Archivi del mese: maggio 2011

“Racconto breve” III edizione: vince Giulia Catalano di Cittanova (RC)

Vasta partecipazione di pubblico e numerosi ospiti lo scorso sabato, 28 maggio, presso l’Auditorium del Palazzo della Cultura di Locri (RC), per la serata di premiazione della III edizione di Racconto breve, il concorso letterario in ricordo di Simone Esposito, rivolto da quest’anno agli studenti di tutta la provincia di Reggio Calabria, grazie anche al grande lavoro svolto dal comitato organizzatore, presieduto da Don Eugenio Fizzotti e composto da Angelo e Antonella Esposito, Silvana Pollichieni, Marcello Pezzano e Ugo Mollica, che ha portato anche alla nascita di nuove e significative collaborazioni con EnergiEcalabria e Libera.

La giuria tecnica composta da Ugo Mollica, Carmine Barbaro, Vilma Tamburrini, Manuela Campagna e Maria Marrara, anche portavoce del gruppo, ha designato come vincitrice assoluta Giulia Catalano, del liceo artistico di Cittanova, con il racconto Io non scappo più; al secondo posto Cesare Cuzzola, del Liceo Scientifico di Reggio Calabria, E nel silenzio diventarono amici, e al terzo Benedetta Maria Noto, del liceo socio-pedagogico Mazzini di Locri, Con gli occhi volti al cielo; menzionati Melania Musolino, Roberta Grupico e Maria Elena Romeo.

Ad aprire la serata, condotta con la consueta professionalità ed eleganza dalla giornalista Maria Teresa D’Agostino, il coro Santa Monica del circolo didattico De Amicis-Campanella di Locri che ha intonato Va pensiero dal Nabucco di Giuseppe Verdi, mentre subito dopo il neo eletto sindaco di Locri Giuseppe Lombardo, e il sindaco di Antonimina Luciano Pelle, patrocinatori della manifestazione, hanno portato al pubblico i loro saluti e l’apprezzamento per un’iniziativa volta a coinvolgere i giovani in maniera concreta e costruttiva; il violinista Gabriele Campagna e la pianista Federica Volante, due giovani e qualificati artisti di Roma, hanno dato dimostrazione della loro bravura, eseguendo brani di Astor Piazzolla, Ennio Morricone e Ciaikovski, ricevendo un omaggio da parte dell’editore di Rtv, Eduardo Lamberti Castronuovo, ospite della serata; Gabriele, in particolare, ha accolto con grande partecipazione l’invito di Angelo e Antonella Esposito, in quanto aveva avuto modo di conoscere, seppur per brevissimo tempo e purtroppo nella malattia, il giovane Simone, riportando di lui un caro e indelebile ricordo.

Con EnergiECalabria è stata creata una nuova sezione, destinata agli studenti delle medie, sul tema del rispetto delle regole da esprimere attraverso il tradizionale racconto breve oppure il cortometraggio, illustrata dal suo presidente, Antonio Pezzano: relativamente ai racconti, la giuria (Valeria Buccisano, Alessandra Fragomeni, Francesco Riggitano, Giovanni Scarfò e Giuseppe Pellegrino) ha assegnato il primo posto al gruppo di lavoro composto da Chiara Femia, Martina Galluzzo, Alessandra Lecce e Maria Lorenza Petrolo, dell’istituto comprensivo di Gioiosa Jonica-Grotteria; secondo posto a Miriam Talladira, dell’istituto comprensivo di Ardore; terzo a Michele Bruzzese dell’istituto Pedullà di Siderno; menzione per Giuseppe Miglieri, Alfonso Olivieri e Cristiano Spanò, tutti dell’istituto comprensivo di Ardore, mentre riguardo gli audiovisivi la giuria (Antonio Ciano, Cristina Briguglio, Debora Cartisano, Vittorio Zannino e Bernardo Migliaccio Spina), ha così deciso: al primo posto si è piazzato il corto realizzato dalla III B di Campo Calabro centro; al secondo, la terza classe della scuola media di Scilla; e, al terzo, Andrea Tassone e Antonio Rispoli della Maresca di Locri.

