Archivi del mese: aprile 2013

Iron Man 3 (3D)

iron-man-3-3d-L-irWR2NIron Man 3, dopo le prime due apprezzabili realizzazioni a firma di Jon Favreau, 2008 e 2010, segna il passaggio di consegne a Shane Black, autore di regia e sceneggiatura (coadiuvato riguardo quest’ultima da Drew Pearce) e, soprattutto, vede la Disney in qualità di distributrice, come il precedente The Avengers (2012, Joss Whedon), al quale la pellicola in esame si riallaccia direttamente, in primo luogo a livello contenutistico, per via di un’ironia strafottente e dissacrante, di cui si rende portavoce il protagonista Robert Downey Jr., nei doppi panni di Tony Stark e dell’ “uomo di latta”, volta a mitigare la pomposità retorica propria dell’eroe (ora in lotta più che altro con se stesso), fra invincibilità e purezza adamantina. Black, però, a differenza di Whedon, tende a far prevalere sulla connotazione estetica da comic movie quella propria di vari film d’azione a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, dei quali riprende molti stilemi (Arma letale, per esempio, ’87, diretto da Richard Donner, del quale è stato autore di soggetto e sceneggiatura).

Robert Downey Jr.

Robert Downey Jr.

Nel rispetto del mantra proprio della Marvel (sui cui albi Iron Man nasce nel ’63, testi di Stan Lee e Larry Lieber, matite di Don Heck e Jack Kirby), in base al quale tutti gli eventi che si verificano all’interno di un film o franchise avranno le loro influenze e conseguenze dirette su quanto avverrà dopo, il plot narrativo riprende elementi propri della saga Extremis ( 2005-2006, scritta da Warren Ellis, per i disegni di Ady Granov) e prevede un prologo che ci riporta indietro nel tempo, al capodanno del ’99, quando Tony era nient’altro che un dandy miliardario col pallino delle invenzioni, intento a partecipare ad una conferenza e relativo party in Svizzera, in compagnia della botanica Maya Hansen (Rebecca Hall).
Avvicinato da un tale Aldrich Killian (Guy Pearce), alla ricerca di un finanziamento per un suo rivoluzionario progetto, Tony, apparentemente interessato, gli dava appuntamento sul terrazzo, per poi lasciarlo in attesa, richiamato com’era dalle ragioni del cuore.

Gwyneth Paltrow

Gwyneth Paltrow

Si torna ai giorni nostri, Stark è intento a perfezionare le sue armature, collaudandone la risposta agli impulsi nervosi del corpo, il rapporto con la fidanzata Pepper (Gwyneth Paltrow) sembra in certo qual modo consolidato, ma le vicende di New York, aver appreso dell’esistenza di colleghi con superpoteri e di un mondo sospeso sopra le nostre teste pronto ad inviare le sue armate, lo hanno profondamente segnato, tanto da soffrire di violenti attacchi di panico.
Intanto, ecco palesarsi dagli schermi televisivi la minaccia di un nuovo nemico, il Mandarino (Ben Kingsley), che dal Medio Oriente paventa morte e distruzione, iniziando le danze con un attacco al Grauman’s Chinese Theatre di Hollywood e poi radendo al suolo la residenza di Tony, dato per morto e costretto a ripartire da zero, tra varie disavventure e clamorose rivelazioni, con al fianco un ragazzino piuttosto arguto (Ty Simpkins) e l’amico Tenente Colonnello James Rhodey Rhodes (Don Cheadle) nelle vesti di War Machine, dapprima a distanza ed infine insieme nella battaglia finale.

