Intervista a Mara Rechichi

Mara Rechichi è nota al pubblico della Costa dei Gelsomini per la sua brillante conduzione di manifestazioni legate a particolari eventi riconducibili al mondo dello spettacolo in genere (musica, danza, cinema, come l’ultima edizione dell’ Epizephiry International Film Festival) o di trasmissioni televisive nelle tv locali, risaltando, oltre che per l’innegabile presenza scenica, anche per la preparazione e la grande passione che la anima. Ho avuto modo di conoscerla nell’occasione di quest’intervista gentilmente concessa al settimanale presso il quale lavoro, la Riviera di Siderno (RC) , scoprendo una personalità estremamente determinata, che sa unire inusuale disinvoltura, dolcezza, sensibilità e caparbietà, capace inoltre di considerare la cultura, nelle sue varie esternazioni, non come qualcosa di esclusivo o comunque limitata a determinate specificità, ma in un senso spaziale ed interdisciplinare.

Chi è Mara Rechichi ?
“In effetti devo confessarti che mi sento come se avessi una doppia personalità:la mia attività nel mondo dello spettacolo, ciò per cui in fondo mi avete invitato in redazione, la considero essenzialmente come un hobby, una forte passione, che ha avuto modo di esternarsi, potremmo dire per caso, man mano che vari amici mi hanno chiamato a presentare alcune loro manifestazioni, soprattutto spettacoli di danza collegati alle varie scuole presenti in zona, dove i veri protagonisti sono i ragazzini e le ragazzine che ballano, un modo comunque di promuovere la cultura nel nostro territorio. E’ un’attività in genere limitata al periodo estivo, essendo assistente sociale ed insegnante, per quanto precaria, a Torino, pur mantenendo la residenza a Locri, diciamo che “pendolo” tra Nord e Sud…Quest’inverno ho avuto un’esperienza televisiva con TeleMia, come co-conduttrice con Enzo Di Chiera del programma Papillon-Operazione evasione, dove curavo una rubrica dedicata a quelle notizie che i consueti canali informativi relegano in un angolo. Ho cercato di dar loro una certa rilevanza, prediligendo sempre un tono ironico.
Come vedi la cultura nel nostro territorio, o, meglio, come consideri che venga promossa?
“Ad ogni sindaco puntualmente presente sul palco in ogni manifestazione che mi trovo a presentare, dico sempre che ci tengono in uno stato di letargo dall’ 1 settembre al 15-20 luglio, quando esplode una miriade di eventi ed avvenimenti: tutto ciò è certo bello, si offrono tante possibilità di scelta, ma sembra un’operazione mirata a quanti vengono da fuori, non per noi residenti, spesso trascurati. Faccio un esempio: nell’ambito del settore del teatro, durante la stagione invernale-primaverile, oltre a Gioiosa non mi pare ci siano altre proposte, a meno di non andare al Cilea di Reggio Calabria o al Politeama di Catanzaro…Penso poi a certi piccoli paesi del torinese, capaci, che so, di promuovere alla grande “la sagra del chicco d’uva”, dando un’immagine “alta” ad un evento che poi si rivela essere niente di che…ecco, forse a noi manca proprio questo, la concreta capacità di promuovere un evento”.
Tre aggettivi per definirti…
“Testarda in primo luogo, anche se mi intestardisco solo sulle cose riguardo le quali so di aver ragione, conosco i miei limiti, solare o almeno così mi definiscono gli altri…
E mi trovano d’accordo, scusa l’interruzione…
“Prego… Curiosissima certamente, non mi basta leggere un titolo, devo per forza approfondire qualsiasi notizia o curiosità e se trovo qualcosa che non conosco devo assolutamente provvedere ad informarmi, a capire, altrimenti non mi sento bene…Al mattino, caffè, computer acceso e collegamento con le varie testate: in ordine di successione Repubblica, Corriere della Sera, Sole 24 Ore, Il Foglio, New York Times e BBC News, per scoprire cosa c’è di nuovo, saltando le notizie tutte uguali, in genere quelle di politica, e mi soffermo su quelle che passano in secondo piano, come quelle culturali, che spesso offrono innumerevoli risvolti. Credo molto nella socialità, mi piace conoscere le persone, tutte, senza alcuna distinzione di sorta, credo che ognuno di noi abbia qualcosa da dire e che valga la pena di ascoltare”.
I tuoi interessi principali?
“La musica sicuramente, dopotutto ho studiato pianoforte per cinque anni e l’approccio alla musica classica resta certamente la mia base; apprezzo la musica lirica, l’opera, ma anche l’operetta, pur se quest’ultima sembra ormai relegata in un settore di nicchia, quasi d’elite, perdendo la sua connotazione originaria; ovviamente non disdegno la musica “moderna”, specie quando è capace di suscitarmi un’emozione, le rivisitazioni e il jazz, anzi attendo con impazienza l’inizio del consueto Festival a Roccella Jonica”.
Come donna che lavora nel mondo dello spettacolo, pur se “per caso”, cosa pensi del “velinismo” imperante? Vi è chi ha parlato di “morti di fama”, come se tutti avessero comunque diritto ai “cinque minuti di celebrità” profetizzati da Andy Wharol…
“Mah, che ti devo rispondere, se loro son contenti così…Certo oggi prevale l’immagine della persona e non la sua essenza, ma la prima è effimera ed una volta caduta la maschera, se non vi è la seconda, con il tempo, anche breve, la differenza ne viene certo fuori. Per quanto mi riguarda, io mi reputo una persona normale, non mi troverai nei posti più trendy del momento, non mi sento certo una “vip”, anzi sono ancora stupita di essere stata oggetto di un’ intervista…”

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