Archivi del mese: giugno 2013

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Mae West

Mae West

Errare è umano, ma ti fa sentire divino!

(Mae West, 1893-1980. Da Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, Gino & Michele, Matteo Molinari. Einaudi Tascabili, 1991).

News da Locarno

vvvIn attesa che giovedì 18 luglio venga reso noto il programma completo del Festival del Film di Locarno (CH), giunto alla 66ma edizione (Direttore Artistico Carlo Chatrian), è stato comunicato che la cerimonia di apertura si terrà mercoledì 7 agosto in Piazza Grande, con la prima internazionale del film 2 Guns (tra gli interpreti Denzel Washington, Mark Wahlberg e Paula Patton): vi sarà un introduzione ad opera del suo stesso regista, Baltasar Kormákur, il quale nel 2000 aveva presentato in Concorso la sua opera prima, 101 Reykjavik.
La sceneggiatura del film è di Blake Masters, basata sull’omonima graphic novel di Steven Grant.

Baltasar Kormákur

Baltasar Kormákur

La cerimonia di premiazione, sabato 17 agosto, sarà seguita dal film di chiusura On the Way to School (Sur le chemin de l’école) di Pascal Plisson, documentario francese in prima internazionale, anch’esso introdotto dal regista, e la cui sinossi vede quattro ragazzini impegnati in varie parti del mondo (le savane del Kenya, i sentieri delle montagne dell’Atlante in Marocco, l’India del Sud, gli altipiani della Patagonia) a compiere il tragitto che li separa dalla scuola.
Capace di accogliere fino a 8.000 spettatori, Piazza Grande riunisce ogni sera un pubblico diversificato davanti a uno degli schermi all’aperto più grandi d’Europa.
La sezione ha due premi: il Prix du public UBS del valore di 30.000 CHF, assegnato dal pubblico, e il Variety Piazza Grande Award, attribuito da critici dei media specializzati a un film che si distingua tanto per qualità artistiche che potenziale commerciale.

Douglas Trumbull

Douglas Trumbull

Se, come scritto in un precedente articolo, al regista tedesco Werner Herzog sarà assegnato il Pardo d’onore Swisscom, Douglas Trumbull, regista e maestro di effetti speciali americano, riceverà il primo Vision Award – Electronic Studio del Festival, un nuovo riconoscimento volto ad omaggiare e valorizzare personalità che, con il loro lavoro dietro le quinte e le loro creazioni, hanno contribuito ad allargare gli orizzonti del cinema. L’artista sarà celebrato con la proiezione di 2001: Odissea nello spazio, per la regia di Stanley Kubrick (1968), Incontri ravvicinati del terzo tipo (Steven Spielberg, 1977) e Silent Running (1972), da lui diretto.
Il pubblico del Festival avrà poi l’occasione di partecipare a due esclusive masterclass con Trumbull, che condividerà i segreti propri della lavorazione di capolavori quali Blade Runner, e i già citati 2001: Odissea nello spazio e Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Sergio Castellitto

Sergio Castellitto

Proseguendo con i riconoscimenti, Sergio Castellitto, attore, regista e sceneggiatore, riceverà un Pardo alla carriera: l’omaggio all’artista prevede una conversazione aperta al pubblico e la presentazione di cinque opere che saranno l’occasione per ripercorrerne la carriera: Chi lo sa? (Jacques Rivette, 2001), L’ora di religione (Marco Bellocchio, 2002), Alza la testa (Alessandro Angelini,2009), così come titoli da lui diretti, La bellezza del somaro (2010) e Venuto al mondo (2012, presentato in prima svizzera).

ff Interessante la Retrospettiva che sarà dedicata al regista americano George Cukor: per l’occasione la casa editrice Capricci pubblicherà un libro sul regista, in inglese e francese, in collaborazione con il Festival, George Cukor On/Off Hollywood, un’antologia di testi analitici e biografici coordinata dal critico cinematografico Fernando Ganzo, con contributi di critici internazionali come Jean-François Buiré, Jean Douchet, Pierre Eugène, Stefani de Loppinot, David Ehrenstein, Chris Fujiwara, Bill Krohn, Gonzalo de Lucas, Rinaldo Censi e Lorenzo Esposito; dei registi Pablo García Canga, David Phelps e Mark Rappaport; e della studiosa di cinema Yola le Cainec.