Ben Kingsley

Ben Kingsley

Dopo un avvio piuttosto lento nel porre le carte in tavola, tra il passato che ritorna e diviene consistente minaccia, tormenti interiori e disagi esistenziali, regia e sceneggiatura trovano un percorso comune, alternando spettacolarità (con un 3d inutile, aggiunto in fase di postproduzione), ironia non sempre ben cesellata e grezza psicologia: il conflitto fra maschera e volto, la difficoltà d’esprimere concretamente la propria identità al di fuori di ogni sovrastruttura, che verrà resa possibile tramite una visione pura, primigenia, a livello di bambino (“sono un meccanico”, così si presenta Stark al frugoletto che lo aiuterà nel cammino verso la rinascita), sconfiggendo la paura d’esprimersi realmente per quel che si è (il ricorso ossessivo ad armature sempre più sofisticate, valido rifugio ad qualsivoglia attacco di panico, le quali non a caso verranno fatte fuori nel finale). Un gioco di specchi fra apparenza e realtà comune poi agli altri personaggi (il Mandarino umanizzato in guisa di guitto d’avanspettacolo, villain ad uso e consumo del gioco domanda/offerta nella proposizione di demoni buoni per ogni destabilizzazione, l’ex nerd Killian, miracolato da subitaneo benessere, Pepper improvvisata Iron Girl), sino a coinvolgere l’intero equilibrio mondiale, e si risolve alla fine nell’affermazione di un apporto costante della mente umana come unico superpotere, sia volta verso il Bene, sia a lambire ambiguamente linee di confine col Male.

Iron Man e Tony Stark

Iron Man e Tony Stark

Da appassionato lettore di fumetti, le cui modalità di trasposizione dalle strisce al cinema mi hanno sempre affascinato ed incuriosito (il vedere materializzarsi i nostri eroi e le loro gesta, pur nella magica finzione propria del cinema, a confronto con la visualizzazione offerta dall’ immaginazione durante la lettura), ho avvertito la mancanza di un vero e proprio pathos in crescendo, con una narrazione complessiva che si snoda nella combattuta alternanza tra gag e azione allo stato puro (l’attacco alla villa in quel di Malibu, un salvataggio celeste e il classico botte da orbi finale le sequenze più riuscite), affidandone traino e collante al gigionismo, a volte trattenuto, altre meno, del buon Downey Jr., come scritto ad inizio articolo, mentre gli altri interpreti si attengono al copione e più non dimandare. In buona sostanza un bizzarro pastiche, funzionalmente spettacolare ma convincente solo a tratti nella sua disarmonia, tanto che, curiosamente, tutto diviene veloce e coinvolgente nei titoli di coda (restate seduti sino alla fine), dove ironia, epicità ed umanità trovano un congruo ensemble. Saper godere di una manciata di minuti dopo due ore di visione a corrente alternata: ed ora, caro il mio Tony Stark, ti sfido a singolar tenzone per stabilire chi tra noi due sia il supereroe …

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Viva la libertà

viva-la-liberta-L-wXF2IMDiretto da Roberto Andò (Il manoscritto del principe, 2000, Sotto falso nome, 2004), sulla base del suo romanzo Il trono vuoto (Bompiani, 2012, vincitore del Premio Campiello Opera Prima), avvalendosi dell’apporto di Angelo Pasquini nella stesura della sceneggiatura, Viva la libertà rappresenta una realizzazione in certo qual modo insolita nell’ambito dell’attuale cinematografia italiana, riprendendo i contatti, più nella sostanza che nella forma, con quel cinema d’impegno civile (non necessariamente da connotarsi con l’aggettivo “politico”) proprio, fra gli altri, d’autori come Francesco Rosi o Elio Petri.

Roberto Andò

Roberto Andò

Andò, infatti, nel visualizzare un’ evidente critica, e contestuale denuncia, del malessere della politica, sottolineando la distanza di quest’ultima dalla gente comune (il film è uscito alla vigilia delle ultime elezioni), la riveste dei toni allegorici e surreali propri di un apologo morale, cui non sono disgiunti interessanti risvolti psicoanalitici.
Non intende offrire alcuna soluzione, o maldestra giustificazione, alle varie storture del sistema, almeno questa è stata la mia impressione, bensì, più semplicemente, e coerentemente, avvalorare la funzione del cinema di rappresentare una pagina della nostra storia recente, invitandoci ad aprire gli occhi su quanto non riusciamo (o non vogliamo) cogliere col nostro sguardo, preferendo nascondere la testa sotto la sabbia dell’indignazione omologata e standardizzata.