Per il secondo anno, è stato assegnato il Premio testimonianza, patrocinato dall’associazione volontari donatori sangue per i talassemici di Locri, riconoscimento consegnato dal dottore Mammì, a Valentina Monteleone, della frazione San Nicola del comune di Antonimina, una giovane studentessa che assiste Stefania, costretta sulla sedia a rotelle: tra di loro è nato un legame autentico e profondo; un premio speciale, tra i racconti finalisti, è stato assegnato dalla giuria di giornalisti (Emanuela Alvaro, Aristide Bava, Domenica Bumbaca, Rosario Condarcuri, Maria Teresa Criniti, Emanuela Ientile, Raffaella Rinaldis, Enzo Romeo e Antonio Tassone), che ha decretato la vittoria di Ilaria Piromalli, del liceo classico “I. Oliveti” di Locri, con Aida come sei bella.

Premiati anche gli studenti del liceo artistico Pitagora di Siderno e dell’istituto d’arte Panetta di Locri, che guidati dalle docenti Maria Garganese e Sara Parlongo, si sono cimentati nell’estemporanea di pittura: ad assegnare i premi la giuria composta da Maria Patti, Marò D’Agostino e Leonardo Arone; il primo posto è andato ad Adelaide D’Agostino, il secondo a Francesca Coniglio e il terzo a Eugenio Glioti, menzionati Marina Focà e Stefania Romeo; nella la parte finale della serata hanno commosso le parole di speranza espresse del vescovo di Locri-Gerace, Monsignor Morosini, mentre i genitori di Simone, Angelo e Antonella, che hanno ricevuto in omaggio un quadro ricordo dell’artista Sara Parlongo, comprensibilmente commossi, hanno voluto ringraziare il pubblico, gli ospiti e, soprattutto, i ragazzi partecipanti, vero motore dell’intera manifestazione e forte segnale di speranza per un futuro dove parole come solidarietà e rispetto delle regole possano trovare sempre più salde radici.

Annunci

Nastri d’Argento 2011: le nomination

432Si è svolta ieri sera, venerdì 27 maggio a Roma, presso Villa Medici, sede dell’ Académie de France, la serata dedicata alle nomination per i Nastri d’Argento 2011, 65ma edizione, i premi assegnati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI), con lo scopo di valorizzare il cinema italiano e le sue professionalità; la cerimonia di premiazione, la Notte delle Stelle, si svolgerà al Teatro Antico di Taormina, sabato 25 giugno.

Nell’elenco, le ormai consuete cinquine per ogni categoria, con in testa Habemus Papam di Nanni Moretti, sette nomination, risalta un certo equilibrio tra le commedie (dal 2010 è stata istituita un’apposita categoria al riguardo, quella, appunto della “miglior commedia”) e il cinema autoriale, cui è stata dedicata molta attenzione, come testimoniano il Nastro Speciale dell’anno, attribuito a Noi credevamo di Mario Martone, il Nastro del 65mo conferito a Pupi Avati per Una sconfinata giovinezza, premiando il coraggio del regista nell’ “affrontare con delicatezza e straordinaria intensità un tema personale e sociale importante, cinematograficamente inedito” o, infine, la Menzione Speciale a Giuseppe Tornatore per L’ultimo Gattopardo: Ritratto di Goffredo Lombardo.

Con rammarico ho notato nell’elenco delle attrici non protagoniste l’ assenza di Giovanna Ralli, tra le più brave e poliedriche interpreti del nostro cinema: il “siparietto” in Immaturi con Ricky Memphis e Maurizio Mattioli (nominati per questo film come migliori attori non protagonisti), è tra le parti più riuscite della pellicola, se non la più riuscita, grazie anche alla felice combinazione di dolcezza e sottile ironia che la Ralli ha saputo conferire al suo personaggio di madre.

