Archivi del mese: dicembre 2012

Ode al primo giorno dell’anno

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.

Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli: i giorni
sbattono le palpebre
chiari, tintinnanti, fuggiaschi,
e si appoggiano nella notte oscura.

Vedo l’ultimo
giorno
di questo
anno
in una ferrovia, verso le piogge
del distante arcipelago violetto,
e l’uomo
della macchina,
complicata come un orologio del cielo,
che china gli occhi
all’infinito
modello delle rotaie,
alle brillanti manovelle,
ai veloci vincoli del fuoco.

Oh conduttore di treni
sboccati
verso stazioni
nere della notte.
Questa fine dell’anno
senza donna e senza figli,
non è uguale a quello di ieri, a quello di domani?

Dalle vie
e dai sentieri
il primo giorno, la prima aurora
di un anno che comincia,
ha lo stesso ossidato
colore di treno di ferro:
e salutano gli esseri della strada,
le vacche, i villaggi,
nel vapore dell’alba,
senza sapere che si tratta
della porta dell’anno,
di un giorno scosso da campane,
fiorito con piume e garofani.

La terra non lo sa: accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.

Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Ti metteremo
come una torta
nella nostra vita,
ti infiammeremo
come un candelabro,
ti berremo
come un liquido topazio.

Giorno dell’anno nuovo,
giorno elettrico, fresco,
tutte le foglie escono verdi
dal tronco del tuo tempo.

Incoronaci
con acqua,
con gelsomini aperti,
con tutti gli aromi spiegati,
sì,
benché tu sia solo un giorno,
un povero giorno umano,
la tua aureola palpita
su tanti cuori stanchi
e sei,
oh giorno nuovo,
oh nuvola da venire,
pane mai visto,
torre permanente!

(Pablo Neruda, Oda al primer día del año, Tercer libro de odas, Terzo libro delle odi, 1957.Trad. Alessandra Mazzucco)

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Quentin Tarantino, Premio alla Carriera dal Festival di Roma

quentin-tarantino-premio-alla-carriera-dal-fe-L-HnHjcALa VII edizione del Festival Internazionale del Film di Roma assegnerà, il prossimo 4 gennaio, il Premio alla Carriera al regista Quentin Tarantino (foto), nell’ambito della serata di anteprima del suo atteso film Django Unchained, che vede fra gli interpreti Jamie Foxx, Leonardo Di Caprio, Christoph Waltz, Samuel L.Jackson e Kerry Washington, in uscita nelle sale italiane per il 17 gennaio, distribuito da Warner Bros Pictures Italia. A consegnare il premio sarà il maestro Ennio Morricone.

Mendicino Corto VII Edizione

Pmendicino-corto-vii-edizione-L-mDZwunrenderà il via stasera, venerdì 28 dicembre, a Mendicino (CS), alle ore 19.00, con la cerimonia d’apertura presso il cinema Aroldo Tieri, la VII Edizione di Mendicino Corto, Festival Internazionale del Cinema, per la direzione artistica di Franco Barca, mentre l’organizzazione è a cura dell’Associazione Culturale Don Ciccio Salvino, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Cosenza, Regione Calabria (Assessorato alla Cultura), Comune di Mendicino e di Cosenza, Fondazione Carime, Parrocchia San Nicola di Bari.La kermesse avrà la sua serata conclusiva venerdì 4 gennaio.
Di seguito, il programma:

Luca Fortino

Luca Fortino

Venerdì 28 dicembre, Cine teatro Aroldo Tieri, ore 19.00: cerimonia di apertura e presentazione del Festival. Ospiti gli attori Antonio Tallura e Francesco Reda, la produttrice cinematografica Anna Patrizia Uva e la piccola attrice Denise Sapìa. Modererà la serata Giulia Fresca. A seguire, la proiezione, in versione integrale, del film Tienimi stretto (già vincitore del premio Officine Calabria alla VI edizione di EIFF, Epizephiry International Film Festival, dove la piccola Denise ha anche ottenuto un Riconoscimento Speciale), regia di Luca Fortino, con Salvatore Lazzaro, Peppino Mazzotta, Annalisa Insardà, Vincenzo e Denise Sapìa, prodotto da Anna Patrizia Uva per Ali Libere.

Enzo Carone

Enzo Carone

Sabato 29 dicembre, Sala Consiliare di Mendicino (ex Filanda Gaudio), ore 19.00, presentazione del Premio Attilio Bossio, riservato ai registi calabresi, con proiezione del film Piacere … Io sono Piero!, di Enzo Carone, che sarà presente all’evento, insieme a due protagonisti del film, Antonio Tallura e Timeo Barca. A seguire premiazione dei vincitori.
Giovedì 3 gennaio, proiezione dei tre cortometraggi vincitori. A seguire, serata evento sulle comunicazioni sociali con proiezione del film 100 metri dal Paradiso, di Raffaele Verzillo, con Domenico Fortunato (entrambi saranno presenti in sala, insieme al direttore della fotografia, Blasco Giurato), Giorgio Colangeli, Giulia Passalacqua.