Toni Servillo

Toni Servillo

Roma. Enrico Oliveri (Toni Servillo), segretario del “principale partito d’opposizione” viene fortemente contestato durante l’ Assemblea Nazionale indetta in vista delle elezioni: è la classica goccia che fa traboccare il vaso, in preda allo sconforto il nostro decide di abbandonare tutto e tutti, senza comunicare alcunché, a parte lasciare una laconica lettera, né alla moglie Anna (Michela Cescon), né al suo fidato collaboratore Andrea Bottini (Valerio Mastandrea) o ai membri più fidati del suo partito come Evelina Pileggi (Anna Bonaiuto).
Si rifugerà quindi a Parigi, presso la sua amica (ed amore passato) Danielle (Valeria Bruni Tedeschi), segretaria di produzione, sposata con un regista e madre di una bambina. Mentre i sondaggi, inesorabili, danno in costante calo la popolarità del leader, ecco che ad Anna sopraggiunge un’idea, sostituire il fuggiasco con il fratello gemello Giovanni (sempre Servillo), brillante filosofo (pubblica le sue opere sotto lo pseudonimo di G. Ernani) il cui genio va di pari passo con la bipolarità della sua depressione, per la quale è stato in cura presso idonea struttura …

Valeria Bruni Tedeschi

Valeria Bruni Tedeschi

Andò, avvalendosi della splendida prova recitativa di Servillo e sostenuto da un ottimo cast (molto bello il cammeo di Gianrico Tedeschi, nel ruolo di Furlan, vecchio ideologo del partito) sfrutta con sagacia il classico tema del doppio, dalle ascendenze teatrali e letterarie, per evidenziare come “fare politica” ormai non sia diventato altro che recitare una parte, sfruttando richiami illusori e fallaci, erigendo barricate che nascondono la veridicità della vita di ogni giorno, dove la cultura, anche intesa come base da cui partire per ritrovare la moralità ormai perduta, non trova posto o viene sfruttata per acquisire maggiori consensi e non certo per fini di condivisione.
Viene anche portata avanti l’utopica speranza di un’auspicabile presa di responsabilità comune, un’ “alleanza con la coscienza della gente come l’unica possibile”, perché “ad elettori mediocri corrispondono politici mediocri e ad elettori ladri corrispondono politici ladri”, riprendendo le parole di Giovanni nelle vesti di suo fratello, espresse, fra una massima ed un haiku, con impagabile e carismatica nonchalance, per un personaggio lontano dall’ essere una rappresentazione dell’utile idiota, bensì intellettuale sulfureo e fortemente consapevole, tra strafottenza e calcolata eccentricità, del potere che ha fra le mani.

Valerio Mastandrea

Valerio Mastandrea

L’abilità espressa a livello congiunto da sceneggiatura e regia, funzionale a livello narrativo, evidente nella scioltezza con la quale si dipana la vicenda, si sublima nel confronto a distanza, sviluppato in parallelo, fra le gesta di Giovanni, dedito a recitare un ruolo fra incontri istituzionali (molto belle le scene del gioco a nascondino col Presidente della Repubblica e il tango con la Cancelliera tedesca), riunioni di partito e comizi elettorali, dove si riversa una folla oceanica (e il che il nostro conquista recitando A chi esita, di Bertolt Brecht), e quelle di Enrico a Parigi, intento invece a riscoprire se stesso, attraverso un viaggio nel proprio passato, tra rimpianti e disillusione, per potersi riappropriare del ruolo, osservando con interesse l’evoluzione della “sua” persona e il ritrovato interesse della gente per il partito che rappresenta.
Il finale è infatti volutamente ambiguo, ciò che vediamo attraverso gli occhi di Bottini, anche lui soggetto ad una certa evoluzione verso un maggior coinvolgimento, al di là di una fredda accondiscendenza, sembra essere addirittura un terzo Oliveri, una perfetta simbiosi fra la pragmatica genialità di Giovanni e l’opportunistica strategia da vecchia volpe di Enrico, ennesimo trasformismo espresso dal Potere per garantirsi la sopravvivenza, nell’illusione della sua eternità.