Regista del miglior film italiano: Nanni Moretti (Habemus Papam); Saverio Costanzo (La solitudine dei numeri primi); Pasquale Scimeca (Malavoglia); Marco Bellocchio (Sorelle mai); Claudio Cupellini (Una vita tranquilla).

Miglior regista esordiente: Edoardo Leo (18 anni dopo); Aureliano Amadei ( 20 sigarette); Alice Rohrwacher (Corpo celeste); Ascanio Celestini (La pecora nera); Massimiliano Bruno (Nessuno mi può giudicare).

Nastro Speciale-Commedia:Luca Miniero (Benvenuti al Sud); Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo (Boris il film);Gennaro Nunziante (Che bella giornata); Fausto Brizzi (Femmine contro Maschi); Gianni Di Gregorio (Gianni e le donne); Paolo Genovese (Immaturi e La banda dei Babbi Natale); Lucio Pellegrini (La vita facile); Fausto Brizzi ( Maschi contro Femmine); Massimiliano Bruno (Nessuno mi può giudicare); Giulio Manfredonia (Qualunquemente); Giovanni Albanese (Senza arte né parte).

Miglior produttore: Tilde Corsi, Gianni Romoli e Claudio Bonivento (20 sigarette; “in collaborazione con Rai Cinema”; Benvenuti al Sud “Medusa con Cattleya”); Pietro Valsecchi (Che bella giornata); Nanni Moretti e Domenico Procacci (Habemus Papam); Fabrizio Mosca (Una vita tranquilla e Into Paradiso).

Miglior attrice protagonista: Isabella Ragonese (Il primo incarico); Angela Finocchiaro (La banda dei Babbi Natale e Benvenuti al Sud); Alba Rohrwacher (La solitudine dei numeri primi); Donatella Finocchiaro (Manuale d’Amore 3 e Sorelle mai); Paola Cortellesi (Nessuno mi può giudicare e Maschi contro Femmine).

Miglior attore protagonista: Claudio Bisio e Alessandro Siani (Benvenuti al Sud); Raoul Bova (Nessuno mi può giudicare); Emilio Solfrizzi (Se sei così, ti dico sì); Toni Servillo (Una vita tranquilla e Il gioiellino); Kim Rossi Stuart (Vallanzasca – Gli angeli del male).

Miglior attore non protagonista:Rocco Papaleo (Che bella giornata);Geppy Gleijeses (Gorbaciof); Ricky Memphis e Maurizio Mattioli (Immaturi);Giorgio Colangeli (La donna della mia vita e Tatanka); Giuseppe Battiston (La passione, Figli delle stelle e Senza arte né parte).

Miglior attrice non protagonista: Valentina Lodovini (Benvenuti al Sud); Carolina Crescentini (Boris il film e 20 sigarette); Anita Caprioli e Pasqualina Scuncia (Corpo celeste); Marta Gastini (Il rito); Anna Foglietta (Nessuno mi può giudicare).

Miglior soggetto:Nanni Moretti, Federica Pontremoli e Francesco Piccolo (Habemus Papam); Roberta Torre (I baci mai dati); Paolo Genovese (Immaturi); Pupi Avati (Una sconfinata giovinezza); Filippo Gravino (Una vita tranquilla).

Migliore sceneggiatura: Massimo Gaudioso (Benvenuti al Sud); Antonio Capuano (L’amore buio); Pasquale Scimeca, Nennella Buonaiuto e Tonino Guerra (Malavoglia); Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone e Fausto Brizzi (Nessuno mi può giudicare);Daniele Gaglianone (Pietro).

Migliore fotografia: Alessandro Pesci (Habemus Papam); Fabio Cianchetti ( La solitudine dei numeri primi); Duccio Cimatti (Malavoglia); Michele Paradisi (Tatanka); Arnaldo Catinari ( Vallanzasca – Gli angeli del male).

