Archivi del mese: giugno 2012

Nastri d’ Argento 2012: Paolo Sorrentino regista del miglior film

Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino

In attesa della cerimonia ufficiale di consegna, in programma stasera al Teatro Antico di Taormina, la tradizionale Notte delle stelle, sono stati resi noti i vincitori dei Nastri d’Argento 2012, premio conferito dai giornalisti iscritti al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. Sinceramente mi ha un po’ stupito la vittoria di Verdone e del suo Posti in piedi in paradiso nella sezione “Miglior Commedia”, a mio avviso, come ho avuto modo di scrivere dopo aver visto il film, una pellicola piuttosto impacciata nel trovare un concreto amalgama tra umorismo, toni drammatici e riflessione sociale. E il personaggio della Ramazzotti non è certo tra le sue migliori interpretazioni. Speravo trovassero spazio il coraggio e la “sana” imperfezione de La kryptonite nella borsa, esordio alla regia dello sceneggiatore e scrittore Ivan Cotroneo, un film estremamente delicato nel guardare il mondo ad altezza di bambino, con una buona dose d’ironia e toni intimistici.

Regista del miglior film italiano: Paolo Sorrentino (This Must Be The Place).

Miglior regista esordiente: Francesco Bruni (Scialla!).

Migliore Commedia: Posti in piedi in paradiso, Carlo Verdone.

Miglior produttore: Domenico Procacci, per Diaz.

Miglior attrice protagonista: Micaela Ramazzotti (Posti in piedi in Paradiso, Il cuore grande delle ragazze).

Miglior attore protagonista: Pierfrancesco Favino (A.C.A.B. e Romanzo di una strage).

Miglior attore non protagonista: Marco Giallini (Posti in piedi in paradiso e A.C.A.B. ).

Miglior attrice non protagonista: Michela Cescon (Romanzo di una strage).

Miglior soggetto: Ferzan Ozpetek e Federica Pontremoli (Magnifica presenza).

Migliore sceneggiatura: Marco Tullio Giordana, Stefano Rulli e Sandro Petraglia (Romanzo di una strage).

Migliore fotografia: Luca Bigazzi (This Must Be the Place).

Migliore montaggio: Benni Atria (Diaz).

Migliore scenografia: Stefania Cella (This Must Be the Place).

Migliori costumi: Alessandro Lai (Magnifica presenza).

Migliore sonoro in presa diretta: Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini (Diaz).

Migliore colonna sonora: Franco Piersanti (Terraferma e Il primo uomo).

Migliore canzone originale: Love is requited, scritta da Michele Von Buren, composta ed arrangiata da Andrea Guerra e cantata da Elisa (Un giorno questo dolore ti sarà utile).

Miglior film europeo: The Artist, Michel Hazanavicius.

Miglior film extraeuropeo: Drive, Nicolas Winding Refn.

Nastro speciale dell’anno: Paolo e Vittorio Taviani (Cesare deve morire).

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Working Class, quarto appuntamento: Claudio Sottocornola e i cantautori

untitledSabato 30 giugno sarà disponibile in rete, sul sito http://www.claudiosottocornola-claude.com, la quarta e penultima sezione, Cantautori, del progetto Working Class, dal territorio al web, avviato lo scorso 31 marzo (Teenagers di ieri e di oggi) e proseguito poi ogni fine mese (Decenni e Anni ’60): Claudio Sottocornola si cimenta ora con l’interpretazione della canzone d’autore italiana, eseguendo, tra gli altri, brani quali Estate (Bruno Martino), Che temperamento (Enrico Ruggeri), Lontano lontano (Luigi Tenco), Senza fine (Gino Paoli), Il Paradiso (Battisti-Mogol), Rimmel (Francesco De Gregori), Alta Marea (Antonello Venditti), Caruso (Lucio Dalla), Nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno).

Tramite questa originale iniziativa il professore bergamasco ha quindi reso disponibili in rete cinque percorsi, scelti fra le famose lezioni-concerto tenute sul territorio fra Scuole, Terza Università, Centri Culturali e svariati luoghi del quotidiano, un “laboratorio” che sfrutta le potenzialità del web, ribadisce l’eclettismo creativo dell’artefice e certifica un itinerario di animazione culturale del territorio girato in presa diretta, “on the road”, da amici e spettatori che hanno assistito alle sue performance artistico-musicali:cinque live antologici, che spaziano fra canzoni e dissertazione storica, dall’analisi della condizione giovanile all’evoluzione dell’immagine femminile, approfondendo l’evoluzione sociale e del costume nel Secondo Novecento.