“A chi esita” ( “An den Schwankenden”, Bertolt Brecht )

Dici:
per noi va male. Il buio cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze.
Ha preso una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno.
Le nostre parole d’ordine sono confuse.
Una parte delle nostre parole
le ha stravolte il nemico
fino a renderle irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso,
di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto?
Su chi contiamo ancora?
Siamo dei sopravvissuti, respinti,
via dalla corrente?
Resteremo indietro, senza comprendere
più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi.
Non aspettarti nessuna risposta
oltre la tua.

(Bertolt Brecht, 1898-1956)

Gerace Libro Aperto II Edizione

gerace-libro-aperto-ii-edizione-L-34ukfkMercoledì 24 aprile è stata presentata, presso la Sala-Biblioteca del Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, la II Edizione di Gerace Libro Aperto, rassegna regionale di editoria che si svolgerà dal 27 aprile al 1° maggio, su organizzazione dell’Amministrazione Comunale, con il patrocinio della Regione Calabria e della Provincia di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte, il Club Unesco e la Consulta Giovanile locale.
La kermesse, nata da un’idea di Città del Sole Edizioni e Franco Pancallo Editore, anche quest’anno si presenta come una manifestazione culturale ad ampio raggio, nell’intento di valorizzare la produzione libraria della Regione, ospitandone le realtà editoriali che hanno aderito alla proposta (Città del Sole Edizioni, Franco Pancallo, Rubbettino, Laruffa, Ferrari, Sabbiarossa, Disoblio, Coccole e Caccole, Nuove Edizioni Barbaro, Leonida Edizioni, ArtiGrafiche AGE, Angelo Laganà), le quali avranno a disposizione in qualità di spazi espositivi il chiostro del Complesso Monumentale di San Francesco d’Assisi, con apertura al pubblico a partire dalle ore 16 di sabato 27 aprile, mentre nei giorni seguenti l’orario sarà dalle ore 10 alle ore 21.

Gerace (RC)

Gerace (RC)

Il Museo Civico Archeologico di Gerace (Palazzo Tribuna), la Sala Conferenze del Centro Visita del Parco Nazionale d’Aspromonte (Complesso Monumentale S. Francesco d’Assisi), la Piazza delle Tre Chiese e altri scorci del centro storico cittadino, faranno da sfondo a presentazioni di libri, reading estemporanei, aperitivi letterari, esibizioni musicali e teatrali.
L’edizione 2013 di Gerace Libro Aperto potrà contare sulla collaborazione delle principali realtà dell’associazionismo culturale del territorio, quali il Caffè Letterario Mario La Cava, LocriTeatro, I Presìdi del Libro-Locride, l’Associazione Italiana Sommelier-Locride, e le associazioni culturali Anthesterie, Francesco Perri e Battente Italiana.
Anche gli alunni dell’Istituto Comprensivo Cinque Martiri di Gerace saranno coinvolti nella kermesse letteraria, partecipando a gare di lettura e rielaborazioni scritte e artistiche di testi, così come, insieme a tutti i bambini presenti, attraverso i giochi e lo spettacolo Il libro che amo di più, a cura di Francesco Tassone.
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gerace-libro-aperto-ii-edizione-L-H3OWZdSabato 27 aprile, Scuola Media Domenico Scoleri – Istituto Comprensivo Cinque Martiri di Gerace, ore 9.30: gara di lettura con gli alunni dell’Istituto Comprensivo. All’interno: presentazione del libro Mamma farfalla, di Daniela Valente, con le illustrazioni di Marcella Brancaforte ( Ed.Coccole e Caccole).
Ore 16: Apertura Esposizione Libraria (Chiostro Complesso Monumentale San Francesco d’Assisi). Ore 17, Sala Conferenze Centro Visita Parco Nazionale d’Aspromonte – Complesso Monumentale San Francesco d’Assisi: presentazione del Book Fotografico su Gerace di Angelo Laganà. Interverrà Luca Marturano (Consigliere Comunale di Gerace con delega alla Cultura), modererà Emanuela Ientile (Presidente Club Unesco di Gerace). Ore 18: Presentazione del libro Il tempo, il viaggio e lo spirito negli inediti di Edward Lear in Calabria, di Giuseppe F. Macrì (Ed. Laruffa). Dialogherà con l’autore Mara Rechichi. Ore 19: presentazione di Contro versa (Ed. Sabbiarossa), alla presenza di due delle dieci autrici, Doriana Righini e Giovanna Vingelli.

