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“L’invenzione del Mezzogiorno- Una storia finanziaria-”

Lunedì 28 maggio, presso la libreria Culture di Reggio Calabria (Via Zaleuco, 9), alle ore 18:30, verrà presentato, a cura del del CIS, Centro Internazionale Scrittori della Calabria, il libro L’invenzione del Mezzogiorno – Una storia finanziaria -, opera postuma di Nicola Zitara, edizioni Jaca Book. A coordinare l’incontro, Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria, mentre la relazione sarà a cura di Salvatore Zurzolo, segretario dell’ Associazione Due Sicilie “Nicola Zitara”.
A seguire, gli interventi di Antonia Capria Zitara, Giuseppe Gangemi e Daniele Zangari.

“Zalex”: ancora pochi giorni per partecipare al concorso sull’importanza delle Regole

Ho ricevuto il seguente comunicato stampa da EnergiECalabria- Movimento Creativo e provvedo alla sua pubblicazione:
Scadono sabato 28 aprile i termini per la consegna dei lavori al concorso Zalex, indetto da EnergiECalabria-Movimento creativo, destinato agli studenti delle scuole medie delle province di Reggio Calabria e Firenze.

Il concorso muove dallo slogan “Operare nelle Regole per la costruzione di un mondo migliore è bellissimo e anche… artistico!”, nel nome di Zalex, il simpatico “normal-eroe” delle “Regole”, nato dal pennello di Mattia Papp e dalla creatività di Naic Pezz, e ispirato a Zaleuco Locrese, uno dei primi legislatori del mondo occidentale, citato anche dall’insigne giurista fiorentino Piero Calamandrei.

Tre le sezioni previste:audiovisivo, fotografia, fumetto, per un unico tema ispiratore: il rispetto delle regole. La giuria, nominata da EnergiECalabria e composta da cinque membri, espressione del mondo della scuola, della cinematografia e della fotografia, sarà resa nota entro sabato 5 maggio 2012 e provvederà, a suo insindacabile giudizio, a stilare per ogni sezione la graduatoria di merito dei tre vincitori ed eventuali menzionati, i cui nomi saranno comunicati durante la manifestazione di premiazione, che si svolgerà il 2 giugno prossimo a Locri.

Grazie alla gentile ospitalità della storica “Galleria Tornabuoni” di Firenze, alcune delle opere vincitrici saranno esposte anche in Toscana.
Informazioni e aggiornamenti su www.energiecalabria.it

“I giovedì al Vittoria”: “Fuori tempo massimo”

Come ho già avuto modo di scrivere in qualche precedente articolo, le iniziative culturali nella mia zona di residenza, la provincia di Reggio Calabria, divengono particolarmente attive durante il periodo primaverile – estivo, mentre nel resto dell’anno si avvalgono dell’ausilio apportato dalle classiche e lodevoli eccezioni.
Tra queste, venendo allo specifico cinematografico, appare certo rilevante, almeno nell’ambito del territorio locrideo, quella messa in atto, per il quarto anno consecutivo, da Vittorio Zannino, titolare del “Cinema Vittoria” di Locri (RC), con la rassegna cinematografica denominata appunto I giovedì al Vittoria, giorno della settimana deputato per la proiezione di film che, relativamente a tematiche o modalità di realizzazione, non hanno trovato facile distribuzione, comprendendo anche opere di registi locali.

Dopo la proiezione de Il ladro di Vincenzo Caricari, ieri sera, giovedì 15 marzo, è stata la volta di Fuori tempo massimo, regia di Alberto Gatto, premiato nel gennaio 2010 al Reggio Calabria Film Festival, preceduto da un riuscito live che ha visto protagonisti il chitarrista Francesco Loccisano e l’attore Nino Racco, il primo dapprima in veste solista con la sua chitarra battente (Il volo dell’angelo) e poi come accompagnatore del secondo, il quale è riuscito con la consueta bravura e padronanza scenica, a rappresentare in pochi minuti la figura di Vincenzo Musolino, in ogni sfumatura ed ambiguità, riportando reali accadimenti storici.