Venerdì 4 gennaio, ore 12.00, conferenza stampa nella Sala degli Specchi della Provincia. Cine teatro Aroldo Tieri, ore 19.00, serata di gala, presentata da Gianni Pellegrino, e assegnazione dei premi.

Charles Durning, versatile caratterista

Charles Durning

Charles Durning

Forse il suo nome non dirà nulla a molti, ma credo sia sufficiente soffermarsi un attimo sulla sua fotografia per rammentarne lo sguardo tagliente, da “duro”, o il fisico non propriamente agile, spesso prestato, con la nonchalance propria del bravo caratterista, ora a ruoli in divisa, ora a parti in commedie brillanti, assicurando in ambedue i casi una forte valenza scenica.
Una breve, necessaria, premessa, per introdurre la figura di Charles Durning, a volte noto anche come C. Durnham, che ci ha lasciati il 24 dicembre scorso, uno di quegli attori che si ricordano soprattutto per brevi ed incisive caratterizzazioni, come il tenente Snyder de La stangata (The Sting, George Roy Hill, ’73), a fianco dei protagonisti Robert Redford e Paul Newman, interpretazione che gli diede la notorietà, dopo aver debuttato nel ‘65 con Harvey Middleman, Fireman, di Ernest Pintoff.

Durning in "Mister Hula Hoop"

Durning in “Mister Hula Hoop”

Personalmente lo ricordo soprattutto come Waring Hudsucker in Mister Hula Hoop, ‘94 (The Hudsucker Proxy, dei fratelli Joel e Ethan Coen), irresistibile quando appare vestito da cherubino, dopo essersi suicidato ad inizio film, buttandosi giù dal 45esimo piano del suo grattacielo (con la scrivania aziendale a far da opportuna pista di lancio), anche se egualmente spassoso è il ruolo del padre di Julie/Jessica Lange, che in Tootsie (’82, Sidney Pollack), corteggia Dorothy/Michael (Dustin Hoffman) con gentile insistenza, propria di un gentiluomo vecchio stampo.

charles-durning-versatile-caratterista-L-PM16tkDurning ottenne due nomination all’ Oscar come miglior attore non protagonista, nell’82 e nell’83, quest’ultima per il ruolo del colonnello Erhardt in Essere o non essere, di Alan Johnson, e la prima grazie alla parte del Governatore nel musical Il più bel casino del Texas (The Best Little Whorehouse in Texas, ’82, Colin Higgins), dove sfoderava un’insospettabile grazia nelle movenze, memore del suo mestiere d’istruttore di danza in gioventù, tra i tanti impieghi svolti (cameriere, fabbro, ascensorista) per potersi pagare gli studi universitari, prima di debuttare in teatro sul finire degli anni ’50.

Un’altra nomination, ai Golden Globe Awards, l’aveva già ottenuta nel ’75, per il ruolo del sergente di polizia Moretti in Quel pomeriggio di un giorno da cani (Dog Day Afternoon, Sidney Lumet), mentre tra le sue ultime apparizioni, in alternanza tra piccolo e grande schermo, spesso in produzioni minori, si ricordano Fratello, dove sei ? (O Brother, Where Art Thou?, dei fratelli Coen), 2000, e Hollywood, Vermont, 2001, di David Mamet.

Un ricordo di Jack Klugman (1922-2012)

Colpi di fulmine

colpi-di-fulmine-L-yU1HMEProseguendo nell’opera di pulizia avviata lo scorso anno (Vacanze di Natale a Cortina), la Filmauro con Colpi di fulmine sembra decisa ad archiviare la solita farsa infarcita di gratuite volgarità e gag sempre più triviali, nascosta dietro la pseudo analisi di costume, innestata su una location esotica con fritto misto d’italiani in vacanza natalizia, tra cialtroni e brava gente d’ordinanza ed “arricchita”, infiine, dalla solita spolverata di “vip prezzemolo”. Affidando, in linea di continuità, la regia al fido Neri Parenti, anche tra gli autori dello script (insieme a Domenico Saverni, Alessandro Bencivenni e Volfango De Biase), il consueto canovaccio appena più studiato e levigato, si è così delineata una commedia, strutturata in due episodi separati l’uno dall’altro, incentrata sulla forza improvvisa dei sentimenti, il classico coup de foudre come da titolo, che può sconvolgere e cambiare da un momento all’altro la vita delle persone.

Christian De Sica

Christian De Sica

L’ispirazione arriva, oltre che dalle pellicole romantiche d’oltreoceano, dal vasto repertorio della nostra commedia anni ‘50, non ancora all’italiana, ma rientrante in quella corrente definita, inizialmente con toni dispregiativi, neorealismo rosa, imperniata più sul privato delle persone che sul sociale, affrancandosi dall’impegno civile e politico del neorealismo propriamente detto, filtrato da toni umoristici man mano preponderanti, evidenziati da scaramucce sentimentali o sapidi battibecchi. Per quanto si possa gradire lo sforzo e, forse, le buone intenzioni, il risultato non è del tutto convincente: è inutile ricalcare modelli e situazioni d’antan senza conferire un minimo di caratterizzazione, d’impronta personale, che non sia il ricorso a gag scontate e sguaiate, sfruttando una comicità di situazione sin troppo one man show (il primo episodio con Christian De Sica) o accordata, a livello cinematografico, superficialmente (il secondo, protagonisti Lillo e Greg), risentendo di una impostazione legata al piccolo schermo, da buona fiction televisiva, senza dimenticare, in entrambi i casi, gratuite e ruffiane escursioni in numeri da musicarello a completare il pastiche.