gerace-libro-aperto-ii-edizione-L-iIUVuKDomenica 28 aprile, durante tutta la giornata, Piazza delle Tre Chiese ospiterà vari reading estemporanei. Sala Conferenze Centro Visita Parco Nazionale d’Aspromonte – Complesso Monumentale San Francesco d’Assisi, ore 17: presentazione ufficiale della II edizione di Gerace Libro Aperto. Tavola rotonda con la partecipazione di tutti gli editori presenti all’evento e del sindaco della cittadina, Giuseppe Varacalli. Seguirà il dibattito Dialogo sulla letteratura calabrese tra mito e realtà, con Adele Cambria e Mimmo Gangemi. Modererà Maria Teresa D’Agostino. Ospite musicale: Francesco Loccisano.

gerace-libro-aperto-ii-edizione-L-pGvW12Lunedì 29 aprile, Sala Conferenze Museo Civico – Palazzo Tribuna, ore 17: presentazione di Gerace paradiso d’Europa, di Salvatore Gemelli (Ed. Pancallo). Relazione a cura di Ugo Mollica. Sala Conferenze Centro Visita Parco Nazionale d’Aspromonte – Complesso Monumentale San Francesco d’Assisi, ore 18: presentazione di La morale è il potere. Nietzsche interprete di Paolo, di Salvatore Bellantone (Ed. Disoblio). Modererà Maria Francesca Fassari (Presidente dell’Associazione Culturale Fenice dello Stretto). Interverranno, in presenza dell’autore, Antonio Giuseppe D’Agostino (Direttore cittametropolitana.it), Gianfranco Cordì (Ricercatore Università di Catania). Ore 19: presentazione di Calabria ribelle, di Giuseppe Trimarchi (Città del Sole Edizioni). Dialogherà con l’autore Margherita Catanzariti. Prevista l’esibizione musicale dei Loukritia.

gerace-libro-aperto-ii-edizione-L-ZUhhFdMartedì 30 aprile, Sala Conferenze Centro Visita Parco Nazionale d’Aspromonte – Complesso Monumentale San Francesco d’Assisi, ore 17: Presentazione di Senza targa, di Paola Bottero e Alessandro Russo (Ed. Sabbiarossa). Interverranno gli autori, con Patrizia Prestia. Esibizione del gruppo La Gurfata. Ore 18: Poetry reading e presentazione di Istruzioni per distruggere il vento, di Daniel Cundari (Rubbettino Editore). Esibizione dei musicisti Francesco Loccisano e Sandro Sottile. Introduzione a cura di Maria Teresa D’Agostino. Interventi: Emanuela Ientile. Ore 19: presentazione di Segui sempre il gatto bianco, di Margherita Catanzariti (Città del Sole Edizioni). Introduce: Maria Teresa D’Agostino. Esibizione di LocriTeatro. Saranno esposte le opere pittoriche di Diego Cataldo. A conclusione, concerto omaggio a Rosa Balestrieri di Peppe Platani e Manuela Cricelli.

