonely Nights di Fabio Scacchioli e Vincenzo Core (Italia, 2013).
Premio Achille Valdata per il Miglior cortometraggio in collaborazione con La Stampa – Torino Sette: Carmine di Davide Luchino (Italia, 2013).
Premio Fipresci: Miglior film, Le démantèlement di Sébastien Pilote (Canada, 2013). Premio Cipputi 2013 come Miglior film sul mondo del lavoro: Portrait of a Lone Farmer di Jide Tom Akinleminu (Danimarca/Nigeria/Germania, 2013). Il Mouse d’Oro, il premio dei siti di cinema, è stato assegnato al film Club Sándwich di Ferando Eimbicke, mentre il Mouse d’argento al miglior film fuori concorso è andato a Frances Ha di Noha Baumbach.

Berlino 2014: Orso d’Oro alla carriera a Ken Loach

Ken Loach (Wikipedia)

Ken Loach (Wikipedia)

Il Festival di Berlino omaggia Ken Loach: nel corso della 64ma edizione (6-16 febbraio 2014) sarà conferito al regista inglese l’Orso d’Oro alla carriera ed inserita in cartellone una retrospettiva di dieci suoi film. Questa la motivazione espressa dal direttore della Berlinale, Dieter Kosslick: “Ken Loach è uno dei grandi registi europei: con quasi 50 anni di carriera, ha dimostrato una straordinaria continuità e insieme una costante innovazione. Il suo profondo interesse nelle persone e nei loro destini individuali, come pure l’attenzione critica alla società, ha trovato espressione in una varietà di approcci cinematografici. Stiamo onorando il regista Ken Loach e lo ammiriamo per come riflette sulle ingiustizie sociali con humour nei suoi film”. Ecco i titoli che verranno proposti: Cathy Come Home (1966); Kes (1969); The Gamekeeper (1980); Raining Stones (1993); Ladybird Ladybird (1994); Land and Freedom (1995); My Name is Joe (1998); The Navigators (2001); Sweet Sixteen (2002); Looking for Eric (2009).

6° TorinoFilmLab: i vincitori

jjSi è ufficialmente concluso lo scorso mercoledì, 27 novembre, il 6° TorinoFilmLab Meeting Event, momento finale del sesto anno di attività del TorinoFilmLab: tre giorni per un incontro-evento svoltosi nell’ambito del Torino Film Festival che è stato insieme presentazione pubblica dei progetti sviluppati nei programmi del TFL, mercato di co-produzione internazionale e occasione per assegnare fondi di produzione e altri premi ai progetti migliori. Coinvolti quest’anno oltre 200 professionisti del cinema, tra cui 120 Decision Maker da tutto il mondo, interessati ai progetti in sviluppo. Nell’ambito del programma FrameWork sono stati presentati 10 progetti in cerca di co-produzione.

La giuria internazionale, presieduta da Alberto Barbera, Direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino e Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e formata dal regista Thanos Anastopoulos (Grecia), dall’artista visivo, fotografo e attore Alec Von Bargen (USA/Messico), dall’Alumna del TorinoFilmLab Ewa Puszczyńska (Polonia) e dalla produttrice rumena Ada Solomon, ha assegnato quattro Production Award (per un totale di € 230.000): Godless (Ralitza Petrova, Bulgaria) – € 50.000; Mountain (Yaelle Kayam, Israele) – € 65.000; No One’s Boy (Fernando Guzzoni, Cile/Francia) – € 65.000; Freaking (Julia Ducournau, Francia) – € 50.000.

