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Gerace: quarto appuntamento con “Barocco Mediterraneo”

Domani, mercoledì 30 maggio, alle ore 18:30, a Gerace (RC), presso la Chiesa di San Francesco d’Assisi (foto) andrà in scena il quarto appuntamento di Barocco Mediterraneo, rassegna di Musica e Arte Barocca, kermesse ideata dallo storico dell’Arte Attilio Spanò in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Gerace.

Il concerto per clarinetto, sassofono e pianoforte, con esecuzione di musiche di Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi e Johann Pachelbel, ha visto la collaborazione dell’Associazione Musicale Paolo Savoja di Gerace, presieduta da Cosimo Ascioti, e avrà come protagoniste tre giovani musiciste: Barbara Franco, clarinettista geracese diplomatasi nel 2005 presso il Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria, già collaboratrice presso il Teatro dell’Opera di Roma, Nicoletta Femia, sassofonista di Siderno (RC) diplomata anch’essa presso il suddetto Conservatorio, docente presso l’Accademia Musicale Harmonia della Locride, Claudia Bova, pianista e musicologa reggina, diplomata al Conservatorio S. Giacomantonio di Cosenza, laureata in lettere ad indirizzo storico-musicale presso l’Università La Sapienza di Roma, diplomata in jazz, in discipline musicali ed in didattica della musica.

“Non si uccide il passato”

Domenica 27 maggio, alle ore 18:00, presso il Salotto Letterario Calliope della Libreria Mondadori di Siderno (RC), Centro Commerciale la Gru, sarà presentato il libro di Gerardo Pontecorvo, Non si uccide il passato, Città del Sole Edizioni. Presente l’autore, la relazione sarà affidata alla scrittrice Rossella Scherl (Le ragioni di Nora , 2011, Laruffa Editore).

“Dall’inferno per amore ti scrivo”

Domenica 6 maggio, alle ore 18:00, presso la Libreria Mondadori di Siderno (RC), Centro Commerciale la Gru, verrà presentato il libro Dall’inferno per amore ti scrivo, di Caterina Sorbara, Città del Sole Edizioni.
Oltre all’autrice, sarà presente come relatrice la scrittrice Rossella Scherl.

Anna, Teresa e le resistenti: la recensione

Mercoledì 4 gennaio, presso il Salotto Letterario Calliope della Libreria Mondadori di Siderno (RC), è stato presentato, a cura della giornalista Maria Teresa D’Agostino, il docufilm Anna,Teresa e le resistenti, del giovane regista calabrese Matteo Scarfò, presente in sala insieme al padre Giovanni (i due sono coautori della sceneggiatura e del montaggio) e agli attori Nick Mancuso e Paolo Turrà, facendo seguito alle varie proiezioni che si sono svolte sia in Calabria (Cittanova, Catanzaro, Reggio Calabria) che fuori regione (come quella avvenuta a Roma nel luglio dello scorso anno, nell’ambito della Festa dell’Unità, Terme di Caracalla), anche all’interno di alcune kermesse cinematografiche, dove l’opera ha ottenuto importanti riconoscimenti (“Menzione di Merito” nel 2010 al 64mo Festival Internazionale del Cinema di Salerno, “Ciak Calabria” al recente Mendicino Corto Festival di Cosenza).

Realizzato con il contributo del Consiglio Regionale della Calabria, la produzione esecutiva della ScarFord Produzioni e la collaborazione dei comuni di Cittanova (RC) e Genazzano (RM), Anna Teresa e le resistenti risulta alla visione come una pellicola pregevole nella sua costruzione complessiva, sfruttando felici intuizioni nell’accostare e miscelare cinema, teatro e documentario, senza ricorrere al classico materiale di repertorio nel visualizzare i vari eventi, preferendogli invece un’ attenta ricostruzione, sulla base di documenti e libri: un vero e proprio viaggio nella memoria, storica e cinematografica, del nostro paese, concretizzato in una serie di quadri apparentemente scomposti, a guisa dei ricordi che si susseguono nella mente, quindi estremamente vivi e pregnanti, efficaci nel conferire al film un forte impatto emotivo.