Venendo al suddetto corto, la sceneggiatura di Luisa Bellissimo è incentrata sulla figura del giovane Simone (Lele Nucera), che conoscerà la dura realtà del carcere dopo una rissa sorta per futili motivi, con la speranza rappresentata dal figlio del quale la sua fidanzata è in attesa, che lo ispirerà a chiedere alla direttrice della casa circondariale il permesso di avviare l’iniziativa volta a scrivere un libro di fiabe per bambini, coinvolgendo anche gli altri detenuti: la regia di Gatto si rivela piuttosto efficace nella visualizzazione della vicenda, a suo agio anche nella rappresentazione di salti temporali esplicativi o dai toni onirici (il bambino che legge il libro ad inizio e fine del film).

Brevi stacchi all’interno della struttura carceraria, primi piani sui volti di persone ormai rassegnate ad essere isolate da quel mondo di cui hanno trasgredito le regole, tanto da un punto di vista strettamente morale che, più propriamente, giuridico, parallelismi tra la durezza miope delle istituzioni, la definitiva rassegnazione di chi non riesce più a nutrire alcuna speranza verso un’altra possibilità di vita e chi invece riesce a trasformare rabbia e rancore in una spinta propulsiva verso un diverso e possibile futuro: Fuori tempo massimo è certo un’opera riuscita, tanto tecnicamente (rimarchevole la fotografia di Bernardo Migliaccio Spina, bianco e nero negli interni, colore, neutro, quando la macchina da presa esce fuori dalle celle) che dal punto di vista dei contenuti, evidenziando l’idea della cultura come valido baluardo contro ogni stortura del sistema e forte stimolo alla crescita e al miglioramento di ogni ambiente sociale.

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Alberto Gatto (foto, Siderno, 1985), regista teatrale e cinematografico, è stato allievo per due anni dei corsi di regia e recitazione tenuti da Ugo de Vita presso Cinecittà Campus , la scuola diretta da Maurizio Costanzo, e si è diplomato nel 2009 in regia e sceneggiatura presso l’Accademia Nazionale d’Arte Cinematografica di Bologna. Inoltre è presidente dell’ associazione culturale Bird Production, con sede a Gioiosa Marina, volta alla produzione e divulgazione di attività cinematografiche, teatrali, musicali e culturali in genere.

Dopo l’attività di attore in numerosi spettacoli teatrali, nel 2005 dirige il corto Il tempo della mela e il suo primo mediometraggio, 160° Centosessantagradi, mentre tra il 2007 e il 2008 gira il corto Granosangue, con Massimo Dapporto ed Ugo De Vita, in ricordo dello zio Rocco Gatto, ucciso dalla ‘ndrangheta il 12 marzo del ‘77, cui sarà dedicato anche il successivo Il colore del tempo, patrocinato da Libera associazioni nomi e numeri contro le mafie, oggetto di selezioni ufficiali e premi in festival nazionali ed internazionali, realizzato nel luglio del 2008, durante i lavori di restaurazione del murales anti-mafia di Gioiosa Jonica, con protagonisti Ulderico Pesce, Renato Scarpa e Nino Racco.

Sempre nel 2008, dopo lo spettacolo Parole di terra, avvia lo studio di un nuovo progetto, Grido dentro, sulle vittime dell’ignoranza, dove quest’ultima rappresenta il denominatore comune del mancato rispetto dei diritti umani, che lascia sul campo numerose vittime, il tutto rappresentato da un particolare incontro tra musica, cinema e teatro. Tra le ultime realizzazioni, il corto, prodotto da Minerva Pictures, Fuori tempo massimo, i videoclip musicali Il sipario ,di Manuela Cricelli e Il volo dell’angelo, del chitarrista Francesco Loccisano.

“Zalex”, concorso di EnergiECalabria su Arte e Rispetto delle Regole

All’insegna dello slogan Operare nelle Regole per la costruzione di un mondo migliore è bellissimo e anche… artistico!, l’associazione EnergiECalabria-Movimento creativo, presieduta da Antonio Pezzano, ha lanciato il concorso Zalex, dal nome del “normal-eroe” nato dal pennello di Mattia Papp e dalla creatività di Naic Pezz, e ispirato a Zaleuco Locrese, uno dei primi legislatori del mondo occidentale: tema ispiratore, il rispetto delle regole.