Migliore montaggio: Marco Spoletini ( Corpo celeste e La banda dei Babbi Natale); Jacopo Quadri (Gangor); Esmeralda Calabria ( Habemus Papam); Francesca Calvelli (Sorelle mai e La solitudine dei numeri primi); Consuelo Catucci ( Vallanzasca – Gli angeli del male).

Migliore scenografia: Francesco Frigeri (Amici Miei – Come tutto ebbe inizio); Paola Bizzarri ( Habemus Papam); Sabrina Balestra (Il primo incarico); Antonello Geleng e Marina Pinzuti Ansolini ( La solitudine dei numeri primi); Giuliano Pannuti (Una sconfinata giovinezza).

Migliori costumi:Alfonsina Lettieri (Amici Miei – Come tutto ebbe inizio); Lina Nerli Taviani (Habemus Papam); Loredana Buscemi (I baci mai dati); Francesca Sartori ( La passione); Roberto Chiocchi (Qualunquemente).

Migliore sonoro in presa diretta: Mario Iaquone ( Il gioiellino e 20 sigarette); Emanuele Cecere (L’amore buio); Valentino Gianni (La vita facile); Maricetta Lombardo (Malavoglia); Vito Martinelli ( Pietro e Tatanka).

Migliore colonna sonora: Carlo Siliotto ( Il padre e lo straniero); Massimiliano Pani e Franco Serafini ( La banda dei Babbi Natale); Francesco Sàrcina e Paolo Buonvino (La scuola è finita); Pasquale Catalano (La versione di Barney e L’amore buio); Negramaro (Vallanzasca – Gli angeli del male)

Migliore canzone originale: Checco Zalone (Che bella giornata); Gaetano Curreri, Vasco Rossi e Noemi ( Femmine contro Maschi); Alex Britti ( Immaturi); Raphael Gualazzi (Manuale d’Amore 3); Francesco Cerasi, Emilio Solfrizzi e Alessio Bonomo ( Se sei così, ti dico sì).

Miglior film europeo:Mike Leigh (Another Year); Tom Hooper ( Il discorso del re); Susanne Bier (In un mondo migliore); François Ozon ( Potiche – La bella statuina); Xavier Beauvois (Uomini di Dio).

Miglior film extraeuropeo: Clint Eastwood (Hereafter); Darren Aronofsky ( Il cigno nero); Christopher Nolan ( Inception); David Fincher ( The Social Network); Debra Granik ( Un gelido inverno).


Nastro speciale dell’anno 2011: Mario Martone ( Noi credevamo); Nastro d’argento alla carriera: Emidio Greco, Fulvio Lucisano e Marina Piperno; Nastro speciale del 65mo: Pupi Avati ( Una sconfinata giovinezza); Menzione speciale:Giuseppe Tornatore ( L’ultimo Gattopardo: Ritratto di Goffredo Lombardo).

Agente 007-Dalla Russia con amore (From Russia With Love, 1963)

55Secondo film della saga di James Bond, agente segreto inglese, sigla identificativa 007, creato dallo scrittore Ian Fleming nel ’52, Dalla Russia con amore conferma la stessa squadra del film d’esordio, di un anno precedente, Licenza d’uccidere (Dr.No), regista Terence Young, Johanna Harwood, Richard Maibaum sceneggiatori, e Sean Connery nei panni del protagonista.

