Come ho già avuto modo di scrivere in una mia recensione, non è certo un film d’autore propriamente detto, ma un felice melange di più generi cinematografici, oltre che un modo indiretto dello star system hollywoodiano di partecipare al Secondo Conflitto, schierandosi contro il regime nazista (vedi la bellissima scena della “Marsigliese”, che si innalza roboante nel locale di Rick a coprire l’inno tedesco, Die Wacht am Rhein ), sublimando temi quali l’amore incondizionato, lo spirito di sacrificio, l’amicizia virile come valido sprone per superare l’individualismo nel prendere una posizione definitiva nella vita.
Poi si può anche discutere all’infinito sull’impianto un po’ kitsch o sulla retorica di certi dialoghi, ma per sceneggiatura, basata sulla piece teatrale Everybody Comes to Rick ‘s di Burnett e Alison, mai andata in scena, regia, Michael Curtiz, interpretazioni attoriali, dal mitico Bogart alla splendida Bergman, passando per il cinismo sornione di Rains e l’idealismo eroico di Henreid, Casablanca, pur non essendo, ripeto, un capolavoro assoluto, e forse proprio per questo, resterà un punto saldo negli anni a venire: fascino, mistero e magia del cinema, emblematico tutt’uno in un’ unica pellicola, “mentre il tempo passa”…










Casablanca, film stupendo!
E’ più giovane di me che ho 72 anni!
SalutiBelli
Il film per antonomasia, secondo me, considerando che contiene un po’ tutti i generi cinematografici. E poi quel finale… L’aereo ormai decollato, lo sguardo di “Bogey” verso il cielo, l’importanza degli ideali e di “una bella amicizia”…
Cari saluti.