Sono inoltre stati assegnati: Audience Award (€ 30.000) – votato da tutti i Decision Maker presenti al Meeting Event tra i progetti FrameWork: Lily and the Dragonflies (René Guerra, Brasile); ARTE International Prize (€ 6.000) – assegnato da ARTE France Cinéma a uno dei progetti Script&Pitch: Salt (William Vega, Colombia); Piemonte Award – un nuovo premio creato dalla Film Commission Torino Piemonte (FCTP), che consiste in un supporto finanziario speciale per un progetto – proveniente da qualunque programma TFL e anno di partecipazione – che abbia in programma di portare a termine una parte o la totalità delle riprese o della post-produzione in Piemonte: War (Simon Jaquemet, Svizzera) – Script&Pitch 2011, FrameWork 2012; Post-Production Award EP2C (€ 1.000) – assegnato a un progetto FrameWork, che permette al produttore di partecipare ad un workshop sulla post-produzione: Enrica Capra di GraffitiDoc (Italia), produttrice di Without the Implant . Les Arcs Coproduction Village Prize – Il premio consiste nella selezione automatica all’Arc 1950 Coproduction Village di uno dei progetti Script&Pitch, AdaptLab o FrameWork, ed è stato assegnato a: Bogdan Mirica (Romania) – Script&Pitch.

Il TorinoFilmLab(TFL) è nato nel 2008 grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Piemonte e della Città di Torino, ed è promosso dal Museo Nazionale del Cinema e dalla Film Commission Torino Piemonte. Suo intento primario, affiancare al Torino Film Festival la prima officina in Italia dedicata ai filmmaker emergenti, un laboratorio internazionale volto a sostenere giovani talenti di tutto il mondo attraverso attività di training, development e funding. Il focus principale verte sulla realizzazione di primi e secondi lungometraggi. Molte delle sue attività sono sostenute dai programmi MEDIA e MEDIA Mundus dell’Unione Europea.

Stai lontana da me

1Roma, giorni nostri. Jacopo (Enrico Brignano) è un consulente matrimoniale fra i più richiesti del settore.
Negli anni infatti ha felicemente risolto la crisi di varie coppie, a cominciare dai suoi genitori, ma se il lavoro è contrassegnato dal successo, così non si può dire della vita sentimentale del nostro, single ad oltranza in quanto convinto di portare sfortuna alle donne con le quali tenta di avviare una relazione. Gli indizi al riguardo, risalenti all’infanzia, sono ben più di due, quindi validi a costituire una prova, per cui ad ogni nuova conoscenza Jacopo cincischia o si dà alla fuga dopo il primo appuntamento. Il caso fa sì che incontri la probabile donna della sua vita, Sara (Ambra Angiolini), brillante architetto: se la sintonia fra i due è evidente, idonei a compensarsi a vicenda, lui ombroso e problematico, lei solare e aperta alla vita, lo è altrettanto tutta una serie d’incidenti validi a sconvolgere l’esistenza di Sara ma anche a far aprire gli occhi a Jacopo sulla realtà che lo circonda, a partire dalla propria famiglia …

Enrico Brignano e  Ambra Angiolini

Enrico Brignano e Ambra Angiolini

Remake, pressoché fedele, del misconosciuto film francese La chance de ma vie (Nicolas Cuche, 2010, da noi uscito col titolo Per sfortuna che ci sei), vagamente adattato alla nostra realtà per lo più da un punto di vista formale (in estrema sintesi, “La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo”, Roberto Antoni), Stai lontana da me, diretto da Alessio Maria Federici (alla sua seconda regia, dopo Lezioni di cioccolato 2, 2011), anche sceneggiatore insieme ad Edoardo Falcone e Davide Lantieri, si palesa alla visione come una commedia nel complesso gradevole e divertente. Certo, lascia il tempo che trova una volta usciti dalla sala cinematografica, ma è capace di far avvertire, soprattutto per le valide interpretazioni offerte dai due protagonisti, la piacevole sensazione di aver assistito ad un onesta pellicola d’intrattenimento.

Giampaolo Morelli e Ambra

Giampaolo Morelli e Ambra

Siamo, in sostanza, di fronte ad un “film d’attori”, che avrebbe meritato tanto un maggior coraggio in fase di scrittura, così da distaccarsi dal plot originario, ed offrire un conseguente più incisivo adattamento al nostro modus vivendi, quanto una più delineata sottolineatura registica riguardo gag e situazioni, spesso lasciate andare a briglia sciolta, facendo affidamento per l’appunto alla bontà recitativa dell’intero cast. Ancora una volta infatti, fra mancanza di slanci inventivi ed operazioni ricalco, la nostra commedia rende il reale un semplice proscenio alle varie vicende, senza alcuna interazione con i personaggi che vi fanno parte, e mette in scena una sorta di mondo a parte, a tratti anche patinato, nel quale è difficile, se non impossibile, identificarsi, anche se in tal caso il fluido andamento narrativo riesce comunque a convincere, in particolare grazie all’affiatamento espresso in scena da Brignano ed Angiolini. Continua a leggere