Il concorso è destinato agli studenti delle scuole medie di I grado delle province di Reggio Calabria e di Firenze, che sono invitati a esprimersi attraverso i più moderni mezzi di comunicazione: l’audiovisivo, la fotografia e il fumetto, quindi tre sezioni cui è possibile partecipare come singolo, come gruppo o come classe o scuola, in maniera del tutto gratuita, con premio finale ai primi tre classificati e attestato di merito ai menzionati per ciascuna di esse; il termine per l’invio dei lavori è previsto per il 28 aprile 2012.

Un gemellaggio di impegno sociale tra le scuole dei due territori, nel ricordo del grande legislatore magno-greco e dell’insigne giurista fiorentino Piero Calamandrei, che trovò ispirazione anche in Zaleuco per un suo scritto sui giudici locresi. Inoltre, grazie alla gentile ospitalità della storica Galleria Tornabuoni di Firenze, alcune opere saranno esposte anche in Toscana.

La giuria, nominata da EnergiECalabria e composta da cinque membri, espressione del mondo della scuola, della cinematografia e della fotografia, sarà resa nota entro sabato 5 maggio 2012, e provvederà, a suo insindacabile giudizio, a stilare per ogni sezione la graduatoria di merito dei tre vincitori ed eventuali menzionati, i cui nomi saranno comunicati durante la manifestazione di premiazione, che si svolgerà a Locri (RC), nell’Auditorium del Palazzo della Cultura, nella seconda metà di maggio.

Quanti volessero partecipare al concorso potranno approfondire meglio le tematiche cui dovranno ispirarsi attraverso la visione del docu-film Memorie incantate, diretto da Antonio Ciano e frutto di un lavoro corale, promosso nel 2009 da EnergiECalabria, disponibile nelle scuole, anche su richiesta, oppure attraverso la riduzione online su You Tube o sul sito dell’associazione. Il bando completo e tutte le info su www.energiecalabria.it. (Fonte:comunicato stampa EnergiECalabria).

Reggio in Jazz III Edizione

Giampiero Locatelli

Giunta alla terza edizione (la prima risale al 2009), prenderà il via dal 10 al 12 febbraio, presso il Teatro Politeama Siracusa di Reggio Calabria, la rassegna musicale Reggio in Jazz, a cura dell’associazione culturale Naima (ideatore e presidente Peppe Tuffo) e di quanti (singoli cittadini, associazioni, sponsor) hanno dato il loro contributo per sostenere economicamente l’iniziativa, all’insegna di un rinnovato fermento culturale nel territorio calabrese, spesso in attesa di una sua concreta e definitiva affermazione.

Nel’ambito dei tre appuntamenti, sono previsti in cartellone due concerti per ogni giornata: uno vedrà in scena artisti calabresi, l’altro artisti internazionali, binomio che si è rivelato come una scelta vincente negli scorsi anni, un incontro, coinvolgente e suggestivo, tra diverse sonorità e modalità di rappresentazione musicale.

Venerdì 10 Febbraio, ore 21.00: Giampiero Locatelli Group (Giampiero Locatelli, pianoforte, Dario Miano, sax, Antonio Moscato, basso,Tonino Labate, batteria); ore 22.15: Emanuele Basentini Quartet (Emanuele Basentini, chitarra, Pietro Lossu, pianoforte, Vincenzo Florio, contrabbasso, Marco Valeri, batteria).Sabato 11 Febbraio, ore 21:00: Jazz Mood Trio (Francesco Mazzù, chitarra, Bruno Milasi, batteria, Paolo Ielo, contrabbasso); ore 22.15: Andrea Beneventano Trio (Andrea Beneventano, pianoforte, Francesco Puglisi, contrabbasso, Nicola Angelucci, batteria).Domenica 12 Febbraio, ore 21.00: Electrical Trio (Massimo Garritano, chitarre, Giuseppe Sergi, contrabbasso, Ercole Cantello, batteria); ore 22.15: Claudia Marss & Eddy Palermo trio (Claudia Marss, voce,Eddy Palermo, chitarra, Daniele Basirico, contrabbasso).

