Flemmatica saggezza

untitled- Oh, Mr Bennet, – gli disse entrando in biblioteca, – c’è bisogno di te immediatamente; siamo tutti sottosopra. Devi venire per convincere Lizzy a sposare Mr Collins, perché giura che non lo vuole e, se non fai in fretta, Mr Collins cambierà idea e sarà poi lui a non volere lei.
Nel sentirla entrare, Mr Bennet alzò gli occhi dal libro e la fissò con una calma assoluta che non fu minimamente alterata dall’irruenza della comunicazione.
– Non credo di aver capito, – disse quando la moglie ebbe finito il suo discorso. – Ti dispiace ripetermi di che cosa stai parlando?
– Di Mr Collins e di Lizzy. Lizzy dice che non vuole Mr Collins, e Mr Collins incomincia a dire che non vuole Lizzy.
– E che cosa posso farci io? Sembra un caso senza rimedio.
– Parlane tu stesso a Lizzy. Dille che vuoi che lo sposi.
– Falla chiamare. Sentirà il mio parere.
Mrs Bennet suonò il campanello, e Miss Elizabeth fu invitata a scendere in biblioteca.
– Vieni qui, bambina, – esclamò il padre quando la vide. – Ti voglio parlare di un affare importante. Da quanto ho sentito, Mr Collins ti ha fatto una proposta di matrimonio. E vero?
– Elizabeth rispose di sì.
– Bene; e tu l’hai rifiutata, giusto?
– Si, signore.
– Benissimo. Questo è il punto. Tua madre insiste perché tu l’accetti. Non è vero, Mrs Bennet?
– Si. Altrimenti non voglio vederla mai più.
– Una spiacevole alternativa ti sta di fronte, Elizabeth. Da oggi in poi diventi un’estranea per uno dei tuoi genitori. Tua madre non vuole più vederti se tu non sposi Mr Collins; io non voglio più vederti se lo sposi.
Elizabeth non poté fare a meno di sorridere a una simile conclusione di un simile inizio; ma Mrs Bennet, convinta, fino a quel momento, di avere l’appoggio incondizionato del marito, ne fu molto contrariata.
– Che cosa intendi dire, Bennet, parlando in questo modo? Mi avevi promesso di insistere perché lo sposasse.
– Cara, – rispose il marito, – ho due piccoli favori da chiederti. Primo, che, in questa occasione, tu mi conceda il libero uso del mio intelletto; secondo, che tu mi conceda quello della mia stanza. Sarò lieto se mi lascerete al più presto solo in biblioteca.

(Dal romanzo Orgoglio e pregiudizio, Pride and Prejudice, 1813, Jane Austen, estratto dal Cap. XX.)

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