Milano: “Vampiri, zombie, lupi mannari” in mostra dal 12 luglio al 30 ottobre

vampirizombilupiVampiri, zombie, lupi mannari, questo il titolo della mostra che dal 12 luglio al 30 ottobre, presso Fermo Immagine- Museo del Manifesto Cinematografico di Milano, andrà a ripercorrere la storia del genere horror attraverso i suoi protagonisti assoluti, da Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens, 1922) di Friedrich Wilhelm Murnau alla saga di Twilight, senza dimenticare i mostri made in italy (in primo luogo quelli di Mario Bava): saranno esposti più di 150 manifesti cinematografici originali accompagnati da gadget, fumetti, libri, edizioni rare, pressbook d’epoca, foto di scena, memorabilia, statuette e tante sorprese.

rrrrGrazie alle grafiche dei manifesti, alcuni dei quali vere e proprie opere d’arte dipinte a mano, sarà possibile viaggiare in un mondo tutto da scoprire, fatto di innovazione e tradizione, paura e terrore, ma anche di tanto sano divertimento.
La mostra è allestita in collaborazione con l’Associazione Ordine del Drago, che da anni si occupa di studiare e approfondire il mito di Dracula, e con Bloodbuster (www.bloodbuster.com), negozio e casa editrice milanese diventati un punto di riferimento per gli appassionati del genere in Italia.

Museo del Manifesto Cinematografico di Milano, Via Gluck, 45 – Informazioni: 02.36505761 – http://www.museofermoimmagine.it
Orari: da martedì a domenica, ore 14.0019.00Lunedì chiuso.
Ingresso 5 Euro intero, 3 Euro ridotto e tesserati.

Nastri d’argento 2013: “Amor Mio” di Cesare Cremonini miglior canzone originale

Cesare Cremonini (Wikipedia)

Cesare Cremonini (Wikipedia)

In attesa della cerimonia ufficiale d’assegnazione dei Nastri d’Argento 2013, la cui 67ma edizione si svolgerà sabato 6 luglio presso il Teatro Antico di Taormina, nell’ambito di TaoArte, ecco giungere qualche anticipazione, vedi il conferimento del Nastro come Miglior canzone originale ad Amor mio, scritta da Cesare Cremonini (fa parte del suo ultimo album, La teoria dei colori) ed interpretata, per Padroni di casa di Edoardo Gabriellini (in concorso lo scorso anno al 65mo Festival del Film di Locarno) da Gianni Morandi, anche protagonista della pellicola.

Gianni Morandi (Wikipedia)

Gianni Morandi (Wikipedia)

Amor mio è stata infatti la canzone che ha ricevuto più voti dal Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani, espressi tramite il referendum notarile che si è concluso in questi giorni, prevalendo su Il silenzio, di Mokadelic e Niccolò Fabi (Pulce non c’è); Hey Sister, di Violante Placido (Cose cattive); La Cicogna, di Vinicio Capossela & Banda Osiris (Il comandante e la cicogna); Grovigli, di Malika Ayane (Tutti i rumori del mare); Se si potesse non morire, di Francesco Silvestre, cantata dai Modà (Bianca come il latte, rossa come il sangue).

Bologna: “Il Cinema Ritrovato” XXVII edizione

cinemaritrovato2013Prenderà il via domani, sabato 29 giugno, per concludersi il 6 luglio, la XXVII edizione del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna, che va ad intrecciarsi con il cartellone estivo Sotto le stelle del cinema, programma di quaranta serate allestito ogni anno, gratuitamente, dalla stessa Cineteca. L’inaugurazione alle ore 22 in Piazza Maggiore, una prima serata affidata a un double bill con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, che eseguirà le partiture dirette da Timothy Brock per Carmen (1915) di Cecil B. DeMille e Burlesque on Carmen (1915) di Charles Chaplin, per una “otto giorni” che si snoderà tra quattro sale cinematografiche (Scorsese e Mastroianni del Cinema Lumière, il Cinema Jolly e il Cinema Arlecchino), una festa della cinefilia tra incontri, dibattiti, fiere e proiezioni nella Biblioteca Renzo Renzi e nel Cortile del Cinema Lumière (ora intitolato a Pier Paolo Pasolini) in via Azzo Gardino, nella Sala Cervi di via Riva di Reno.