gerace-libro-aperto-ii-edizione-L-SDRLtAMercoledì 1 maggio, Sala Conferenze Centro Visita Parco Nazionale d’Aspromonte – Complesso Monumentale San Francesco d’Assisi, ore 10: spettacolo e giochi per bambini Il libro che amo di più, a cura di Francesco Tassone. Ore 16.30: presentazione di La casa dell’assenza, di Ida Nucera (Città del Sole Edizioni) Intervento di Michele Trichilo (Diocesi di Locri-Gerace), modererà Rossella Scherl (Fimmìna Tv). Ospite musicale: Fabio Macagnino. Ore 17.30: presentazione di Calabria canta e piange, di Sharo Gambino (Nuove Edizioni Barbaro), con la partecipazione di Sergio Gambino e Otello Profazio. Interverranno: Gilberto Floriani (Direttore Sistema Bibliotecario Vibonese) e Roberto Leuzzi (Nuove Edizioni Barbaro). Ore 18.30: presentazione di Il sistema Reggio, di Claudio Cordova (Laruffa). Dialogherà con l’autore Gianluca Albanese (Direttore lentelocale.it). A conclusione: Ancora una scusa per restare (Città del Sole Edizioni), reading dell’autrice, Katia Colica, su musiche di Antonio Aprile.
Ore 20.30: chiusura manifestazione e saluti finali.

Informazioni:http://www.comune.gerace.rc.it/

Anna Proclemer (1923-2013)

Anna Proclemer

Anna Proclemer

Ci lascia l’attrice Anna Proclemer (Trento, 1923), morta a Roma la scorsa notte, come annunciato dalla figlia, Antonia Brancati, nata dal matrimonio con lo scrittore Vitaliano. E’ stata fra le nostre interpreti più eleganti e poliedriche, il cui stile recitativo era dotato di una caratterizzazione particolarmente “leggera”, mai ridondante o invasiva, ma allo stesso tempo autorevole, al pari della sempre notevole presenza scenica. Il teatro ha rappresentato certamente l’espressione più evidente della sua bravura (debuttò nel ‘42, Nostra Dea, di Massimo Bontempelli, diretta da Turri Vasile, presso il Teatro dell’Università di Roma), avendo recitato, fra gli altri, con il Teatro delle Arti di Anton Giulio Bragaglia, la compagnia di Ricci e dell’Idi, di Pagnani-Cervi; ha lavorato insieme a Vittorio Gassman e Luigi Squarzina al Teatro d’Arte ( dal ’52 al ’55) e, ancora, al Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Strehler, offrendo grandi prove in testi di Pirandello, George Bernard Shaw, Lillian Hellman e D’Annunzio.

Anche il cinema l’ha vista in vari in ruoli da protagonista, a volte col nome di Anna Vivaldi (Giorno di nozze, ’42, o Il birichino di papà, ’43, entrambi per la regia di Raffaello Matarazzo), intervallati da altri come valida comprimaria (Il marito in collegio, di Maurizio Lucidi, ‘77), eprimendo inoltre il suo talento in qualità di doppiatrice (per Greta Garbo, ad esempio, quando, intorno agli anni’50, venne eseguito il ridoppiaggio di titoli come Grand Hotel, ’32, Edmund Goulding, o Anna Karenina, ’35, Clarence Brown).
Ci ha regalato belle caratterizzazioni anche relativamente a varie realizzazioni televisive (sul piccolo schermo aveva esordito nel’59, con L’idiota, regia di Giacomo Vaccari, accanto a Giorgio Albertazzi), restando memorabile la sua interpretazione dell’istitutrice Annie Sullivan nella riduzione per la tv di Anna dei miracoli,’68, con la regia di Davide Montemurri.
Il suo ultimo ruolo cinematografico risale allo scorso anno, in Magnifica presenza, di Ferzan Özpetek, mentre nel 2011 le venne conferito il premio Alabarda d’oro alla carriera, per il teatro.