Ancora una volta è la canzone d’autore l’ambito privilegiato da Sottocornola, che affida alla sua visione ermeneutica del canto e della vocalità la rilettura di celebri brani, decisivi nel fotografare l’evoluzione di usi, costumi, sentimento e linguaggio della società italiana. A differenza di altri “filosofi del pop”, non teme il confronto con la musica leggera, diventandone egli stesso maschera e icona: ha infatti intitolato il progetto di archiviazione dei suoi incontri con il pubblico Working Class proprio per sottolineare il rapporto sul territorio fra musica, didattica, divulgazione ed espressione globale, a contatto con il pubblico vero e vario che affolla i luoghi del quotidiano.

L’iniziativa è supportata da Synpress 44, Terza Università, Scuole in Rete, CDpM, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (Sezione Bergamo), la rivista della scuola Ecole e Moltimedia Fattoria Digitale.
Working Class è inoltre l’occasione per rilanciare l’architettura del nuovo sito http://www.claudiosottocornola-claude.com, che propone sintesi e miscellanee delle varie ricerche fra musica, filosofia, immagini e poesia attuate negli anni da Sottocornola. Il quinto e ultimo appuntamento sarà martedì 31 luglio, con l’attesa analisi Immagine della donna e canzone.

Il dittatore

43Hafez Aladeen (Sacha Baron Cohen), regna con piglio dittatoriale lo stato nord africano di Wadiya dall’età di sette anni, dopo la morte del padre in un incidente di caccia. Il suo braccio destro, lo zio Tamir (Ben Kingsley), trama alle spalle, volendo stringere alleanza con i maggiori stati occidentali per lo sfruttamento dei pozzi petroliferi, piuttosto che investire nella costruzione di armi nucleari, come insiste invece il nipote, attirandosi le critiche dell’Onu, visto il diniego alle ispezioni sul territorio, tanto che il Consiglio Generale lo convocherà a New York per le opportune spiegazioni. Qui Tamir attua la sua congiura: fa rapire Aladeen, “mutilato” della barba come opportuno elemento di riconoscimento, e lo sostituisce con un sosia, il quale dovrà firmare a breve una costituzione democratica. Intanto, riuscito a fuggire, il nostro, dopo aver vagato per le strade della Grande Mela, si è trasformato da “supremo leader” a “supremo commesso”, nel negozio solidale dell’attivista Zoe (Anna Faris)…

Giunto con Il dittatore al quarto film in qualità di protagonista assoluto, il terzo con la regia di Larry Charles (Borat, 2006 e Bruno, 2009, mentre l’esordio del 2002, Ali G, è firmato da Mark Mylod), l’attore inglese Sacha Baron Cohen, anche sceneggiatore (insieme a Alec Berg, David Mandel e Jeff Schaffer, sulla base del romanzo Zabibah and the King di Saddam Hussein), tenta di dare ai suoi lavori per il grande schermo una connotazione più definita, che si distacchi in maniera netta dalle precedenti realizzazioni, debitrici in grande misura di quanto già portato in televisione. Per quanto mi riguarda, non posso fare a meno di nascondere la mia delusione e confesso di essere uscito dal cinema piuttosto stranito, ed anche abbastanza disturbato dalla visione: ciò che sulla carta mi era sembrata una satira, pur di grana grossa, si è invece palesata come un farsa vacuamente parodistica, influenzata nella sua impostazione complessiva, almeno a mio avviso, da certe pellicole tipiche degli anni ’80, in particolare quelle del “Trio ZAZ” (Jim Abrahams e i fratelli David e Jerry Zucker), senza però un minimo di coesione stilistica.

Inutile dire che tutto si regge sulle pur robuste spalle di Cohen, considerando gli scricchioli di regia e ancor più della sceneggiatura, specie nella seconda parte ambientata a New York: dopo un buon inizio nell’immaginaria Wadiya, con qualche tocco autentico e vagamente malinconico nella caratterizzazione del personaggio (la sua solitudine, per esempio, appena mitigata da fugaci rapporti, a pagamento, con star hollywoodiane come Megan Fox, rimpiazzata più efficacemente da un cuscino), l’esagerazione e l’insistenza su gag razziste, sessiste o comunque abbastanza volgari, finiscono per sfiancare; il tanto sbandierato “politicamente scorretto” diviene semplicemente “scorretto”, mi si perdoni il gioco di parole, facendo tutt’al più emergere il lato oscuro e becero di una goliardata che spesso e volentieri s’imbroda dei suoi stessi frizzi e lazzi.

