Un sacco bello (1980)

ggr4Prodotto da Sergio Leone, il film Un sacco bello rappresenta l’esordio nella regia di Carlo Verdone dopo le esperienze cabarettistiche e televisive:affiancato nella sceneggiatura da mostri sacri quali Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, l’attore-regista dispiega sul grande schermo le sue collaudate macchiette dandogli più spessore, elevandole a veri personaggi e conferendogli un tono dolce- amaro.

In una Roma prossima al Ferragosto si snodano le vicende di tre personaggi, tutti interpretati da Verdone, che, grazie al montaggio parallelo, si incrociano tra di loro per riunirsi in un’unica narrazione:Enzo, tipico bullo romano, jeans attillati con gran dispiego di cotone nella patta e vistosa collana d’ordinanza sul petto villoso (scelta con la stessa cura che un manager riserverebbe alle cravatte), ha in programma un viaggio a Cracovia con la sua spider, alla ricerca di facili avventure con le ragazze del luogo, sicuro di poterle conquistare con calze di nylon e penne a sfera. Purtroppo il suo compagno di viaggio (Renato Scarpa), in preda ad una colica, viene ricoverato in ospedale e così si ritrova da solo a consultare un’ agendina quasi vuota: troverà un nuovo compagno, un po’ attempato, anche se una chiazza d’olio sull’asfalto non fa presagire nulla di buono…

L’ hippie Ruggero ha invece abbandonato la famiglia per vivere in una comunità professante l’amore libero e il distacco dai beni materiali: incontrato, più o meno casualmente, il padre (Mario Brega), sarà da questi trascinato a casa e sottoposto ai “pistolotti” del sacerdote Alfio, di un vecchio professore autoritario e del cugino Alselmo (tutti interpretati da Verdone), ma, nonostante qualche titubanza, il nostro tornerà alla comune.

Leo, mammone timido ed insicuro, sguardo sempre volto in alto, perso in chissà quale astrazione, sta partendo per Ladispoli, dove lo attende la madre, quando incontra Marisol (Veronica Miriel), una bella ragazza spagnola alle prese con un ostello al completo e musei chiusi: il giovanotto rimanda la partenza, ospita Marisol a casa sua, l’accompagna allo zoo, prepara per lei una romantica cenetta, ma, proprio quando sta per superare tutte le sue insicurezze, ecco arrivare il fidanzato della ragazza…

Verso la fine del film una forte esplosione (un attentato terroristico, richiamo a quello avvenuto al Campidoglio nel ’79) riunisce idealmente tutti e tre i personaggi, mettendoli di fronte all’illusorietà della vita, che prima offre determinate opportunità e poi, per un motivo o per un altro, le porta via.

Pur se la frammentazione in sketch tende a far prevalere l’abilità camaleontica e fregoliana del Verdone attore, capace di cogliere i vezzi linguistici e le nevrosi di un certo tipo di gioventù romana, il Verdone regista dimostra una sensibilità notevole, con un amabile dosaggio di garbata satira, malinconia ed assenza di volgarità, che troveranno concretezza stilistica nelle produzioni future.

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