Il Maggio dei libri 2013

il-maggio-dei-libri-2013-L-arnA7sHa avuto inizio martedì 23 aprile, contemporaneamente alla Giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore, e proseguirà con la Festa del Libro sino al 31 maggio, Il Maggio dei Libri, la campagna nazionale, giunta alla III Edizione, promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO), che prevede come obiettivo primario sottolineare il valore sociale della lettura in quanto elemento chiave della crescita personale, culturale e civile. Si avvale inoltre del supporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dell’Unione delle Province d’Italia e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

il-maggio-dei-libri-2013-L-mY9yJlAccompagnata da tre claim che ne rappresentano lo spirito e sottintendono il potere evocativo dei libri e della lettura (Parti con noi, Fuggi con noi, Abbuffatevi), la campagna conferma l’approccio delle precedenti edizioni, volto a coinvolgere sia i “soliti” spazi propri del mondo dei libri (biblioteche, associazioni culturali, librerie), sia location inedite, come uffici postali (grazie alla partnership con Poste Italiane), supermercati (in collaborazione con Unicoop-Tirreno), treni (in collaborazione con Italo). Molto belle le varie iniziative, anche in forma di concorso, volte a stimolare la fantasia di studenti di tutte le età (Amo chi legge… e gli regalo un libro, Cartoline da un libro, É-BOOK, Leggere… mi piace, La valigia dei libri). Le adesioni sono ancora aperte, nuovi eventi si aggiungono quotidianamente e l’elenco completo può essere consultato sul sito http://www.ilmaggiodeilibri.it.

il-maggio-dei-libri-2013-L-We3QseAl termine della campagna, ai migliori progetti (suddivisi nelle cinque categorie: biblioteche, scuole, associazioni culturali, strutture sanitarie e di reinserimento, librerie) sarà assegnato il premio Il Maggio dei Libri 2013, riconoscimento che si propone di valorizzare l’impegno dei soggetti aderenti alla campagna nazionale.
Il premio è promosso dal Centro per il Libro e la Lettura (informazioni disponibili sul sito http://www.cepell.it).

Si rinnova infine il rapporto con il Salone del Libro di Torino, quest’anno incentrato su un importante appuntamento, in programma il 18 maggio, alle ore 18, all’Arena del Bookstock Village, quando verrà presentato il catalogo della mostra 1861-2011. L’Italia dei libri, prodotta dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comitato Italia 150, conclusasi durante la scorsa edizione de Il Maggio dei libri e che ne ripercorrerà il percorso, attraverso i 150 Grandi Libri che hanno scandito la storia del nostro paese, i 15 superlibri “fondativi”, i 15 personaggi il cui pensiero è diventato matrice della nostra identità di italiani, i protagonisti e i fenomeni del mondo editoriale. Nell’incontro sarà anche illustrato il portale Web sul quale ne avverrà la pubblicazione in formato elettronico, con un taglio prevalentemente didattico (realizzato con il coinvolgimento dell’Istituto Poligrafico dello Stato, dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e delle Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze).
il-maggio-dei-libri-2013-L-hWIz2H
Tutte le informazioni su come aderire alla campagna, i bandi dei concorsi e il calendario degli eventi confermati sono reperibili su http://www.ilmaggiodeilibri.it, mentre per contatti, condivisione di contenuti multimediali (immagini, video, racconti) e interazioni social, è attiva la pagina Facebook http://www.facebook.com/ilmaggiodeilibri. Ufficio stampa: Ex Libris Comunicazione Tel. 02 45475230, 334 6533015 ufficiostampa@ilmaggiodeilibri.it

Notizie da Cannes

Nicole Kidman

Nicole Kidman

Ecco i componenti della Giuria del 66mo Festival di Cannes, presieduta da Steven Spielberg, che dovranno giudicare i film presenti nella selezione ufficiale, assegnando la Palma d’Oro: le attrici Nicole Kidman e Vidya Balan, i registi Ang Lee, Naomi Kawase, Cristian Mungiu, Lynne Ramsay, ed infine gli attori Daniel Auteuil e Christoph Waltz.
Nei giorni scorsi sono stati resi noti i film inseriti nelle sezioni collaterali ed indipendenti della kermesse, la Quinzaine des réalisateurs e la Seimane de la Critique.
Riguardo la prima, giunta alla 45ma edizione, la pellicola d’apertura sarà The Congress, del regista istraeliano Ari Folman, quella di chiusura Henri, diretta da Yolande Moreau e prevede in cartellone i titoli che potete leggere di seguito.