Cavalcando quindi il cattivo gusto a piè sospinto, si fa fatica, parlo come personale sensazione, a sorridere, non dico a ridere, di certe “trovate” (dalla scoperta della masturbazione come alternativa al coito, scena debitrice di parecchi film adolescenziali, ad un parto con cellulare in vagina, ovviamente trillante in attesa di risposta), arrivando stancamente alla citazione finale, adeguata ai tempi, de Il grande dittatore di Charlie Chaplin ( ma i riferimenti cinefili sono tanti, da Harold Lloyd ai Fratelli Marx), con un discorso piuttosto ambiguo, nella sua mancanza di coerenza ideologica, a parte il solito vacuo sberleffo, sulla democrazia, americana in particolare, descritta come una sorta di dittatura vestita a festa, per cui meglio continuare a vivere tiranni e contenti, con moglie e prole, sotto l’aura protettrice dei diritti civili.

Consigliabile a quanti gradiscano il genere, che magari riusciranno a trovare nella pellicola i più reconditi significati: personalmente non mi arrendo e dalla mia trincea continuo a prediligere, oltre i citati classici cinematografici, opere letterarie quali Il prigioniero di Zenda, 1894, Anthony Hope, o la sua derivazione a fumetti, Topolino sosia di Re Sorcio (Mickey Mouse- The Monarch of Medioka, soggetto e matite di Floyd Gottfredson, sceneggiatura di Ted Osborne, strisce giornaliere sui quotidiani americani, dal 9 agosto 1937 al 5 febbraio 1938).

Addio a Nora Ephron

Nora Ephron

Nora Ephron

E’ morta a New York lo scorso 26 giugno Nora Ephron, regista e sceneggiatrice di commedie spesso baciate da grande successo, capace in entrambi i casi, pur senza slanci particolari, di dare un notevole risalto alle varie attrici, offrendo loro la possibilità di fornire una forte caratterizzazione ai personaggi interpretati, mediando tra sensibilità e forza d’animo.
Come dimenticare la scena dell’orgasmo simulato da Meg Ryan in Harry ti presento Sally (When Harry Met Sally…, 1989, film scritto dalla Ephron e diretto da Rob Reiner) di fronte ad un allibito Harry (Billy Crystal), che poco prima si vantava, tutto tronfio, delle proprie prestazioni amatorie?

Per questa sceneggiatura Nora Ephron aveva ottenuto una nomination all’Oscar, la terza dopo Silkwood, 1983, scritto insieme ad Alice Arlen, regia di Mike Nichols, e prima d’ Insonnia d’amore (Sleepes in Seattle, 1993), film del quale è stata anche regista, così come per Julie & Julia, 2009, o C’è posta per te (You’ve Got Mail, 1998) remake aggiornato ai tempi del web di un classico a firma Ernst Lubitsch, Scrivimi fermo posta (The Shop Around The Corner, 1940), mentre il suo esordio dietro la macchina da presa è del 2002, This Is My Life.

Prima di entrare nel mondo del cinema, dove, pur tra alti e bassi, a volte con qualche concessione di troppo al sentimentalismo, è riuscita comunque nell’intento d’aggiornare, con una certa efficacia, la classica commedia americana, in particolare quella incentrata sullo “scontro dei sessi”, alle ormai mutate condizioni di costume, la Ephron ha avuto dei trascorsi da giornalista:negli anni ’70 sposò il collega Carl Bernstein (l’autore, insieme a Bob Woodward del Washington Post, dell’inchiesta giornalistica che rivelò lo scandalo Watergate, portando alle dimissioni dell’allora presidente Richard Nixon), dal quale divorziò, scrivendo al riguardo un libro autobiografico, Heartburn (Affari di cuore, Feltrinelli), trasformato in film nel 1986, regia ancora di Nichols.Tra le sue recenti realizzazioni, olte al citato Julie & Julia, da ricordare anche Vita da strega (Bewitched, 2005), dall’omonima serie televisiva (1964-1972), mentre negli ultimi tempi stava lavorando al film Lost in Austen.