Il plot narrativo, basato sul quinto romanzo della serie, ruota intorno ad una misteriosa macchina decifratrice, il lektor, in possesso della Russia, sulla quale vorrebbe mettere le mani la temibile organizzazione criminale Spectre, sfruttando il clima di guerra fredda tra le superpotenze: il piano messo in atto è di far credere, tramite una transfuga del Kgb, Rosa Klebb (Lotte Lenya), ad una segretaria dell’ambasciata russa, Tatiana Romanova (Daniela Bianchi), di lavorare per il suo paese, convincendola ad avvicinare Bond e dichiarare di essere disposta a cedergli il misterioso congegno; ma il servizio segreto inglese sente odor d’inganno ed invia 007 in missione ad Istanbul, dove potrà contare sull’appoggio di Ali Kerim Bey (Pedro Armendariz)…

Il maggior budget messo a disposizione dai produttori Harry Saltzman e Albert R.Broccoli, dà vita ad una pellicola meglio definita e articolata rispetto all’antecedente, una felice combinazione, “agitata, non mescolata”, di suspense, spionaggio, ironia, romanticismo ed erotismo, vuoi, in primo luogo, per il fascino visivo delle location, da Venezia, punto di partenza e di chiusura dell’intreccio, passando per Istanbul dove si svolge gran parte dell’azione, sino ad un viaggio a bordo dell’Orient Express che contribuisce a conferire al film un fascino particolare, vuoi, in secondo luogo, per una regia abbastanza “agile”, che riesce a dosare abilmente, con ritmo sostenuto, i vari colpi di scena, alternandoli a qualche digressione lungo il cammino e ovviando contemporaneamente a varie incongruenze, conferendo infine un gradito tocco di realismo a quella stilizzazione che prenderà forma definitiva, quasi virtuosistica, nelle successive realizzazioni.

Compaiono qui, per la prima volta, la sequenza prima dei titoli di testa (l’uccisione del finto Bond), il personaggio di Q (Desmond Llewelyn) a consegnare uno dei primi “aggeggi”, la valigetta dotata di caricatori, un coltello da lancio, un fucile di precisione smontabile e 50 sovrane d’oro, dalla serratura a prova di manomissione e che avrà un ruolo da protagonista, ed infine, per quanto inquadrato solo ad altezza busto, nel gesto di accarezzare un gatto soriano, il N. 1 della Spectre, Blofeld, interpretato da Anthony Dawson, non accreditato nei titoli di coda. Da incorniciare l’interpretazione di Connery, ormai calatosi nel ruolo, sornione, elegante, tutto humour anglosassone ed invidiabile fair play, per quanto spesso cinico e brutale, a far fede alla “licenza d’uccidere” attribuitagli dal doppio zero, affascinante uomo di mondo, capace di riconoscere un nemico a tavola, viste le poco felici combinazioni gastronomiche di questi (il vino rosso abbinato al pesce…), e irresistibile tombeur de femmes, insieme a quella della stupenda e brava Daniela Bianchi, innamorata alleata, senza dimenticare le felici caratterizzazioni offerte da Armendariz (malato di cancro si suicidò dopo le riprese), Lenya, perfidamente e sottilmente ambigua, e da Robert Shaw, biondo e glaciale sicario.

Certo, non vi è l’azione frenetica degli action attuali, “trucchi” ed effetti speciali fanno sorridere, qualche contenuto in tempi di politically correct può essere moralmente discutibile, ma l’ eleganza, la capacità di coinvolgimento, le citate prove attoriali, la solida trama e la sua complessiva plausibilità, elevandosi a cifra stilistica, mi spingono ad affermare che From Russia With Love ancora oggi possa dare dei punti a più di un “moderno” blockbuster.

64mo Festival di Cannes: Palma d’oro a Terrence Malick

111Quanto era nell’aria ormai da qualche giorno riguardo l’assegnazione della Palma d’Oro al 64mo Festival di Cannes ha trovato conferma: la giuria presieduta da Robert de Niro ha premiato The Tree of Life di Terrence Malick (nella foto una scena con il protagonista, Brad Pitt). Ex-aequo per il Gran Premio della giuria, conferito ai fratelli Dardenne, Il ragazzo con la bicicletta e al regista turco Nuri Bilge Ceylan, Once Upon a Time in Anatolia.