mmmEcco i titoli delle principali sezioni in cui è suddivisa la kermesse, Ritrovati & restaurati; I muti di Hitch (un restauro integrale della produzione muta del geniale regista inglese: 9 film realizzati tra il 1926 e il 1929, a partire da The Pleasure Garden); Allan Dwan, nobile primitivo (retrospettiva dedicata ad Allan Dwan e ai suoi cinquant’anni di carriera dal 1911 al 1961, con quattrocento film all’attivo); Tenerezza e ironia: Vittorio De Sica, attore e regista (otto titoli che attraverseranno alcuni tra i momenti più significativi della carriera del grande artista, da Teresa Venerdì, 1940, a Il giudizio universale, 1961, nell’anno in cui la Cineteca ne ha ricordato la figura con la mostra all’Ara Pacis di Roma, appena conclusasi, Tutti De Sica); Charlie Chaplin alla Mutual; Cento anni fa: il glorioso 1913; Théâtre Morieux: Le cinématographe retrouvé; Lettere da Chris Marker; La guerra è vicina: 1938-1939; Bigger Than Life: viaggio nel CinemaScope europeo.

jttyTra rarità e inediti, ritrovamenti e nuovi restauri, Il Cinema Ritrovato offre quindi la possibilità di percorrere un suggestivo viaggio cinematografico, dalle origini ai giorni nostri, un percorso tra grandi nomi e titoli della storia del cinema, fino alla scoperta dei suoi angoli più reconditi (e spesso sorprendenti), per un festival che è sempre riuscito a coniugare rigore scientifico e vocazione popolare, rivolgendosi non al solo pubblico internazionale degli specialisti, ma anche alla città e ai suoi spettatori curiosi, appassionati, cinefili, contribuendo alla riflessione sul restauro cinematografico, in un momento di passaggio particolarmente delicato e cruciale, che vede il progressivo tramonto della pellicola e l’affermarsi dei supporti digitali.

Programma completo delle varie Sezioni, orari ed eventi: http://www.cinetecadibologna.it

After Earth- Dopo la fine del mondo

after-earth-dopo-la-fine-del-mondo-L-oxbnwEMille anni fa i superstiti del genere umano erano costretti ad abbandonare la Terra, sconvolta da eventi catastrofici che ne mutavano irrimediabilmente le condizioni di vita, e a trasferirsi su un nuovo pianeta, Nova Prime, dove avviare una nuova civiltà. La loro esistenza, minacciata dagli attacchi degli alieni Skrel perpetrati tramite immonde creature (Ursa), è ora preservata dall’ United Ranger Corps, un ben addestrato apparato militare, al cui interno si distingue per intraprendenza e coraggio il Primo Comandante, Cypher Raige (Will Smith), che ha intuito come, annientando qualsiasi emozione (ghosting), sia possibile avere la meglio sui “mostri”, ciechi ma capaci di individuare le loro prede, fiutando i feromoni rilasciati quando si è presi dalla paura.

Will Smith

Will Smith

Suo figlio Kitai (Jaden Smith), recluta del suddetto apparato militare, vorrebbe emularne le gesta, ma non riesce a superare l’esame d’ammissione e, considerato anche il loro rapporto, basato su una reciproca conflittualità, Cypher, consigliato dalla moglie, decide di provare a ricostruire un legame portando il ragazzo con sé in un’ultima missione.
La navicella sarà però costretta ad un atterraggio di fortuna proprio su quel pianeta ora invivibile per gli esseri umani, la Terra: unici sopravvissuti il Comandante e Kitai, ma, con il primo ridotto all’immobilità, toccherà al secondo darsi da fare per lanciare un messaggio di soccorso…

Jaden Smith

Jaden Smith

Diretto da M. Night Shyamalan, intervenuto anche nella sceneggiatura, opera di Gary Whitta, basandosi su un soggetto di Will Smith, After Earth nel corso della narrazione si palesa, e si sostanzia, come un film di fantascienza la cui appartenenza al genere appare risolta in modo del tutto formale: l’aspetto distopico e le conseguenti tematiche passano infatti velocemente in secondo piano, risultando un frettoloso abbozzo utile a delineare al più presto quello che risulta esserne il fulcro essenziale, ovvero il conflitto irrisolto padre/figlio, la loro maturazione reciproca, metaforizzata dal tema del viaggio, volta a superare la tragicità di un avvenimento passato che li ha allontanati l’uno dall’altro, attraverso un confronto delle rispettive capacità che assume toni piuttosto aspri e li porterà, se non ad una e vera espiazione, almeno a fare chiarezza all’interno di sé e a conferire un senso alle proprie esistenze e relative condotte di vita.