Riace in Festival III Edizione

LOCANDINA-RIACE-FESTIVAL6Si terrà dal 5 all’8 luglio la III Edizione di Riace in Festival, manifestazione culturale-cinematografica che si svolge nel piccolo borgo da cui prende il nome, in provincia di Reggio Calabria, nata cavalcando l’onda della politica d’ accoglienza e reinsediamento dei rifugiati e richiedenti asilo politico propria dell’amministrazione comunale del paese dei Bronzi.

La kermesse si articola in un concorso composto da quattro sezioni, Migranti e culture locali, La felicità (dedicata ai cortometraggi), Videoclip e Occhio sulla Calabria- Premio Gianluca Congiusta, con l’intenzione di presentare e concedere spazio a produzioni indipendenti legate ai temi delle migrazioni, della multicultura, del rapporto tra paesi ricchi e paesi poveri, con una particolare attenzione ad opere ambientate o riguardanti il bacino del Mediterraneo, luogo privilegiato di intreccio e confronto tra culture, lingue, religioni.

Attraverso l’universale linguaggio del cinema e delle arti, si vuole dunque promuovere lo scambio e la conoscenza reciproca, affinché si contrastino forme di chiusura e razzismo, richiamando l’attenzione sul percorso innovativo che l’amministrazione comunale di Riace ha avviato coniugando l’accoglienza dei migranti con il rilancio del proprio territorio, contribuendo a dare l’immagine di una Calabria inedita, immersa nel suo tradizionale percorso di cultura ed ospitalità.

Previsto un incontro col regista Emanuele Crialese a cura di Valentina Loiero, del quale verranno proiettati i film Terraferma, Premio speciale della Giuria alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, 2011, e Nuovomondo, premiato con il Leone d’argento alla Mostra del 2006.

Riace in Festival è organizzato da Comune di Riace, Rete dei Comuni Solidali, Associazione Città futura Don Giuseppe Puglisi, Asgi- Associazione per Gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, con la collaborazione di Asimmetrici Videoproduzioni (Locri), Rete Antirazzista (Catania), Legambiente Reggio Calabria, Associazione Gianluca Congiusta onlus (Siderno), Archivio delle Memorie Migranti (Roma), Associazione per la Pace (Milano), Associazione Lunaria (Roma), Fondazione Nuto Revelli (Cuneo), Associazione Thara Rothas (Milano), Agenzia Borghi Solidali di Pentedattilo, La Rete del Caffè Sospeso.
La direzione è stata curata da Vincenzo Caricari (Asimmetrici Videoproduzioni) e Chiara Sasso (Rete comuni solidali).

Di seguito il programma, rimandandovi per qualsiasi altra informazione al sito http://www.riaceinfestival.it .

Giovedì 5 luglio: Mediateca, ore 15 – 18:30, corso di formazione per legali e operatori, a cura dell’Associazione Studi Giuridici Immigrazione. Prima sessione:I minori stranieri non accompagnati.
Saluti di apertura del Sindaco di Riace, Domenico Lucano. Relatori: Nazzarena Zorzella (avvocato, Foro di Bologna), Luciano Trovato (Presidente Tribunale minorenni di Catanzaro), Roberto Di Bella (Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria), Antonella Prestia (avvocato, Foro di Catanzaro – ASGI), referente della C.N.C.A. (Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza) di Lamezia Terme. Modera Daniela Consoli (ASGI). Mediateca, ore 20:30: presentazione della Mostra Contaminazioni Mediterranee, a cura di Diego Cataldo (Docente di Discipline Pittoriche e Artista). Artisti espositori:Andrea Bono, Dario Passafaro, Emanuele Murdaca, Demetrio Giuffrè. Prevista una performance teatrale a cura di Vincenzo Marzano. Mediateca, ore 21:30: Occhio sulla Calabria – Premio Gianluca Congiusta: una panoramica sulle realtà calabresi che affrontano problematiche quotidiane legate alle migrazioni e al territorio. Premio intitolato alla memoria del giovane commerciante della Locride barbaramente ucciso dalla ‘ndrangheta nel 2005. Mediateca, ore 23:00: Concorso Videoclip musicali (con votazione del pubblico).