Tony Musante (1936-2013)

Tony Musante

Tony Musante

Ci lascia l’attore italo americano Tony Musante (Anthony Peter Musante, Bridgeport, Connecticut, 1936 ), morto a New York lo scorso martedì 26 novembre, la cui carriera ha avuto un fortunato svolgimento nel nostro paese in particolar modo negli anni ’70, quando venne chiamato da diversi produttori e registi alla ricerca di nomi esotici da inserire nel cast di vari film, che funzionassero da valido richiamo per il pubblico.

01343001Musante, attore forse dalla simpatia non immediata, volto da “duro”, espressione ambigua, oscillante tra il tormentato e il malinconico, pur con una recitazione incentrata sul “metodo” riuscì comunque ad adattarsi ai diversi generi, propri del cinema italiano dell’epoca, dal western (Il mercenario, ’68, Sergio Corbucci) alla commedia (Metti una sera a cena,’69, Giuseppe Patroni Griffi), senza dimenticare i titoli che gli diedero la notorietà nel nostro paese, il drammatico- sentimentale Anonimo veneziano e l’innovativo horror-thriller L’uccello dalle piume di cristallo, entrambi del ’70, esordi registici, rispettivamente, di Enrico Maria Salerno e Dario Argento.

avNato da una famiglia di italo-americani, dopo il diploma all’Oberlin College Musante lavorò qualche anno come insegnante, per poi esordire nel 1960 sui palcoscenici dell’off-Broadway.
Tre anni dopo venne notato dal produttore David Susskind, che lo volle, nel ruolo di un giovane delinquente, nello sceneggiato televisivo Ride With Terror, cui seguirono altre interpretazioni in vari telefilm (come Alfred Hitchcock presenta).
Nel ‘68 debuttò sul grande schermo, con la versione cinematografica proprio del citato Ride With Terror, The Incident, di Larry Peerce (da noi noto col titolo New York ore tre: l’ora dei vigliacchi).

mmDa qui prese il via una carriera suddivisa fra Italia ed America, comprensiva di titoli cinematografici, oltre a quelli citati, come L’ultima fuga (The Last Run, ’68, Richard Fleischer), Il caso Pisciotta (’72, Eriprando Visconti), Goodbye & Amen (’77, Damiano Damiani), Eutanasia di un amore (’78, Enrico Maria Salerno) e televisivi (Sulle strade della California, Police Story; Toma; Oz). Proprio nell’ambito del piccolo schermo, dopo due buone prove al cinema negli anni ’80 ( La gabbia, Giuseppe Patroni Griffi; Il pentito, Pasquale Squitieri, entrambi dell’85), è rinvenibile l’ultimo lavoro di Musante, il ruolo di Don Luigi Vitiello nella serie Pupetta – Il coraggio e la passione, Luciano Odorisio, girata nel 2011.

Un ricordo di Marcello Gatti

Marcello Gatti

Marcello Gatti

E’ morto lo scorso martedì, 26 novembre, a Roma, sua città natale (1924), Marcello Gatti, direttore della fotografia tra i più abili ed inventivi del nostro cinema. La mente va a La battaglia di Algeri (1966), di Gillo Pontecorvo, col quale aveva già lavorato nel ’60 per Kapò: è al suo intuito creativo che si deve la notevole forza espressiva emanata dalle immagini del film, in bianco e nero, volte a ricostruire i vari accadimenti, alle quali riuscì a conferire, controtipando più volte il negativo, un particolare effetto cinema verité, offrendo particolari contrasti, anche riguardo la luminosità, piuttosto ruvidi ed aspri.

