Qualunquemente e comunquemente la Calabria torna ad essere set cinematografico

La Calabria con i suoi paesaggi dai forti contrasti, le sue aspre montagne e le sue colline brulle degradanti dolcemente verso il mare, ha spesso ospitato set cinematografici, location ideale sia per film drammatici, immersi nella realtà locale, sia di impianto fantastico o dal tono solenne e religioso: giusto per citare i titoli più famosi, si va da Il brigante Musolino (1950, Mario Camerini) a Ulisse (1954, sempre di Camerini), Il vangelo secondo Matteo (1964, Pier Paolo Pasolini) o L’ Armata Brancaleone (1966, Mario Monicelli) per arrivare a Un ragazzo di Calabria (1987, Luigi Comencini) e Il ladro di bambini (1992, Gianni Amelio); vi sono poi fiction televisive come Gente di mare o L’uomo che sognava con le aquile.

Da un anno a questa parte piccoli paesi come Riace, Badolato, Caulonia, Stignano si sono trovati alla ribalta delle cronache cinematografiche: la loro ormai decennale scelta di integrazione nei confronti dei rifugiati politici e dei richiedenti asilo sbarcati sugli antistanti litorali, in contrasto con una sempre più diffusa politica di respingimenti non sempre razionale, ha ispirato lo sceneggiatore Eugenio Melloni e il regista tedesco Wim Wenders, a girare in Calabria Il volo, film dall’indubbio valore artistico nonché tecnico, essendo stato girato in 3D.

In questi giorni è stata avviata la distribuzione nelle sale de Le quattro volte di Michelangelo Frammartino, del quale trovate nelle pagine di questo blog la recensione ed un’ intervista con l’autore; lo scorso 30 aprile si sono concluse le riprese di Corpo celeste, primo lungometraggio di Alice Rohrwacher, sorella della più nota attrice Alba, girato tra Reggio Calabria e Roghudi, un borgo ormai abbandonato dell’Aspromonte, puntando sul contrasto tra la voglia di un forte cambiamento e tradizioni arcaiche sempre vive; infine sabato 30 maggio, presso il Teatro Masciari di Catanzaro è partito il casting, organizzato dalla Calabria Film Commission e curato riguardo le selezioni dall’attore cosentino Francesco Reda, per il film Qualunquemente, titolo al momento provvisorio, che vede protagonista Antonio Albanese nel ruolo del noto personaggio del politico calabrese “Cetto Laqualunque”:luogo delle riprese sarà la cittadina di Palmi , una scelta non certo casuale, visto che l’autore dei testi relativi a “Cetto”(famosi il tormentone “Cchiù pilu pì tutti” e il “sogno di un paesaggio calabrese sommerso dal cemento armato”) è Piero Guerrera, originario proprio di Palmi, che curerà anche la sceneggiatura insieme ad Albanese e Giulio Manfredonia, regista del film.

Gran fermento dunque nella regione, culturalmente e cinematograficamente parlando, finalmente (ri)scoperta come naturale proscenio, valorizzata certo nel suo aspetto puramente paesaggistico, colpevolmente trascurato dalle nostre stesse amministrazioni, che con fare distratto hanno spesso e volentieri, con poche lodevoli eccezioni, seguito una vacua “modernità” dimenticando il nostro passato e la nostra identità, oltre che una “diversità”, se ben gestita, della quale essere orgogliosi.

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