Anna, Teresa e le resistenti: la recensione

Mercoledì 4 gennaio, presso il Salotto Letterario Calliope della Libreria Mondadori di Siderno (RC), è stato presentato, a cura della giornalista Maria Teresa D’Agostino, il docufilm Anna,Teresa e le resistenti, del giovane regista calabrese Matteo Scarfò, presente in sala insieme al padre Giovanni (i due sono coautori della sceneggiatura e del montaggio) e agli attori Nick Mancuso e Paolo Turrà, facendo seguito alle varie proiezioni che si sono svolte sia in Calabria (Cittanova, Catanzaro, Reggio Calabria) che fuori regione (come quella avvenuta a Roma nel luglio dello scorso anno, nell’ambito della Festa dell’Unità, Terme di Caracalla), anche all’interno di alcune kermesse cinematografiche, dove l’opera ha ottenuto importanti riconoscimenti (“Menzione di Merito” nel 2010 al 64mo Festival Internazionale del Cinema di Salerno, “Ciak Calabria” al recente Mendicino Corto Festival di Cosenza).

Realizzato con il contributo del Consiglio Regionale della Calabria, la produzione esecutiva della ScarFord Produzioni e la collaborazione dei comuni di Cittanova (RC) e Genazzano (RM), Anna Teresa e le resistenti risulta alla visione come una pellicola pregevole nella sua costruzione complessiva, sfruttando felici intuizioni nell’accostare e miscelare cinema, teatro e documentario, senza ricorrere al classico materiale di repertorio nel visualizzare i vari eventi, preferendogli invece un’ attenta ricostruzione, sulla base di documenti e libri: un vero e proprio viaggio nella memoria, storica e cinematografica, del nostro paese, concretizzato in una serie di quadri apparentemente scomposti, a guisa dei ricordi che si susseguono nella mente, quindi estremamente vivi e pregnanti, efficaci nel conferire al film un forte impatto emotivo.

Sulle schermo scorrono così le vicende di un soldato italo americano (Nick Mancuso), i tratti salienti della vita di Anna Magnani (Antonella Civale), privata e in qualità d’attrice, sino al ruolo di Pina, determinante per la sua carriera, in Roma città aperta (Roberto Rossellini, ’45) e la storia della donna che ne ispirò la figura,Teresa Talotta Gullace: nata a Cittanova l’8 settembre 1907 morì a Roma il 3 marzo del ’44, uccisa da un soldato tedesco mentre tentava di consegnare un pezzo di pane al marito Girolamo, tra i “rastrellati” e condotti nella caserma di Viale Giulio Cesare. Seguono poi le rappresentazioni delle testimonianze di gente comune coinvolta nei bombardamenti o che si è vista uccidere un familiare dinnanzi agli occhi, rendendosi portatore di un dolore universale, facendo infine risaltare eventi spesso passati sotto silenzio, quali il ruolo determinante delle donne durante la Resistenza o figure dimenticate, come quella di Pietro Koch, interpretato da Pietro Faiella.

Il film vive e si alimenta dei suoi stessi contrasti, dovuti alla suddetta scelta di visualizzare le varie scene facendo leva su più generi, rendendosi visivamente affascinante ed intimamente coinvolgente, con una forte sottolineatura generata dal commento musicale (Maurizio Paciarello, pianoforte; Ars Ludi, percussioni; Roma Sinfonietta, ensemble), efficacemente straniante. Nei vari passaggi di testimone della memoria, dalla voce dei narratori alla rappresentazione e teatralizzazione dei vari accadimenti, ho trovato un po’ ostentata ed insistita la parte finale, man mano che ci si avvicina alla conclusione, con l’accostamento, per quanto idealizzato, tra la Resistenza propriamente detta e le resistenze quotidiane contro ogni sopruso, in nome della salvaguardia di una comune democrazia del vivere civile, in particolare quelle proprie del territorio calabrese nei confronti della criminalità organizzata.

Semplice impressione, puramente personale, che non inficia certo la concreta validità del lavoro di Matteo Scarfò, il suo assunto estremamente realistico e il monito complessivo che ne scaturisce, perché nel ricordo di ogni conflitto o ingiustizia subita l’essere umano possa ritrovare centralità e dignità spesso indebitamente sottrattegli se non quando, colpevolmente o meno, smarrite lungo il cammino.

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Nello scrivere la recensione del docufilm “Anna, Teresa e le resistenti” ho erroneamente indicato Giovanni Scarfò come fratello di Matteo, mentre in realtà è il padre: ho provveduto alla correzione e mi scuso con l’interessato per la svista in cui sono incorso.