Una tecnica già in parte sperimentata in Un giorno da leoni, ’61 (suo esordio come direttore della fotografia) e Le Quattro giornate di Napoli,’62, entrambi diretti da Nanny Loy. Per il lavoro ne La Battaglia di Algeri, Gatti ottenne il Nastro d’ Argento nel’67 e continuò a collaborare con Pontecorvo in Queimada (1969) e, dieci anni più tardi, in Ogro:nel primo Gatti lavorò insieme a Giuseppe Ruzzolini, il quale gli fu poi d’aiuto nel conferire un particolare tono grottesco e surreale agli interni del film Che? (What?, Roman Polanski, ’72).

untitledrNell’ambito di una quarantennale carriera, comprensiva di lavori televisivi (Specchio segreto, La piovra 5-6-7) e poliedriche incursioni nei generi (come il thriller La tarantola dal ventre nero, ’71, Paolo Cavara, o i poliziotteschi Mark il poliziotto, Stelvio Massi, e La polizia ha le mani legate, Luciano Ercoli, entrambi del ‘75), merita di essere ricordata, fra i tanti lavori, la fotografia di Anonimo veneziano (Enrico Maria Salerno, ’70), particolare impasto di toni ora patinati, ora plumbei, idonei a sottolineare, nell’alternanza delle immagini, l’evidente simbiosi tra la malattia del protagonista (Tony Musante) e la decadenza della città lagunare, oltre l’impossibilità di ricostruire un rapporto con l’ex moglie Valeria (Florinda Bolkan).

imagesGatti conseguì al riguardo un altro Nastro d’Argento, cui si aggiunse, nello stesso anno, ma per la categoria bianco e nero, quello ottenuto per Sierra Maestra (Ansano Giannarelli), quasi un ritorno alle suggestioni visive de La battaglia d’ Algeri.
Gatti, il cui ultimo lavoro cinematografico è risalente al ‘91 (Venere paura, Hirta Solaro) è stato presidente dell’Associazione Italiana dei direttori della fotografia (Aic).

Filmmaker Festival 2013

ululSi presenta all’insegna della ricerca l’edizione 2013 di Filmmaker Festival, direttore artistico Luca Mosso, che si svolgerà a Milano da domani, venerdì 29 novembre, per concludersi domenica 8 dicembre, presso Spazio Oberdan, Cinema Palestrina e Cinema Manzoni. Ricerca nelle forme, nei modi produttivi, nei dispositivi di riproduzione: in anni di grande mutamento, non solo tecnologico, la kermesse cinematografica si fa forte del dovere di rischiare e puntare su autori e film capaci di raccontare il presente e ipotizzare il futuro, uscire dai territori consueti e proporre qualcosa di decisamente inedito, con il sostegno del Comune di Milano.

show_imgL’apertura sarà affidata ad Alberi, una cineinstallazione di Michelangelo Frammartino, proposta in prima italiana dopo la presentazione newyorkese al Moma PS 1, che ambienta al Cinema Manzoni, riaperto solo per l’occasione, un’affascinante riflessione sullo stato dell’immagine e sulla pratica della visione.
L’autore di Le quattro volte (2010) mette al centro della scena i romiti, mitici uomini selvatici completamente ricoperti d’edera e di fronde e li segue dalla loro comparsa nel fitto del bosco fino al loro arrivo in paese, per un viaggio tra passato e presente, tra realtà e rappresentazione, tra visibile e invisibile. La chiusura è invece affidata a I corpi estranei di Mirko Locatelli, appena presentato all’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.

untitledIl Concorso propone le migliori realizzazioni internazionali relative al cinema del reale, scelte tra quelle più personali e innovative: in particolare la selezione di quest’anno è la testimonianza della varietà di strade possibili che gli autori di non-fiction stanno esplorando, con estrema indipendenza e con il coraggio di chi vuole dare una nuova forma al cinema. L’interesse per il lavoro dei giovani, da sempre asse portante del progetto culturale dell’associazione, si sostanzia all’interno del laboratorio Nutrimenti Terrestri Nutrimenti Celesti, progetto realizzato con il supporto della Fondazione Cariplo, iniziato a giugno 2012, che quest’anno presenta la rosa dei progetti vincitori tra cinquanta partecipanti, per tre film realizzati e sei work in progress. Continua a leggere