Sulle schermo scorrono così le vicende di un soldato italo americano (Nick Mancuso), i tratti salienti della vita di Anna Magnani (Antonella Civale), privata e in qualità d’attrice, sino al ruolo di Pina, determinante per la sua carriera, in Roma città aperta (Roberto Rossellini, ’45) e la storia della donna che ne ispirò la figura,Teresa Talotta Gullace: nata a Cittanova l’8 settembre 1907 morì a Roma il 3 marzo del ’44, uccisa da un soldato tedesco mentre tentava di consegnare un pezzo di pane al marito Girolamo, tra i “rastrellati” e condotti nella caserma di Viale Giulio Cesare. Seguono poi le rappresentazioni delle testimonianze di gente comune coinvolta nei bombardamenti o che si è vista uccidere un familiare dinnanzi agli occhi, rendendosi portatore di un dolore universale, facendo infine risaltare eventi spesso passati sotto silenzio, quali il ruolo determinante delle donne durante la Resistenza o figure dimenticate, come quella di Pietro Koch, interpretato da Pietro Faiella.

Il film vive e si alimenta dei suoi stessi contrasti, dovuti alla suddetta scelta di visualizzare le varie scene facendo leva su più generi, rendendosi visivamente affascinante ed intimamente coinvolgente, con una forte sottolineatura generata dal commento musicale (Maurizio Paciarello, pianoforte; Ars Ludi, percussioni; Roma Sinfonietta, ensemble), efficacemente straniante. Nei vari passaggi di testimone della memoria, dalla voce dei narratori alla rappresentazione e teatralizzazione dei vari accadimenti, ho trovato un po’ ostentata ed insistita la parte finale, man mano che ci si avvicina alla conclusione, con l’accostamento, per quanto idealizzato, tra la Resistenza propriamente detta e le resistenze quotidiane contro ogni sopruso, in nome della salvaguardia di una comune democrazia del vivere civile, in particolare quelle proprie del territorio calabrese nei confronti della criminalità organizzata.

Semplice impressione, puramente personale, che non inficia certo la concreta validità del lavoro di Matteo Scarfò, il suo assunto estremamente realistico e il monito complessivo che ne scaturisce, perché nel ricordo di ogni conflitto o ingiustizia subita l’essere umano possa ritrovare centralità e dignità spesso indebitamente sottrattegli se non quando, colpevolmente o meno, smarrite lungo il cammino.

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Nello scrivere la recensione del docufilm “Anna, Teresa e le resistenti” ho erroneamente indicato Giovanni Scarfò come fratello di Matteo, mentre in realtà è il padre: ho provveduto alla correzione e mi scuso con l’interessato per la svista in cui sono incorso.

“Anna, Teresa e le resistenti” a Siderno (RC)

Matteo Scarfò

Mercoledì 4 gennaio, alle ore 17:00, presso il Salotto Letterario Calliope della Libreria Mondadori di Siderno (RC), centro commerciale “la Gru”, sarà proiettato, alla presenza del regista Matteo Scarfò e degli attori Nick Mancuso e Paolo Turrà, il docufilm Anna, Teresa e le resistenti, Menzione di Merito al 64mo Festival Internazionale del Cinema di Salerno (2010), facendo seguito alle proiezioni già avvenute a Cittanova, Catanzaro, Roma, Sila Film Festival, ANPI Reggio Calabria, Calabria Film Commission Festival, Assaggi di Realtà (Messina);il film è stato realizzato con il contributo del Consiglio Regionale della Calabria, la produzione esecutiva della ScarFord Produzioni e la collaborazione dei comuni di Cittanova (RC) e Genazzano(RM). Presenterà la giornalista Maria Teresa D’Agostino.

Come già scritto in un precedente articolo, Anna, Teresa e le resistenti parte da un viaggio nella memoria di un soldato italo-americano e della sua famiglia per raccontare la storia di Teresa Talotta Gullace, nata a Cittanova l’8 settembre 1907 e morta a Roma il 3 marzo del ’44, uccisa da un soldato tedesco mentre tentava di consegnare un pezzo di pane al marito Girolamo, tra coloro che erano stati “rastrellati” e condotti nella caserma di Viale Giulio Cesare, una morte tragica e assurda, che si eleva a simbolo della Resistenza, provocando sgomento e rabbia nella gente comune, ormai stanca dei soprusi e delle efferatezze in atto nella loro città; la figura di Teresa verrà ripresa in Roma città aperta, Roberto Rossellini, ’45, ispirando il personaggio di Pina, intensamente interpretato da Anna Magnani, unendo idealmente due donne che non ebbero occasione d’incontrarsi.