after-earth-dopo-la-fine-del-mondo-L-pA3cpFLa mia sensazione complessiva è stata quella di aver assistito al confezionamento di un classico lavoro su commissione: Shyamalan, per quanto sempre abile a creare almeno un minimo sindacale, e funzionale, di tensione, mi è parso piuttosto distante dai guizzi inventivi di un tempo (difficile non notare la mancanza del tipico finale ribaltato, volto a conferire tutt’altro significato a quanto percepito durante la visione, anche a livello di semplice suggestione) ed intento più semplicemente ad assecondare un incedere narrativo suddiviso in blocchi, all’interno dei quali viene inserita tutta una serie di flashback “illuminanti”, riuscendo ad offrire un certo fascino visivo complessivo (i caratteristici campi lunghi), ma non certo a rendere un senso di visionarietà propriamente detta.

after-earth-dopo-la-fine-del-mondo-L-QD9XfUAlla sceneggiatura sin troppo piatta e schematica, labile e prevedibile (evento disastroso/inabilità all’azione dell’eroe/ schiappa all’opera tra mille pericoli/happy end liberatorio), ad un certo punto inframmezzata da forzati simbolismi e scene oniriche sul filo del ridicolo (o, volendo essere gentili, lontane dalla disinvoltura con la quale il regista era solito proporle), fa buona compagnia l’infelice scelta di poggiare il tutto sulle spalle di Jaden Smith, a mio avviso potenzialmente ma non concretamente capace di sostenere un film per intero, in particolare nello sviluppare un minimo d’empatia con gli spettatori, come purtroppo succede anche a babbo Will, costretto a star fermo e piuttosto granitico nell’esprimere l’intento d’evidenziare variazioni umorali con la mimica facciale.

after-earth-dopo-la-fine-del-mondo-L-8csPClPur nella godibilità complessiva e qualche felice intuizione sparsa qua e là (la Terra, libera dagli umani, capace di manifestare tutta la sua potenzialità, il minimalismo estetico di Nova Prime, testimone di uno stile di vita più meditato ed essenziale), unite alla sempre valida tematica propria di un buon racconto di formazione (vedi Moby Dick citato a piè sospinto), After Earth si arena nel semplicismo di un’idea appena abbozzata, bloccata dal tentativo di conferirle un minimo di dimensione artistica, assumendo come base programmatica la sua frase di lancio, oltre che insistito leitmotiv: “Il pericolo (che Shyamalan non abbia più nulla da dire, mancando della necessaria ispirazione per farlo) è reale, la paura ( di sguazzare nell’oblio) una scelta”.

Biennale internazionale d’arte fotografica “Riviera dei Cedri” IV Edizione

Maierà (CS, da Comuni-Italiani.it)

Maierà (CS, da Comuni-Italiani.it)

Lunedì 1 luglio presso l’Hotel Palazzo Bruni nel centro storico di Maierà (Cs), su organizzazione del Museo del Peperoncino, è stata presentata la IV Edizione della Biennale internazionale d’arte fotografica Riviera dei Cedri, Camminando camminando, che sarà inaugurata domenica 14 luglio, al Palazzo Rinascimentale di Aieta (CS), organizzata da Atelier du Faux Semblant, e patrocinata da Regione Calabria, Parco Marino Riviera dei Cedri, Consorzio Proloco Riviera dei Cedri, e dai comuni ospitanti, Aieta, Maierà, Orsomarso, Praia A Mare, Tortora e Verbicaro. Realizzata con il patrocinio della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, la rassegna sarà visitabile fino al 31 agosto.

Diretta da Piero Di Giuseppe, e curata da Attilio Lauria, questa IV edizione riprende la formula innovativa che la caratterizza sin dal debutto, coinvolgere una fascia di territorio il più ampia possibile, evitando di concentrare le varie iniziative in una singola sede. Vi prendono parte 35 autori, le cui opere saranno ospitate nei palazzi storici più prestigiosi dell’alto tirreno cosentino, dai suddetti Palazzo Rinascimentale di Aieta e Museo del Peperoncino di Maierà, passando per il Centro Visite del Parco Nazionale del Pollino ad Orsomarso, il Museo Comunale di Praia a Mare, il Palazzo Lomonaco-Melazzi, e il Palazzo Cavalcanti di Verbicaro. Insieme ai progetti fotografici che esplorano e sperimentano nuovi linguaggi, particolare attenzione è stata rivolta in questa edizione alle proposte dei giovani autori calabresi, le quali andranno ad affiancarsi alle opere di autori famosi quali Rafael Navarro e Ken Damy.