Venerdì 6 luglio: Mediateca, ore 9:30-13.30, Corso di formazione per legali e operatori, a cura dell’Associazione Studi Giuridici Immigrazione. Seconda sessione: la protezione internazionale. Relatori:Gianfranco Schiavone (Presidente ICS, direttivo ASGI), Lorenzo Trucco (presidente dell’ASGI e avvocato del Foro di Torino),Tonino Barberio (avvocato del Foro di Lamezia Terme, ASGI ). Modera Nicola Fiorita (Università di Cosenza). Mediateca, ore 16:30: Tra emigrazione e immigrazione, Storie di emigrazioni in Argentina. Relatori:Giuseppe Giudiceandrea, Assessore Provincia di Cosenza, Salvatore Monte, padre Scalabriano, Marco Ottavio Graziano e Mario Melfi, rispettivamente regista e sceneggiatore di Emigranti, che verrà proiettato alla fine della conferenza. Coordina Maurizio del Bufalo, Cinema e Diritti. Riace Marina, Centro polifunzionale scuola ore 18:30: in collaborazione con Riace Accoglie, A Sud di Lampedusa e La Rete del Caffè Sospeso, proiezione di Benvenuti in Italia di Aluk Amiri, Zakaria Mohamed Ali, Hevi Dilara, Mahamady Dera, Dagmawi Yimer, cinque cortometraggi scritti, girati e diretti da ragazze e ragazzi immigrati in Italia, un film-documentario in cinque episodi girato a dieci mani. Incontro con Zakaria Mohamed Ali, autore del documentario, a cura di Giovanni Maiolo. Mediateca, ore 21:30: proiezione di Il sangue verde, Andrea Segre, docufilm premiato alla Mostra del cinema di Venezia 2011. Relatori:Domenico Lucano, sindaco di Riace, Peppino Lavorato, già sindaco di Rosarno, modera Maria Teresa D’Agostino, giornalista di Calabria Ora. Mediateca, ore 22:30: Concorso cortometraggi La Felicità.

Sabato 7 luglio: Mediateca, ore 10:00, Ripartire dai “margini”, un ruolo possibile dei dis-abitati di ieri e di oggi.
Dalla Locride un manifesto per l’ospitalità dignitosa e sostenibile. Relatori:Antonella Tarpino, Fondazione Nuto Revelli-Marco Revelli, Storico; Silvia Passerini, Associazione Thara Rothas di Milano; Vito Teti, Antropologo; Ilario Ammendolia, già sindaco di Caulonia. Modera Tonino Perna. A seguire la proiezione di Il popolo che manca, Andrea Fenoglio e Diego Mometti. Mediateca, ore 17:00, Concorso cortometraggi e documentari: Migranti e Culture locali. Anfiteatro, ore 21:30: premiazione filmati vincitori ed incontro con il regista Emanuele Crialese a cura di Valentina Loiero.
Proiezione del film Terraferma.

Domenica 8 luglio: Mediateca, ore 11:00, presentazione del libro Sulla pelle viva, la lotta autorganizzata dei braccianti agricoli, di Devi Sacchetto, Gianluca Nigro, Mimmo Perrotta, Yvan Sagnet Nardò. Relatori:Yvan Sagnet Nardò, autore; Giuliano Ciapetti, Brigate di Solidarietà Attiva; Alfonso di Stefano, Rete Antirazzista catanese. Mediateca, ore 21:30: proiezione del film Nuovomondo.