Premio per la regia a Nicolas Winding-Refn, Drive, mentre quello per la sceneggiatura va a Joseph Cedar, Hearat Shulayim.Kirsten Dunst, Melancholia, del “non gradito” Lars Von Trier e Jean Dujardin, The Artist di Michel Hazanavicius, sono, rispettivamente miglior attrice e miglior attore.

Niente “arrivano i nostri”: Habemus Papam di Moretti e This Must Be a Place di Sorrentino, per quanto proposte certamente di qualità, l’interessante Corpo celeste, esordio alla regia di Alice Rohrwacher (Certain Regard), tornano a casa a mani vuote, anche se Michel Piccoli e Sean Penn avrebbero di certo meritato un riconoscimento per la loro interpretazione; avendo visto e apprezzato il film di Moretti, azzardo nel pensare che forse non è stata compresa o comunque apprezzata l’inedita “leggerezza”, la trasformazione o, meglio l’evoluzione dell’autore, rispetto a certi furori iconoclasti, il contrasto tra il proprio io e il resto del mondo, verso un distacco cercato e voluto nel voler semplicemente visualizzare, rappresentando un determinato evento limite e le sue conseguenze, il vuoto di valori e la ricerca di effettive certezze da parte di un’umanità allo sbando, con l’esigenza di una Chiesa più comunità e meno istituzione; per Sorrentino, invece, in attesa della sua uscita nelle sale posso solo ipotizzare, sulla carta, che l’espressa potenzialità di mettere in atto qualcosa di nuovo nel proprio percorso autoriale non abbia raggiunto ancora una fattiva concretizzazione. Di seguito, l’elenco dei premi.

Palma d’Oro per il miglior film: Terrence Malick, The Tree of Life

Grand Prix: Ex- aequo Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne, Il ragazzo con la bicicletta; Nuri Bilge Ceylan, Once Upon a Time in Anatolia

Prix Du Jury: Maïwenn Le Besco, Polisse

Miglior attrice:Kirsten Dunst, Melancholia

Miglior attore: Jean Dujardin, The Artist

Miglior regia: Nicolas Winding Refn, Drive

Miglior sceneggiatura: Joseph Cedar, Hearat Shulayim

Camera d’or: Pablo Giorgelli, Las acacias

Un Certain Regard: Ex- aequo Kim Ki-duk, Arirang; Andreas Dresen, Halt auf freier Strecke

Un Certain Regard Premio della Giuria: Andrei Zvyagintsev, Elena

Un Certain Regard Premio Speciale per la regia:Mohammad Rasoulof, Bé Omid é Didar

Queer Palm: Oliver Hermanus, Skoonheid

“Racconto breve” III edizione, il 28 maggio la cerimonia di premiazione a Locri

Avrà luogo sabato 28 maggio, alle ore 18:00, presso l’Auditorium del Palazzo della Cultura di Locri (RC), la cerimonia di premiazione dei vincitori della terza edizione di Racconto breve, concorso letterario rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori in ricordo di Simone Esposito, esteso da quest’anno a tutta la provincia di Reggio Calabria, grazie al lavoro svolto dal comitato organizzatore, presieduto da Don Eugenio Fizzotti e composto da Angelo e Antonella Esposito, Silvana Pollichieni, Marcello Pezzano e Ugo Mollica, e che ha visto ancora una volta una grande partecipazione, con ben 133 racconti pervenuti in totale, e 10 video prodotti, provenienti dalle scuole della Locride, della Piana e di Reggio.