notizie-da-cannes-L-_NzD5jLungometraggi: A Strange Course of Events (Raphaël Nadjari); Les Apaches (Thierry de Peretti); Après la nuit (Basil Da Cunha); Blue Ruin (Jeremy Saulnier); The Congress (Ari Folman); La Danza de la realidad (Alejandro Jodorowsky); L’Escale (Kaveh Bakhtiari); La Fille du 14 Juillet (Antonin Peretjatko); Henri (Yolande Moreau); Ilo Ilo (Anthony Chen); Jodorowsky’s Dune (Franck Pavich); Last Days on Mars (Ruairi Robinson); Les Garçons et Guillaume, à table! (Guillaume Gallienne); Magic Magic (Sebastian Silva); On the Job (Erik Matti); Le Géant égoïste (Clio Barnard); Tip Top (Serge Bozon); Ugly (Anurag Kashyap); Un voyageur (Marcel Ophüls); L’Eté des poissons volants (Marcela Said); We Are What We Are (Jim Mickle). Cortometraggi:Gambozinos (João Nicolau); Lágy Eső (Dénes Nagy); Le Quepa sur la vilni! (Yann Le Quellec); Man kann nicht auf einmal alles tun, aber man kann auf einmal alles lassen (Marie-Elsa Sgualdo); O umbra de nor (Radu Jude); Pouco mais de um mês (André Novais Oliveira); Que je tombe tout le temps ( Eduardo Williams); Solecito (Oscar Ruiz Navia); Swimmer (Lynne Ramsay).

notizie-da-cannes-L-nX4k2lPer quanto riguarda invece la Seimane de la Critique, alla sua 52ma edizione, sarà aperta da Suzanne, di Kaitel Katell Quillévéré, mentre tra i titoli del programma vi è anche il film d’esordio dei due registi siciliani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, Salvo.
Lungometraggi: Salvo (Fabio Grassadonia & Antonio Piazza, Italia/Francia); The Lunchbox (Dabba, Ritesh Batra, India/Francia/Germania); For Those in Peril ( Paul Wright, Inghilterra); Le Démantèlement (The Dismantlement, Sébastien Pilote, Canada); Nos héros sont morts ce soir (David Perrault, Francia); Los Dueños (Agustin Toscano & Ezequiel Radusky, Argentina); The Major (Yury Bykov, Russia). Cortometraggi: Vikingar ( Magali Magistry, Francia/Islanda); Agit Pop (Nicolas Pariser, Francia); Pátio (Ali Muritiba, Brasile); Come and Play (Komm und Spiel, Daria Belova, Germania); The Opportunist (David Lassiter, USA); Pleasure (Ninja Thyberg, Svezia); Océan (Emmanuel Laborie, Francia); Tau Seru (Rodd Rathjen, India/Australia); La lampe au beurre de Yak (HU Wei, Francia/Cina); Breathe me (Han Eun-young, Corea del sud). Proiezioni speciali: Ain’t Them Bodies Saints (David Lowery, USA); Les Rencontres d’après minuit (Yann Gonzalez, Francia).

Kim Novak (Wikipedia)

Kim Novak (Wikipedia)

A chiudere questo giro di news da Cannes, ospite d’onore del Festival sarà l’attrice Kim Novak, in occasione della proiezione, all’interno di Cannes Classics, della versione restaurata del film La donna che visse due volte (Vertigo, Alfred Hitchcock, ’58, tratto dal romanzo D’entre les morts,’54, autori Thomas Narcejac e Pierre Boileau), che la vide protagonista insieme a James Stewart.
Prenderà inoltre parte alla cerimonia di chiusura della kermesse francese, il 26 maggio, quando avrà luogo la consegna dei premi.