Carta, penna e calamaio

carta-penna-e-calamaio-L-HGKA_1Papà, e allora?
E allora, figlio mio. Ci eravamo andati vicino. Ci vuole pazienza.
Cosa vogliamo fare! Perbacco!
Questo deve essere un cliente.
Non guardare. E’ capace che si mette in soggezione e non si ferma
”.
Papà, posso andare?
Un momento. Lei lo sa dove sta la stazione?
“ E chi ci c’entra la stazione? Sonjo vinuto per scrivere una lettera!”
Corri, va’!
“Una lettera de carta, sa’…”
E perché, le lettere si scrivono di porcellana?
“Eh, non si può sape’…”
Dunque. Lei è ignorante?
“Io? Sì.”
carta-penna-e-calamaio-L-jX1j3dBravo, bravo. Viva l’ignoranza! Tutti così dovrebbero essere…
“Eh…”
E se ha dei figliuoli, non li mandi a scuola, per carità!
“No, io figli nun tengo…”
Li faccia sguazzare nell’ignoranza!
“No, io tengo nu cumpare nipote: proprio per lui devo scrivere la lettera, sai…”
Bravo. A lui? Quanti anni ha questo compare?
“Tiene quarantacinque anni…”
Quarantacinque?. Eccola qua. Questa va benissimo”.
“E cos’è questa?”
No, vede: noi le lettere le scriviamo prima, di modo che, quando viene la persona…
carta-penna-e-calamaio-L-OtC2Po“None! Tu non sai che debbo scrivere qui dentro!”
Va beh, non vuol dire: guadagniamo tempo“.
“E che sai, li fatti miei?”
Ma scusi: lei m’ha detto che suo nipote compare ha quarantacinque anni…
“Eh, quarantacinque anni…”
Questa lettera io l’ho scritta tre anni fa per un signore che ne aveva quarantadue“.
“E stu signore che è? Lu cumpare mio?”
Non vuol dire! Ma gli va bene…
“None, paisa’, non me piace…”
Ma gli andrà bene…
“Ma none!”
La vuole da capo?
“Proprio da capo”.
carta-penna-e-calamaio-L-G3usGCScriviamola da capo. Lo facevo per lei: lei con questa lettera economizzava…La vuole nuova? Facciamola nuova!”
“Bravo”.
Siamo qui apposta… Dunque. Vuol dettare, per cortesia?
“Scrivi”.
Sì…
“Napole…”
Eh… Avanti… Napoli… eccetera eccetera eccetera… Sissignore“.
“Caro Giuseppe cumpare nipote…”
Beh… caro Giuseppe…
“E’ mio cumpare e mio nipote”.
Va be’, vuole che… Beh… Caro…
Caro…
Giuseppe…
“Cumpare…”
Compare nipote… sì… sì…
“A Napole… a Napole stocio facendo la vita de lu signore”.
A Napoli…
“Stocio facendo…”
Stocio… Stocio… Io stocio, tu stoci… Non esiste questo”.
“Non te piace stocio?”
Sto! Io sto! Che me fai scrivere?
“E’ più corto, eh…”
Me fai scrivere stocio… Ah, santo Iddio, come se fa… come se fa…
“ Paisa’, chistu lu vestito l’hai cumprato io, eh… e mu stai facendo cangiari i culuri, eh… Pago sempre io…”
carta-penna-e-calamaio-L-4HwWZMAh, bravo… bravo… Paga sempre lei: bravo! Peppeniello! Quelle pizze diventano due! Dica, dica…
“Alla sera me ne vaco a lu tabbarene…”
Bene. Alla sera me ne vado…
“Me ne vaco a lu tabbarene…”
Me ne vado…
“E me ne esco quanti chiode…”
Quanti chiodi?
“Quanti chiode. Ma che, sta chiovenno ignostro, paisa’?”
Quanto chiodo?
“Chiodo, sì: chiodono l’imposte, va’…”
Ah. Quando chiude!
Eh, dice chiodo… Chiude, chiude!
“E per questo…”
E per questo… Mi dica il pensiero, così…
“Mandame…”
carta-penna-e-calamaio-L-2EUn6nMandami…
“Nu poco de soldi…”
Per questo mandami un po’ di so…
“Perché nun tengo nemmeno li soldi per pagare la lettera a lu scrivano che me sta scrivendo la lettera presente…”
E poi?
“ E poi… Mettece li saluti… Ponto”.
Ma ch’e saluti e saluti!?
“E che?”
Ma che saluti e saluti!? Vai via, mascalzone! Vai via!
E ringrazia Dio che non tiro il calamaio perché mi serve!
“E che..”.
Chiodo… ponto… stace… Mi fa perdere del tempo inutilmente!
Papà, le pizze sono pronte: dammi i soldi”.
E che soldi e soldi? E che pizze e pizze? M’è passato l’appetito… Non voglio mangia’ più. Tieni, vai dal cavaliere e speriamo che anche stavolta ci aiuti!

Dialogo tra lo scrivano Felice Sciosciammocca(Totò), suo figlio Peppeniello (Franco Melidoni), in attesa dei soldi per poter comprare una “pizzella” e un villico (Leo Brandi ), il secondo cliente della giornata, volendo considerare nel novero un passante che si era fermato poco prima al tavolo per una semplice informazione: fame atavica, equivoci e spruzzi d’inchiostro, il film è Miseria e nobiltà, 1954, regia di Mario Mattoli, soggetto tratto dall’omonima commedia di Eduardo Scarpetta, 1888.