Diversa la composizione delle giurie, come ho avuto modo già di scrivere in precedenti articoli su questo blog, a seconda che si trattasse di decidere il vincitore tra quanti hanno inviato un racconto di massimo cinque cartelle sui temi della solidarietà, amicizia e rispetto per l’altro (Ugo Mollica, Carmine Barbaro, Vilma Tamburrini, Maria Marrara e Manuela Campagna), valutare i racconti sull’importanza del rispetto delle regole, nell’ambito della sezione di EnergieCalabria (Valeria Buccisano, Alessandra Fragomeni, Giuseppe Pellegrino, Francesco Riggitano, Giovanni Scarfò), o, infine, esaminare, sempre sul tema delle regole, gli audiovisivi (Antonio Ciano, Cristina Briguglio, Debora Cartisano, Bernardo Migliaccio Spina e Vittorio Zannino).

Un premio speciale tra tutti i finalisti verà poi assegnato dalla giuria di giornalisti composta da Emanuela Alvaro, Aristide Bava, Domenica Bumbaca, Rosario Condarcuri, Maria Teresa Criniti, Emanuela Ientile, Raffaella Rinaldis, Enzo Romeo e Antonio Tassone. I nomi dei vincitori saranno resi noti nel corso della manifestazione, segnalando al riguardo l’assegnazione del Premio testimonianza, per il secondo anno, destinato a uno studente non maggiorenne, che si sia distinto per particolari gesti di bontà e solidarietà.

Interverranno alla serata, che sarà condotta dalla giornalista Maria Teresa D’Agostino, il vescovo della Diocesi di Locri-Gerace Monsignor Morosini, il sindaco di Locri Giuseppe Lombardo, il sindaco di Antonimina Luciano Pelle e il presidente di EnergieCalabria Antonio Pezzano; gli intermezzi musicali saranno curati dal Coro della scuola primaria Santa Monica di Locri e da due musicisti in veste di ospiti speciali, il violinista Gabriele Campagna e la pianista Federica Volante, mentre i lavori dell’estemporanea di pittura, che si svolge oggi, domenica 22 maggio, saranno esposti il giorno stesso della premiazione, all’ingresso del sopra citato Palazzo della Cultura.
Maggiori informazioni al sito http://www.simoesposito.com.

Brevi da Cannes, in attesa della Palma d’Oro

34In attesa dell’ assegnazione della Palma d’oro, dal 64mo Festival di Cannes arrivano notizie sui premi collaterali, relativi alle varie sezioni, come il curioso Palme Dog, riconoscimento cinofilo (e qui i giochi di parole…) istituito nel 2011 dal giornalista inglese Tobby Rose, assegnato al terrier Uggy (foto), che accompagna le gesta di Jean Dujardin, protagonista dell’acclamato e insolito film muto The Artist, Michel Hazanavicius; riconoscimento anche per Laika, meticcia presente in Le Havre, Aki Kaurismaki.

Nell’ambito della Quinzaine, Bouli Lanners, Les Géants, porta a casa il premio CICAE, conferito dagli esercenti indipendenti, e il premio SACD, assegnato dalla società francese che gestisce i diritti d’autore, mentre il Label Europa Cinemas va a Atmen, Karl Markovics; Paolo Sorrentino, This must be the place, ha vinto il Premio Ecumenico mentre due menzioni sono andate al sopra citato film di Aki Kaurismaki e alla pelllicola di Nadine Labaki, Et maintenant on va ou; la Queer Palm, riconoscimento relativo ai film a tematica LGBT, è stato conferito a Skoonheid, Oliver Hermanus.

La giuria della sezione Un Certain Regard , presieduta da Emir Kusturica, ha premiato ex-aequo Arirang di Kim Ki-duk e Halt auf freier Strecke, di Andreas Dresen, mentre il premio speciale della giuria è andato ad Elena di Andrei Zvyagintsev e quello per la regia a Mohammad Rasoulof, Bé Omid é Didar.

