Archivio Giornaliero: 21 gennaio 2012

Benvenuti al Nord

Non ho problemi ad ammettere di trovarmi un po’ in difficoltà nello scrivere la recensione di Benvenuti al Nord, sequel di Benvenuti al Sud (a sua volta, bene ricordarlo, fedele remake del francese Giù al Nord, Bienveneu chez les Ch’its,’09, Dany Boon) e destinato, a quanto pare dal primo giorno di programmazione, a bissarne il forte successo: regista sempre Luca Miniero, coautore della sceneggiatura insieme a Fabio Bonifacci, subentrato a Massimo Gaudioso, il film, per quanto divertente, mi è apparso meno “fresco”, spontaneo e scorrevole rispetto all’opera originaria, non riuscendo a conciliare toni piacevolmente lievi, quasi favolistici a tratti, con altri più grotteschi e surreali, in particolare nella rappresentazione dell’operosa Milano, dove i luoghi comuni, gli stereotipi, le diversità di pensiero, non trovano adeguata enfasi e caratterizzazione portante.

La difficoltà di cui sopra nasce dalla circostanza che ancora una volta mi trovo di fronte ad una commedia italiana, girando intorno a termini come “piacevolezza complessiva” o “valide prove attoriali” per poter digerire l’ennesima delusione provata nel constatare quanto sia lontano dalla nostra concezione cinematografica trarre da una buona idea di base che ha conquistato il pubblico una qualche innovazione, un inedito spunto narrativo, preferendo andare sul sicuro, assecondare piuttosto che stimolare, riproponendo, seppur ribaltandola, la situazione precedente: ora tocca a Mattia (Alessandro Siani) trasferirsi per lavoro da Castellabate nella metropoli lombarda, dopo essere stato lasciato dalla moglie Maria (Valentina Lodovini) che lo accusa d’immaturità; anche Alberto (Claudio Bisio) ha comunque la sua bella gatta da pelare, vedi il coinvolgimento da parte del megadirettore (Paolo Rossi) nel progetto Erpes per migliorare funzionalità ed efficienza delle Poste Italiane, che ha comportato, tra l’altro, l’allontanamento della moglie Silvia (Angela Finocchiaro)…

Il film parte bene, in particolare nel parallelismo delle vicende lavorative e familiari di Mattia ed Alberto, con la rappresentazione di una riunione aziendale (Rossi è un efficace ibrido tra Brunetta e Marchionne) memore del miglior Fantozzi, procede con qualche gag indovinata (il viaggio di Mattia “allietato” dalle premure via telefono di mammà, la cena milanese), per poi arrancare, girare a vuoto, incartarsi pericolosamente, in particolare con l’arrivo della famiglia e degli amici di Mattia alla stazione di Milano, modellato inutilmente su quello di Totò, Peppino e … la malafemmina, con il grottesco in salsa pop della moka gigante che appare gettato là, malamente abbozzato, restando fine a se stesso.

A colmare vuoti e mancanza di idee nella scrittura, provvedono Siani, Bisio, Finocchiaro (una e bina) e Rossi, da soli o insieme, dando però sempre l’impressione di una mancanza di concretezza ed organicità, visto che la sequela di gag si sfilaccia lungo il percorso e mostra presto il suo limite, cedendo definitivamente nel finale, ovvio, pretestuoso, palesemente finto, un volemose bene stiracchiato che ripropone, banalizzandolo, il tema proprio del film precedente: lo scontro che diviene confronto, dove la speranza del superamento di tante, troppe intolleranze, diviene consapevolezza di un non cambiamento, dell’accettarsi così come si è, magari prendendo ciò che di c’è buono ora dall’uno, ora dall’altro, il tutto sottolineato da una evitabilissima strimpellata con gorgheggio di Emma Marrone sui titoli di coda (Nel blu dipinto di blu) , forse ulteriore punto di contatto con il sopra citato Totò, Peppino e … la malafemmina, nel caso specifico i numeri stile musicarello di Teddy Reno.
La citazione è d’uopo: “Ma mi faccia il piacere, mi faccia!”

Gioiosa Jonica(RC): XX Stagione Teatrale Invernale della Locride

Domenico Pantano

Prenderà il via domani, domenica 22 gennaio, alle ore 21:00, presso il Teatro Gioiosa di Gioiosa Jonica (RC), la XX Stagione Teatrale Invernale della Locride, a cura del Centro Teatrale Meridionale, diretto da Domenico Pantano, con la collaborazione del Comune di Gioiosa Jonica, dell’ Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, dell’ Assessorato alla cultura della Regione Calabria e dei Teatri Calabresi Associati: prima rappresentazione ad andare in scena, Don Chisciotte di Ruggero Cappuccio, per la regia di Nadia Baldi, con Lello Arena e Claudio di Palma.

A seguire, sottolineando l’importanza dell’evento, in un periodo dell’anno solitamente un po’ avaro di manifestazioni culturali nel territorio locrideo, dove va spesso in scena “l’inverno del nostro scontento”, le successive rappresentazioni previste in cartellone, tutte alle ore 21:00, salvo variazioni (info: 0964419333).

Febbraio: sabato 4, La verità, di Florian Zeller, regia di Maurizio Nichetti, con Massimo Dapporto e Antonella Elia; sabato 11, Trappola per topi, di Agata Cristhie, con Annalisa di Nola e Stefano Messina, anche regista; venerdì 24, Due dozzine di rose scarlatte, di Aldo de Benedetti, con Paola Gassman e Pietro Longhi, regia di Maurizio Panici.

Marzo: domenica 4, Chi ha paura di Virginia Woolf, di Edward Albee, con Franco Castellano e Caterina Costantini, regia di Lorenzo Loris; martedì 13, Terroni, elaborazione teatrale di Roberto D’Alessandro, interprete e regista, dall’omomimo libro di Pino Aprile, con canzoni scritte ed eseguite da Sandro Sottile e la sua band; venerdì 23, Intorno al letto di Guy De Maupassant, con Franco Oppini, Domenico Pantano, Nathalie Caldonazzo, Licinia Lentini, regia di Giovanni Anfuso.

Aprile: sabato 14, Napoli, 24 maggio 1900, omaggio ad Eduardo De Filippo, di Gigi Savoia, anche interprete insieme a Maria Basile Scarpetta, regia di Marco Kretzmer; sabato 28, Uomini sull’orlo di una crisi di nervi, di Galli & Capone, con Francesca Ceci, regia di Marco Simeoli.

Cannes 2012: Nanni Moretti Presidente di Giuria

Nanni Moretti

Incassata la botta per l’esclusione dagli Oscar, una lieta novella per il nostro cinema: Nanni Moretti sarà Presidente di Giuria al 65esimo Festival di Cannes (16-27 maggio), dopo esserne stato membro nel ’97, aver partecipato alla kermesse con sei film, vincendo nel 2001 con La stanza del figlio.Il miglior commento alla notizia credo sia offerto dalla parole del diretto interessato, rilasciate ieri alla stampa:
“E’ una gioia, un onore e una grande responsabilità presiedere la giuria del festival del cinema più prestigioso del mondo, che si svolge in un Paese che ha sempre guardato al cinema con grande attenzione e rispetto. Come spettatore conservo felicemente la stessa curiosità che avevo nella giovinezza e quindi per me è un grande privilegio imbarcarmi in questo viaggio nel cinema globale contemporaneo.”