Taormina Film Fest 2012

taormina-film-fest-2012-L-aIfOoqPrenderà il via domani, venerdì 22 giugno, presso il Palacultura di Messina (città dove, nel 1955, nacque la prima edizione, allora Rassegna Cinematografica Internazionale), il 58mo Taormina Film Fest (Mario Sesti Direttore editoriale e Tiziana Rocca General Manager), con l’anteprima costituita dall’incontro I Castellitto: una famiglia d’autore, a cui parteciperanno Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini e Pietro Castellitto. L’inaugurazione vera e propria della kermesse avverrà sabato 23, affidata a Paola Cortellesi, mentre Sophia Loren sarà la madrina del Festival e Carlo Verdone interverrà alla serata finale, giovedì 28.

Sophia Loren

Sophia Loren

Con il Teatro Antico a far da scenario ad anteprime, proiezioni speciali, serate di solidarietà ed incontri, sempre restando nell’ambito del grande cinema a far da comune denominatore, quest’anno si porterà avanti una nuova idea di Festival, che verterà su differenti filoni: commedia, famiglia, horror e formazione, con in più una particolare sezione, Pre-visioni- lavori in corso, nella quale si racconteranno in anteprima le realizzazioni italiane della prossima stagione, presentate dagli autori (Fausto Brizzi, Michele Placido, Marco Risi, Massimiliano Bruno, Pupi Avati); prevista poi la proiezione di pellicole realizzate da filmmaker siciliani, ed un’altra interessante sezione, Il cinema sopra Taormina, dedicata ai film che hanno visto negli anni la cittadina siciliana come protagonista, tra cui L’altro piatto della bilancia, ’74, regia di Mario Colucci, mai uscito nelle sale causa problemi produttivi, con la coppia Philippe Leroy e Catherine Spaak, quest’ultima presente all’evento.

Non mancheranno le TaoClass, incontri con il pubblico ed importanti personaggi del cinema e della cultura (il primo appuntamento sarà con Jason Lewis) e i Campus per approfondire il cinema insieme ai suoi protagonisti, aperti a studenti, appassionati e giornalisti, mentre il Focus Russia proporrà una selezione di alcuni importanti titoli che si sono messi in luce nei festival internazionali degli ultimi anni, con un incontro cui prenderanno parte i registi presenti alla kermesse e l’attrice Xenia Rappoport, interprete del film Il giorno di Yuriev, regia di Kirill Serebrennikov, in programma insieme ad altre pellicole come Silent Souls e Cargo 200.

Carlo Verdone

Carlo Verdone

Tra le grandi anteprime del 58mo Taormina Film Fest, promosso, giova ricordarlo, dal Comitato Taormina Arte e sostenuto dall’Assessorato Regionale Turismo e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale Cinema, la commedia francese L’amore dura tre anni, esordio alla regia di Frédéric Beigbeder, oltre che adattamento del suo omonimo romanzo (pubblicato in Italia da Feltrinelli), nelle sale italiane dal 27 giugno, e la nuova produzione in 3D della Disney-Pixar, Ribelle-The Brave , da noi in uscita il 5 settembre.

Sergio Castellitto

Sergio Castellitto

Accanto al grande cinema nazionale ed internazionale e ai tanti ospiti, con vari omaggi (Lucio Dalla, Theo Angelopoulos, Terry Gilliam, tra gli altri) protagonista in tutte le serate sarà anche la solidarietà, con cinque progetti di beneficenza: la anteprima del 22 giugno sarà a sostegno della cittadina messinese di Giampilieri, sconvolta dall’ondata di fango nel 2009 e il pubblico potrà fare una donazione alla Sicilia Emergenze Volontari della Protezione Civile.
Il 23 giugno sarà la volta di Haiti:durante la serata di apertura presso il Teatro Antico di Taormina, sarà assegnato il premio Humanitarian Taormina Award a Padre Rick e il ricavato dei biglietti andrà a sostegno della Fondazione Rava per i terremotati dell’isola. Il 25 giugno la solidarietà tornerà in Sicilia, a favore del comune di San Fratello, colpito da numerose frane e smottamenti in questi anni; la serata in programma al Teatro Antico del 26 giugno sarà invece devoluta all’Unicef, mentre quella doppia del 27 e 28 giugno a favore dei terremotati dell’Emilia.

Info:www.taorminafilmfest.it