De Sica e Arisa

De Sica e Arisa

De Sica interpreta Alberto Benni, psichiatra in fuga, su consiglio del suo avvocato, da un accertamento della Guardia di Finanza (è innocente, ma teme di finire in galera prima di poterlo dimostrare), con indosso una tonaca da prete sottratta ad un paziente:giunto in un paesello del Trentino si sostituirà, dopo una serie di fortuiti accadimenti, al “collega” don Dino nella gestione della locale parrocchia, coadiuvato dalla perpetua Tina (Arisa) e dal sagrestano Oscar (Simone Barbato). Forte di un metodo “alternativo”, tra confessioni-seduta psichiatrica e liturgie canterine, il nostro sarà benvoluto da tutti, ma la sua vita cambierà quando incontrerà Angela (Luisa Ranieri, tutta occhi scintillanti e super sorriso), maresciallo dei Carabinieri, promessa sposa del sindaco. Ripreso il vecchio don Buro di Vacanze in America (’84, Carlo Vanzina), ripulito dall’intercalare e dai vezzi ciociari, anche se l’età dell’attore costringe ad un confronto con l’eguale travestimento del padre ne I due marescialli (’61, Bruno Corbucci), De Sica fatica non poco a gestire i tempi comici in totale solitudine (sugli apporti cinematografici di Arisa con parlata lucana e di Barbato mimo meglio soprassedere), cercando di contenere intemperanze gestuali e verbali.

Lillo & Greg

Lillo & Greg

Gli va comunque riconosciuta una generosità ai limiti del martirio, visto che anche regia e sceneggiatura lo abbandonano presto, per riprendere il loro ruolo nell’episodio successivo, Pygmalion “de’ noantri” dai ruoli rovesciati, con Greg nella parte di Ermete Maria Grilli, azzimato ambasciatore della Santa Sede (mutuato dalla figura dell’Alberto Sordi- Agostino de Il moralista, Giorgio Bianchi, ’59), il quale ricorre all’aiuto di Nando (Lillo), il suo autista, per “ripulirsi” dai modi affettati e conquistare il cuore della bella figliola di cui è innamorato, la pescivendola Adele Ventresca (Anna Foglietta), coatta doc, ispirata nelle movenze e nei tratti essenziali un po’ a Giovanna Ralli, un po’ alla Loren. Anche qui contorno di battute grevi, una comicità, non nuova, basata sul contrasto tra idioma italiano colto e romanesco de’ borgata, qualche accenno di satira alla gerarchia ecclesiastica (e più d’ uno sberleffo ad Habemus Papam, 2011, Nanni Moretti), anche se è doveroso riconoscere una cura maggiore rispetto alla prima storiella.

Anna Foglietta

Anna Foglietta

L’impressione finale è quella di un’operazione in stile “furbetti del quartierino”, nella consapevolezza d’ ottenere buoni incassi col minimo sforzo, in attesa di tempi migliori: una proiezione-test, per valutare su quale tipo di comicità investire definitivamente, se quella più cialtrona, avvalorata però da anni d’esperienza, di De Sica (pronto da tempo per ben altri ruoli, a mio avviso), e l’altra, in certo qual modo più incentrata sul reale rispetto dei tempi comici e su un complementare lavoro di spalla, espressa in tal caso dal duo Lillo & Greg.
Se, come si suole dire, ogni primo passo è l’inizio di un nuovo cammino, Colpi di fulmine ha allora fatto proprio il motto francese Tout casse, tout passe, tout lasse. Et tout se remplace , attuando una “rottamazione dolce”, in attesa, ci si augura, di poter ridare dignità e dimensione cinematografica ad a una commedia “sanamente popolare”, rispettosa in egual misura della voglia di divertimento del pubblico e della sua intelligenza.

Jerzy Skolimowski al Capalbio International Short Film Festival

Jerzy Skolimowski

Jerzy Skolimowski

Ha un nome, e un volto, il “misterioso pirata”’- grande autore internazionale annunciato come ospite della XIX edizione di Capalbio International Short Film Festival (28-31 dicembre): il regista e attore polacco Jerzy Skolimowski, vincitore, tra l’altro, dell’ Orso d’Oro al Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel ’67 con Le Depart, sarà infatti protagonista dell’evento Ghezzi incontra il Capitano Sparrow, che avrà luogo il 30 dicembre. Verrà inoltre proiettato il film d’esordio del regista, Rysopis (Segni particolari nessuno), realizzato nel ‘64 come saggio di fine corso della Scuola di Cinema di Lodz.