Pirati dei Caraibi-Oltre i confini del mare

uuuuuPresentato fuori concorso nei giorni scorsi al 64mo Festival di Cannes, Pirati dei Caraibi-Oltre i confini del mare è il quarto capitolo della fortunata saga inaugurata, felicemente, dalla Disney nel 2003 con La maledizione della Prima Luna, film col quale, ispirandosi ad un’attrazione del suo noto parco divertimenti, riusciva a riportare in auge il genere piratesco, da troppo tempo riposante sui classici allori della Hollywood del tempo che fu, grazie alla regia di Gore Verbinski, particolarmente a suo agio nel mischiare gli elementi tipici del citato genere (duelli, inseguimenti in mare aperto, romanticismo) con altri di diversa estrazione “fantasy”, incastonati in una valida sceneggiatura, e all’istrionismo dell’attore Johnny Depp, che conferiva al suo Jack Sparrow un insolito tocco, un po’ guascone d’antan (Douglas Fairbanks ed Errol Flynn) e un po’ rockettaro (Keith Richards, non a caso padre del pirata nella serie, dal terzo episodio).

Ora, dopo due sequel che, l’ultimo in particolare, hanno visto affievolirsi man mano l’inventiva originaria, poggiando le basi su una, inevitabile quanto insistita e ricercata, ripetitività dai toni seriali, l’attuale realizzazione apporta qualche novità, purtroppo essenzialmente formale: il cambio alla regia, Rob Marshall al posto di Verbinsky, la “scomparsa” di Orlando Bloom e di Keira Knightely, rimpiazzata da Penélope Cruz, e la possibilità di visionare il film in 3D (io l’ho visto in 2D, senza rimpiangere nulla); la sceneggiatura, Ted Elliot e Terry Rossio, sulla traccia del romanzo Mari stregati di Tim Powers (Fanucci Editore), verte sulla ricerca della mitica fonte della giovinezza, della quale il capitano Jack Sparrow conosce l’ubicazione e al cui ritrovamento sono interessati, per motivi diversi, gli spagnoli, il re d’Inghilterra Giorgio II (che allo scopo ha assoldato il pirata, ora corsaro, Barbossa, Geoffrey Rush), il famigerato bucaniere Barbanera (Ian McShane) e sua figlia Angelica (Cruz), ex fiamma di Sparrow…

Costruito coreograficamente come una tronfia carnevalata, dalla durata eccessiva, Pirati dei Caraibi-Oltre i confini del mare affonda sempre più giù, precipitando negli abissi della noia, colpito a morte dalle micidiali cannonate della mancanza di qualsivoglia estro creativo: tutto è già visto, impietosamente sfruttato, una mescolanza visiva che congloba vari generi nel solito calderone della vacua spettacolarità, essenzialmente fine a se stessa, volta ad irretire nella sua meccanicità più che coinvolgere, senza un minimo di epicità, tra convulse scene d’azione, musica “a palla”, ritmo, al solito, ondivago e in crescendo esagitato nel finale; unica trovata di un certo effetto, l’inquietante entrata in scena delle sirene.

Riguardo le prove attoriali, si va dal gigioneggiare, pur sublime, di Rush, alla piattezza incolore di McShane, un Barbanera attrazione da baraccone, passando per le pose e le moine della Cruz, che prende alla lettera, favorita dalle inquadrature di Marshall, l’espressione “vento in poppa”, finendo con Depp, sempre più caricatura del personaggio che interpreta, ridotto a marionettistica macchietta, i soliti ammiccamenti, le mossette che ti aspetti, studiate leziosità ormai manieristiche; infine, quello che sulla carta sembrava promettere scintille, i trascorsi amorosi tra Sparrow e Angelica, si riducono a un flebile, tiepido, tira e molla sentimentale, tra insipidi battibecchi ed insulse battutine, come appare irrisolto e sin troppo odoroso di “Sirenetta” (tutto fa brodo) il coup de foudre tra una donna pesce ed un reverendo particolarmente incline al “bene effimero della bellezza”.

Ovviamente, emozione e febbrile attesa, è in cantiere il numero cinque, tanto basterà ancora una volta spiegare le vele della reiterazione, ammainare quelle della fantasia e via, di nuovo all’arrembaggio del botteghino.