Claudio Sottocornola, “I trascendentali traditi”

Come già scritto in precedenti articoli, ho avuto il piacere di conoscere Claudio Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, giornalista e scrittore, qualche anno fa, nell’occasione di un’intervista concessa al giornale dove al tempo prestavo la mia collaborazione, restando letteralmente affascinato dalla sua notevole coerenza unita alla lucidità di pensiero, espresse peraltro in un personale discorso intellettuale: la filosofia diviene chiave esclusiva per analizzare ed indagare la realtà, i mutamenti del costume sociale, avvalendosi inoltre allo scopo, efficacemente, di strumenti come la musica (L’appuntamento, tre cd e un dvd, in cui interpreta canzoni italiane e straniere) poesia (Giovinezza…addio. Diario di fine ‘900 in versi; Nugae, nugellae,lampi, entrambi Velar Edizioni) e immagine (80’s/Eighties/Laudes creaturarum; Il giardino di mia madre e altri luoghi) nella loro valenza genuinamente pop, diminutivo di popular come ha sempre tenuto a precisare, aggettivo dalla valenza e portata estensive e non certo riduttive.

Quest’estate, presso il Salotto Letterario Calliope della Libreria Mondadori di Siderno (RC), ho avuto poi il piacere di presentare, insieme alla scrittrice Rossella Scherl, Il pane e i pesci (Velar Edizioni), opera in tre volumi, La spiritualità eucaristica di Charles de Foucauld nella sua vita, Scritti cristiani per la gente di Colognola, Scritti spirituali giovanili, citazioni, appunti, aforismi (cui si aggiunge un libretto introduttivo, My status quaestionis 2010): un affascinante viaggio nel tempo, all’insegna della variabilità di forme e modalità espressive, filosofiche e teleologiche certo, ma sempre concretamente immerse nel quotidiano, attraverso il quale l’autore ci spinge ad interrogarci sulla natura della nostra fede, se questa abbia ancora caratteristiche tali da permetterci di superare il più gretto individualismo.

Apprendo ora da un comunicato stampa, riportando volentieri la notizia sulle pagine di questo blog, in virtù di una stima ed amicizia consolidatesi nel tempo, che venerdì 16 dicembre, a Bergamo, alle ore 18:00, presso la Libreria Buona stampa – saletta presentazioni (Via Paleocapa 4/E ), Sottocornola presenterà il suo nuovo libro I trascendentali traditi ( sempre per i tipi della Velar Edizioni): una dedica a Pasolini e nove conversazioni sui trascendentali quali “caratteri che appartengono all’essere in tutta la sua estensione”, secondo la rigorosa definizione di Vanni Rovighi, che delinea con chiarezza la portata di quei concetti, come bene, verità, bellezza, unità che i filosofi medievali predicavano di tutto il reale, nel solco di un ottimismo metafisico culminante nel pensiero di Tommaso d’Aquino, che apre sotto forma di citazione, accanto ad altro autore classico o moderno, ogni capitolo.

Nell’affrontare con il consueto rigore creativo temi cardine del pensiero occidentale, l’autore interpreta e valorizza, grazie a originali chiavi di lettura, il contemporaneo e le sue derive, il declino di una civiltà e il pensiero debole, ma anche valori tenacemente ricercati nonostante scetticismo e disillusioni, con un forte richiamo alla responsabilità: come docente l’autore si è ispirato ai bisogni e alle domande dei suoi studenti, a un’idea di filosofia come “testamento minimo”, insieme testimonianza ed impegno, volte entrambe ad orientare nel cammino una generazione che si smarrisce, muovendosi fra pensiero debole e pensiero forte, “ove alla fine orizzontale e verticale, universale e particolare, verità e dubbio, anarchia e dogma convivono danzando mirabilmente sotto lo stesso cielo”.

Perché se “tutto è grazia”, secondo la celebre affermazione del curato di Bernanos, “non tutto è uguale e bisogna saper scegliere quale intensità di vita e di valore vogliamo realizzare”, sostiene Sottocornola. Interverranno alla presentazione Alessia Biasiolo (direttrice di testata e scrittrice), Agata Salamone (docente di Filosofia e Storia), Donatella Merigo (lettrice).